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Last In Line – Live @Campus Industry Music – Parma (testo e foto di Giovanni Cionci)

Lo scorso 11 Dicembre, presso il Campus Industry Music di Parma, unico live italiano per i Last In Line, in occasione del tour seguito alla pubblicazione del secondo album, II.  La band nasce nel 2012 per volontà dei membri della formazione originaria dei Dio dell’album Holy Diver: il chitarrista Vivian Campbell (chitarrista dei Def Leppard dal 1993, con un passato in Whitesnake e Thin Lizzy, solo per citarne alcuni), il batterista Vinny Appice (con un illustre passato anche, tra gli altri, in Black Sabbath e Heaven & Hell) ed il bassista Jimmy Bain, con Andrew Freeman alla voce. In seguito alla tragica morte di Bain, nel 2016, il suo ruolo è stato affidato a Phil Soussan (che può vantare un passato con, tra gli altri, Ozzy Osbourne, Billy Idol, Johnny Hallyday, Steve Lukather). Sulla carta, con professionisti di tale calibro, la serata si prospetta davvero effervescente. Ma andiamo con ordine.

Rougenoire

Ad aprire le danze, le Rougenoir, band milanese quasi tutta al femminile, con una formazione tipicamente “maideniana” (Elisa Luzardi alla voce, Virginia “Vice” Aprea al basso, e le tre chitarre di Sara “Foxy Lady” Di FonzoSabrina “Sabarax” Marabelli Cristina “CriBill” Fedeli, accompagnate da Edoardo Sala  alla batteria). Grande grinta e dinamismo sul palco, propongono un hard rock diretto e coinvolgente: bastano un paio di minuti per infiammare il pubblico, che non si fa certo pregare per tributar loro il giusto plauso. Davvero un ottimo inizio di serata.

 

Last In Line

Le Rougenoire escono di scena tra meritati applausi e, dopo un rapido cambio palco, giunge il momento tanto atteso: si spengono le luci, i Last In Line prendono posto sul palco..e si parte subito a tutta birra con Landslide: un granitico muro di suono, creato dai riff di Campbell e dalla sezione ritmica di Appice Soussan, su cui si innalza la voce di Freeman, forte, potente, graffiante, tecnica.  Neanche il tempo di raccogliere le idee, e partono in stecca due brani dei Dio: Stand Up and Shout Straight To the Heart: per tutti i fans del compianto Ronnie James Dio, è davvero emozionante poter vedere sullo stesso palco, insieme, Vinny Appice e Vivian Campbell, demiurghi di Holy Diver, suonare INSIEME brani di Holy Diver (e non solo)Entrambi appaiono in splendida forma: Campbell  fa sfoggio della sua tecnica sopraffina, riff potenti e precisi, grande dinamica ed assoli sfavillanti, vibrati da brividi su una spartana Les Paul con stop-tail bridge, che nelle sue mani appare docile e addomesticata come se avesse un Floyd Rose. Non a caso, parliamo di un chitarrista che ha davvero fatto la storia del rock. Appice mette subito in chiaro come mai venga considerato tutt’ora uno dei migliori batteristi heavy metal, crivellando di colpi rullante e tom con la potenza di un maglio e la precisione di un cecchino. Soussan, dal canto suo, svolge magnificamente la propria parte, non facendo rimpiangere l’assenza di Bain, ma anzi onorando degnamente la sua memoria..e proprio a Bain, tutta la band dedica la potente Starmaker. Che dire di Freeman? Il suo forse è il ruolo più scomodo, quello di impersonare uno dei più grandi frontman di tutti i tempi, rendendogli onore senza apparire una “brutta copia”. E il ragazzo mostra davvero un grande talento, eseguendo egregiamente, con passione palpabile, sia i brani che furono di Ronnie James che quelli, nuovi di pacca, dei Last In Line. Lo show prosegue, dunque, basculando continuamente tra passato e presente, tra mito e realtà, fino all’ultima, esplosiva, We Rock. La band esce di scena tra applausi scroscianti: quelli tangibili di tutti i presenti e, ci piace pensare, anche quelli di Jimmy & Ronnie Jamesche sicuramente si saranno divertiti ad assistere allo spettacolo dei loro vecchi amici e compagni di band.

Questa la setlist dello show:

  1. Landslide
  2. Stand Up and Shout
  3. Straight Through the Heart
  4. Year of the Gun
  5. Holy Diver
  6. Blackout the Sun
  7. Last In Line
  8. Starmaker
  9. Electrified
  10. Egypt
  11. Rainbow in the Dark
  12. Don’t Talk to Strangers
  13. Devil In Me
  14. We Rock

Vi lasciamo alla gallery fotografica del nostro Giovanni Cionci.


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