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Roberto Ventimiglia – RAW (Gusville Dischi, 2020) di Paolo Guidone

Tra le, per ora poche, belle notizie di questo 2020 noi di Relics Controsuoni vogliamo parlarvi di Roberto Ventimiglia, giovane cantautore laziale, che ha da poco pubblicato in suo secondo disco, dal titolo RAW. Proprio rispettando il titolo del disco RAW, che tradotto dall'inglese significa grezzo - non lavorato, l'album è stato interamente scritto e suonato dal solo Roberto Ventimiglia, che in tal modo ci da prova di un non comune talento polistrumentistico oltre che di grande competenza e sensibilità di teoria musicale. Non solo, il disco è stato registrato in casa con un semplice iPhone. Già solo queste…

Score

Artwork
Potenzialità
Concept

Voto Utenti : 4.6 ( 1 voti)
Tra le, per ora poche, belle notizie di questo 2020 noi di Relics Controsuoni vogliamo parlarvi di Roberto Ventimiglia, giovane cantautore laziale, che ha da poco pubblicato in suo secondo disco, dal titolo RAW.

Proprio rispettando il titolo del disco RAW, che tradotto dall’inglese significa grezzo – non lavorato, l’album è stato interamente scritto e suonato dal solo Roberto Ventimiglia, che in tal modo ci da prova di un non comune talento polistrumentistico oltre che di grande competenza e sensibilità di teoria musicale.

Non solo, il disco è stato registrato in casa con un semplice iPhone.

Già solo queste premesse renderebbero sufficientemente interessante l’album RAW, ma il giovane talento laziale ha molti altri assi nella sua manica.

Roberto Ventimiglia, infatti, è un abilissimo interprete dello stile cantautorale americano che, però, egli ha voluto e saputo miscelare con il gusto e le sonorità del brit-rock degli anni ’90: i suoi brani sono tutti elettroacustici, dal suono deliberatamente polveroso, ma con musiche calde e raffinate, oseremmo dire quasi timide, ed un cantato inglese che pare discreto, come proveniente da lontano.

I 9 brani dell’album riecheggiano tutte queste caratteristiche, ma ciascuno a modo proprio, senza mai ripetersi e senza nemmeno allontanarsi troppo l’un dall’altro, rendendo in tal maniera molto fluido e piacevole l’ascolto.

Davvero interessante è il brano Recollection che infatti, secondo noi, è il più rappresentativo del disco: il brano nel suonato ricorda da vicino le melodie dei primi Verve mentre il cantato – almeno nello stile – strizza chiaramente l’occhio a Robbie Williams.

Una vera chicca è poi il pezzo Christmas Blues, un bellissimo concentrato di poesia acustica nord americana sapientemente puntellata di fugaci ed caratterizzanti fraseggi tipici del brit-pop e che paiono sfuggiti dalle stanze di Abbey Road…

Bellissima è anche la canzone 2081, che con le sue note ci porta davvero indietro nel tempo, nel fase finale del più bello e raffinato brit-rock dei ’90s, ma lo fa con un’innovativa nota di freschezza data da un riff di chitarra delicato ma incalzante, che ricorda invece il Robbie Williams del 2010’s.

In generale il lavoro è dunque di alto livello, con una buona attenzione di Ventimiglia alla cura delle calde atmosfere, degli arrangiamenti e dell’esecuzione dei brani: anche il suo stile canoro è particolare, in quanto sembra quasi esitare nel farsi sentire, come se volesse nascondersi dietro la musica pur necessitando, al contempo, di comunicare all’ascoltatore quel che ha da dire.

Unica pecca, a nostro avviso, è la fase di registrazione e di cura del suono: va bene che Ventimiglia volesse cercare un’espressione “grezza” per il suo RAW, va bene che lo stile acustico-elettrico a cui lui si ispira necessiti di una sonorità sporca e graffiata, ma temiamo che il talentuoso artista laziale abbia forse un po’ esagerato in questa sua ricerca di originalità. La sua musica, infatti, spesso non riesce ad esprimere appieno il proprio grande potenziale comunicativo perché gli strumenti risultano un po’ “ammucchiati” insieme, sonanti cioè tutti assieme senza rispettare a dovere le caratteristiche timbriche e tonali di ciascuno. La voce, come detto, risulta ben intonata e pulita, ma si ferma in un limbo in cui non è né davvero sussurrata né tanto meno decisamente posta in primo piano; anche gli strumenti peccano di indecisione, nel senso che seppur ben suonati tecnicamente, altrettanto non si può dire della loro resa espressiva e ciò è un peccato, perché Roberto Ventimiglia è davvero un bravo musicista

Noi di Relics Controsuoni riteniamo che un miglior investimento artistico nella cura del suono e una piccola rinuncia sul piano dell’esecuzione forzosamente “old style”, avrebbe già lanciato il disco RAW verso palcoscenici di ben altro livello e che meriterebbe appieno.

Al di là di questi ultimi aspetti critici, però, RAW è davvero un bel disco, che si ascolta piacevolmente tutto d’un fiato, e che pertanto consigliamo vivamente a tutti di scoprire, sicuri che sarà la prima vera tappa di un luminoso futuro artistico del cantautore Roberto Ventimiglia.

Tracklist:

  1. Stepping Stone
  2. 2081
  3. Love Is
  4. Just This
  5. Recollection
  6. One-Hour-Love
  7. Forever And A Day
  8. Raw
  9. Christmas Blues


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