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Darkthrone – Old Star (Peaceville Records, 2019) di Luca Battaglia

Nuovo disco in uscita per la leggendaria band norvegese Darkthrone, colonna portante della prima wave black metal dei primi anni '90. Old Star è il nuovo capitolo scritto del duo Fenriz/Nocturno Culto, capaci di scrivere capolavori assoluti del genere come A blaze in the northern sky, Under a funeral moon e Transilvanian Hunger, uscito per la Peaceville Records. Noi di Relics abbiamo analizzato il disco per voi. Lasciate alle vostre spalle, prima dell'ascolto, ogni canone del black metal classico dei primi lavori della band, i Darkthrone hanno abbandonato quella strada anni fa per abbracciare una sorta di Black and Roll ricercato. Questa ultima…

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Nuovo disco in uscita per la leggendaria band norvegese Darkthrone, colonna portante della prima wave black metal dei primi anni ’90.

Old Star è il nuovo capitolo scritto del duo Fenriz/Nocturno Culto, capaci di scrivere capolavori assoluti del genere come A blaze in the northern sky, Under a funeral moon Transilvanian Hunger, uscito per la Peaceville Records.

Noi di Relics abbiamo analizzato il disco per voi.

Lasciate alle vostre spalle, prima dell’ascolto, ogni canone del black metal classico dei primi lavori della band, i Darkthrone hanno abbandonato quella strada anni fa per abbracciare una sorta di Black and Roll ricercato.

Questa ultima svolta in Old Star è accompagnata da un’ulteriore svolta: una ritmica quasi doom, lentissima e avvolgente che spiazza al primo ascolto.

I richiami ad altre band ai quali attinge la nostra memoria sono molteplici e inaspettatamente non seguono un filo logico costante, passiamo dalle ritmiche tipiche del Black and Roll dei Carpathian Forest, a riff chiaramente di stampo doom alla Candlemass, passando per i Celtic Frost.

Tutto questo dona all’album una varietà indiscussa, ma lo sparare continuamente nel mucchio delle melodie a volte risulta troppo saltuario e dispersivo per tenerci incollati alle cuffie.

La classe dei due norvegesi è inattaccabile senza alcun dubbio, ma sembra quasi che a lunghi tratti nello svolgersi della matassa musicale di Old Star ci si sia limitati a svolgere un “compitino”. La bontà compositiva c’è, la si sente in ogni giro di chitarra e nelle lyrics, ma l’album oltre che di un’identità vera e propria manca di mordente, pecca di emozioni e quasi di passione.

Solo alla quinta traccia i nostri occhi tornano a sgranarsi e farci dire un “finalmente” interiore, Duke of ghost è davvero una perla troppo rara dentro Old Star… bellissima.

Un vero peccato questo album, veramente un colpo in canna che ha fatto cilecca. Trattandosi dei Darkthrone le aspettative erano di diritto altissime, ma la nostra acquolina in bocca è stata deglutita come un boccone amaro, specialmente perchè dopo ormai 30 anni dai primi lavori maestosi i due norvegesi sembrano ancora brillare di una forma invidiabile.

Tracklist:

  1. I muffle your inner choir
  2. The hardship of the Scots
  3. Old star
  4. Alp man
  5. Duke of ghost
  6. The key inside the wall

 


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