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Intervista a Stefano Vergani, a cura di Gianni Vittorio

In occasione del suo nuovo disco, intitolato Mi sono giusto allontanato per un attimo, abbiamo intervistato il cantautore Stefano Vergani, con quale abbiamo approfondito i temi del suo lavoro discografico.

Eccoci di fronte ad un autore del nord, che ad un certo punto della sua vita decide di trasferirsi al sud, in una località di campagna in Sicilia. Spiegaci questa tua scelta.

Come dicevo in una mia vecchia canzone in un italiano ostentato “La vita si sa, a volte non va dove tu pensi che sia”. La mia vita a quattro anni fa più’ o meno ha preso una direzione inaspettata e quello che doveva essere una situazione temporanea si tramutata nella realtà attuale e non potrei esserne più felice in questo momento.

 

Il tuo stile è un cantautorato classico che però non disdegna l’uso dell’elettronica. Il focus della tua musica è un pop d’autore raffinato. Quali sono le tematiche che tocchi nel tuo nuovo album uscito pochi giorni fa?

 

Ho per la prima volta utilizzato l’elettronica in questo disco e devo ammettere che mi si è aperto un mondo di suoni, di visioni che sono stati davvero importanti per la scrittura del disco,è un disco di musica leggera ma non troppo, ci sono delle tematiche sulle quali ho dovuto riflettere e farci due conti, come la solitudine, lo spaesamento totale, il non sentirsi a proprio agio nella dimensione nella quale si vive e c’è anche molto altro.

 

Una delle canzoni più curiose è Il silenzio non mi piace più, caratterizzata da un’architettura sonora moderna ed un testo che sembra alludere ad una società in decadimento, in cui domina il caos.
Questo affiora quando reciti: Maestri illustri e altri tipi di cialtroni sono convinti loro di essere i padroni della verità.

 

E’ esattamente quello che cerco di dire in questa canzone, non parlerei di caos ancora ma devo ammettere che quello che vedo e che sento a volte mi mette in uno stato di angoscia totale, di paralisi quasi, una società che deve per forza trovare il colpevole perfetto per il suo apparente malessere, il banalizzare allo stato brado qualsiasi tema, è qualche cosa di tremendo e profondamente triste.

 

Mi ha molto incuriosito la tua voce, un po’ roca ma dai toni gentili. Mi ha ricordato il grande Paolo Conte al quale sembri esserti accostato anche per l’ironia che usi nelle tue canzoni. Cosa ne pensi?

 

Penso che sia un bellissimo complimento, Paolo Conte è un artista unico, uno dei più grandi artisti del novecento il suo modo di comunicare, di scrivere è francamente straordinario, io al suo cospetto sono un piccolo scrittore di buone canzoni che probabilmente fuma qualche sigaretta di troppo.

Stefano Vergani è in tour in questi mesi per promuovere il disco.
Ecco le tappe:  23.11 – CIRCOLO TESTA DI VOLPE, PROVAGLIO D’ISEO (BS) 24.11 – AL LAVATOIO, TREZZO SULL’ADDA (MI) 29.11 – CIRCOLO ARCI BELLEZZA, MILANO 1.12 – MAITE, BERGAMO 26.12 – BLOOM, MEZZAGO (MB)

 

 


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