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Intervista ai BAD PROFILE per Relics Controsuoni

Di fresca uscita con l’EP ONE MORE TIME, i BAD PROFILE si sono presentati al pubblico con un rock-classic d’autore, legato alla più fulgida tradizione made in U.S.A., conquistandosi palchi di tutto rispetto come l’Alcatraz di Milano ed il Whisky a Go Go di Los Angeles. Una strategia a piccoli passi la loro, ben ponderata, che sembra oggi dare i suoi frutti con i primi riflettori accesi anche sulla stampa specializzata, tanto che anche noi di Relics non potevamo farci sfuggire la possibilità di scambiare due chiacchiere con Andrea Greco portavoce della band, vediamo dunque cosa ci ha raccontato:

 

– Benvenuti ragazzi. Ciao Andrea, andiamo subito al sodo: come mai BAD PROFILE?
Come nasce la band e come avete scelto il vostro nome?

La band nasce nel 2018 da un’idea di far prendere forma ad un po’ di brani rimasti nel cassetto per troppo tempo.

Il nome della band ha origini molto semplici, riconducibili al nostro marcato disgusto per l’uso improprio dei Social.

Nulla di politicizzato, ma crediamo molto nello sdoppiamento di personalità che molte persone subiscono quando passano dalla vita reale alla tastiera del loro pc, smartphone ecc. Diventano tutti tuttologi del nulla.

Alla batteria suona Raffaele Cristiani, al basso Giacomo Iacomino, alla chitarra solista Dennis Casa, il sottoscritto Andrea Greco voce e chitarra ritmica.

 

– Qual è la musica che vi ha ispirato lungo il vostro cammino e la vostra crescita,
e quale cantante o gruppo vi piace, invece, ascoltare attualmente?

Le ispirazioni sono tante, come i generi da cui proveniamo. Nelle passate esperienze abbiamo suonato un po’ di tutto, ma di certo la scelta stilistica è andata nella direzione del grunge. Nirvana, Alice in Chains, Pearl Jam come pilastri, passando per del sano punk californiano e arrivando ai giorni nostri ascoltando Foo Fighters, Green Day, Alter Bridge. Tutto ciò che esalta il suono delle chitarre elettriche (se Gibson ancora meglio!!!).

Poi se chiedi a Raffaele, il nostro batterista, stai pur certo che ti consiglierà un buon album dei TOTO.


– Voi siete una formazione nata e formatasi a Milano. Cosa pensate dell’ambiente musicale della città
(alludo al pubblico e alla possibilità di trovare locali in cui suonare)?

Mi stai offrendo sul piatto d’argento la possibilità di lamentarmi e piangermi addosso. Non ti darò questa soddisfazione, anzi, con costanza, volontà e voglia di fare sono convinto che si possano trovare tante date alcune delle quali ben retribuite.

È chiaro che la musica dal vivo in questo decennio ha smesso di esistere, anche grazie a chi per campare si è messo ad emulare miti del rock con tribute band di ogni genere. Il pubblico ha seguito a ruota, tralasciando l’interesse per la musica emergente inedita e facendosi influenzare da quel poco che i locali offrono.

Credo che sia fondamentale la collaborazione tra le band e quella tra le band e i locali, tutti insieme per cercare di organizzare eventi di qualità dove tutti si impegnano al massimo.  È finita l’era dell’ingaggio ricorrente o del “fammi suonare perché sono figo”.

Se poi per mantenerci abbiamo bisogno di un altro lavoro ok, faremo questo sacrificio!

 

– Quali differenze trovate tra Milano e l’Italia in generale ed altri luoghi importanti dove avete suonato?
Mi riferisco in particolare a Barcellona e Los Angeles…

Come dicevo prima l’Italia sta passando un periodo molto difficile in ambito musicale rock. L’ambiente è molto ristretto e chi ha un ruolo definito se lo tiene ben stretto.

A Milano puoi suonare in posti davvero molto belli e con un bel po’ di gente, ma rischi di essere pagato meno perché la concorrenza è sfrenata. In giro per l’Italia ti puoi permettere di alzare in cachet anche per rientrare dai costi della trasferta. All’estero è tutto diverso, soprattutto in California, dove chi suona è considerato a dovere e le persone apprezzano davvero quello che fai. Ci sono luoghi in cui la musica live è linfa vitale e corrisponde alla prima attrazione socio-culturale. Certo, la concorrenza sale e l’asticella pure, ma è giusto che sia così.

 

– Il vostro è un rock classico molto genuino, come pensi possa evolvere? O meglio, pensi
che i Bad Profile possano evolvere verso qualcosa di diverso – di più ardito e sperimentale – in futuro?
O la vostra mission rimarrà quella di orbitare entro un ambito conosciuto, nella vostra comfort zone?

La nostra prima mission è stata cercare un suono, un genere, un ambiente dove sentirci a nostro agio. Con l’EP One More Time abbiamo raggiunto questa comfort zone che ovviamente andremo a rivoluzionare con il prossimo lavoro. La sperimentazione è ossigeno per qualsiasi forma d’arte, figuriamoci per una rock band.

Chiaramente non ci discosteremo dal suono distorto delle nostre chitarre, ma bolle in pentola qualcosa di più variegato che non vediamo l’ora di farvi ascoltare.

– Parliamo di promozione, come vi siete mossi in tal senso? E che bilancio ne traete?

Anche in questo caso l’esperienza e qualche capello bianco ci ha consentito di non fare le scelte sbagliate. Sappiamo che la strada è lunga e che devono ancora passare mesi e mesi prima di arrivare ad un pubblico più capiente, ma siamo convinti che fare i giusti investimenti e scegliere partner professionali sia il primo passo per raggiungere obiettivi di tutto rispetto.

L’attuale collaborazione con Sonyca è un esempio di cosa significa fare le cose fatte bene. Abbiamo scelto loro come ufficio stampa per la promozione di questo lavoro e nel prossimo futuro abbiamo già ulteriori collaborazioni di massima importanza che ci aspettano di cui non possiamo ancora svelare nulla!

Altro elemento imprescindibile è farsi il mazzo giorno dopo giorno per trovare date, locali, sinergie, persone appassionate di musica che vogliono condividere tutto ciò che gravita intorno al ROCK. Firmare con un Ufficio Stampa o un’Etichetta Discografica significa iniziare a lavorare, non sentirsi arrivati.

– Dopo il buon riscontro che state ottenendo con ONE MORE TIME, cosa pensate di fare?

C’è in pentola il nuovo lavoro, ora si tratta di prendere alcune decisioni in merito a come affrontare i prossimi mesi, anche alla luce di questo momento negativo che stiamo passando. Riusciamo a portare avanti il nostro lavoro di produzione grazie alla tecnologia, ma risulta difficile fare programmi ben definiti sulle nuove date e i nuovi concerti.

Sicuramente abbiamo in pipeline nuove esperienze all’estero, grazie anche alla futura collaborazione che stiamo mettendo a punto in ambito booking, proveremo infatti ad organizzare mini tour in Europa. Dopodiché, se ci dici dove c’è un palco pronto noi partiamo e andiamo a fare un gran bel casino all’insegna del ROCK’N ROLL!!

 


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