Home / Dischi / Emma Grace – Wild Fruits and Red Cheeks (Pipapop Records, 2020) di Giuseppe Grieco

Emma Grace – Wild Fruits and Red Cheeks (Pipapop Records, 2020) di Giuseppe Grieco

È per caso giunto l’autunno? Perché è questa la sensazione che mi lascia addosso il secondo disco di Emma Grace compositrice italo americana, cantante e violinista da Assisi e Miami. Alberi maestosi da cui si staccano foglie secche e dal colore rugginoso caratteristico. Fermento di vita nel terreno, frutti caduti a terra. Scricchiolii ovunque, animali selvatici che si aggirano sfuggenti e sospettosi. Siamo in piena primavera al momento, ed ecco che in testa ho l’autunno. Stagione immaginata in questo caso nel suo fascino puro e selvaggio, permeato da una decadente eleganza. Visto che tale immagine mi scaturisce da questo…

Score

ARTWORK
POTENZIALITA'
CONCEPT

Voto Utenti : Puoi essere il primo !
È per caso giunto l’autunno? Perché è questa la sensazione che mi lascia addosso il secondo disco di Emma Grace compositrice italo americana, cantante e violinista da Assisi e Miami. Alberi maestosi da cui si staccano foglie secche e dal colore rugginoso caratteristico. Fermento di vita nel terreno, frutti caduti a terra. Scricchiolii ovunque, animali selvatici che si aggirano sfuggenti e sospettosi.

Siamo in piena primavera al momento, ed ecco che in testa ho l’autunno. Stagione immaginata in questo caso nel suo fascino puro e selvaggio, permeato da una decadente eleganza. Visto che tale immagine mi scaturisce da questo secondo album dell’artista, direi che è giunto il momento di parlarne.

Iniziamo col dire che Wild Fruits and Red Cheeks è tanto. Ovvero che la carne al fuoco è davvero parecchia, e tanto nella sua lunghezza: si tratta di un disco doppio di ben 18 tracce. È il successore di Backgrounds, primo disco uscito su Pipapop Records, che la ospita anche in questa seconda occasione. L’intero lavoro dimostra un animo mite ma indomito, Emma qui non si è minimamente risparmiata, riversando tutto il suo estro in ogni singola traccia. Come frutti esotici e selvaggi, i brani sono freschi ed aspri, incisivi e tormentati in un certo qual modo, ma sempre selvaggiamente eleganti.

Tutto questo sembrerebbe preannunciare un disco dall’ascolto molto difficile ed ostico, ma non è così. Wild Fruits and Red Cheeks è un disco molto complesso e stratificato, su questo non ci sono dubbi, eppure riesce a mantenere una sorprendente leggerezza, tanto che il tempo durante l’ascolto quasi vola impercettibilmente.

L’inizio è dolce e soffuso, con Animated (Midnatt) Emma ci da il benvenuto nel suo mondo crepuscolare. Il lato tormentato si mostra subito dopo con Random Precision, pezzo in cui il violino si fa agitato e frastagliato. On Top Of Our Words ci mostra la voce di Emma, particolare e molto calzante nel mondo della musica cosiddetta alternativa. Troviamo momenti sorprendentemente vicini all’indie, esemplare sono i brani The Tree e Blue Woods, con la loro chitarra semplice ed efficace. Funny Nests si muove in onde circolari grazie al sapiente uso dei loops, la materia sonora diviene plasmabile in Red Fruits. Gli influssi classici e da musica cameristica emergono in Wild Cheeks o Above Love, ma in generale sono sempre riscontrabili. Morning Steps e Sailor’s Lullaby ammorbidiscono le trame sonore, con una dolcezza che affonda nell’ambient di matrice folkloristica e dall’indietronica.

Wild Fruits and Red Cheeks è la perfetta rappresentazione di chi l’ha composto, il disvelarsi sincero di un estro artistico solido e luminoso. Una bellissima sorpresa.

Tracklist:

  1. Animated (Midnatt)
  2. Random Precision
  3. On Top Of Our Words
  4. One Morning On Our Fields
  5. The Tree
  6. Funny Nests
  7. Red Fruits
  8. Corridors
  9. Middag
  10. Sailor’s View
  11. Love Song
  12. Above Love
  13. Morning Steps
  14. Blue Woods
  15. Climbing On Waters
  16. Wild Cheeks
  17. Altars
  18. Sailor’s Lullaby


Commenti

Click here to connect!