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Malacarne – Ci Serve Un Barman (Autoproduzione, 2019) di Mr. Wolf

Click su Play e si apre un mondo. Una voragine istantanea fin dal primo secondo dell'EP Ci serve un Barman ultimo prodotto fresco di stampa dei Malacarne. Onestamente non conoscendo preventivamente la band, dato il nome del gruppo e del disco ci si poteva aspettare qualche probabile "trashonata" tra il serio e il faceto, tra l'autocelebrativo e l'auto ironico. Nulla di più distante. Qui si spacca e si spacca tutto con grande stile e grande capacità di scrittura. In un periodo composto di tenebre al sapor di autotune e figli di papà che fanno i gangster a Sanremo, qui…

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Una voragine istantanea fin dal primo secondo dell’EP Ci serve un Barman ultimo prodotto fresco di stampa dei Malacarne.

Onestamente non conoscendo preventivamente la band, dato il nome del gruppo e del disco ci si poteva aspettare qualche probabile “trashonata” tra il serio e il faceto, tra l’autocelebrativo e l’auto ironico.

Nulla di più distante. Qui si spacca e si spacca tutto con grande stile e grande capacità di scrittura. In un periodo composto di tenebre al sapor di autotune e figli di papà che fanno i gangster a Sanremo, qui si fa un bel rap old school da dare lezioni a tutto il panorama di tatuatelli sbarbati 2k19.

Con termini poco professionali e poco pacati onestamente l’EP è una figata! E’ suonato dall’inizio alla fine da musicisti e si sente tantissimo la differenza. Niente basi di studio niente mega beat e ultra produzioni, ma vecchio e sano post-rock hardcore anni ’90 accompagnato da testi brillanti, un flow che incede pesante e violento senza mai scadere nel dramma del rapper cattivo a tutti i costi. Segno che ancora si può fare musica come va fatta uscendo da tutti i cliché che inquadrano e sovrastano i vari generi musicali.

Siamo vivi o no è un pezzo degno compagno di una trasposizione nella provincia italiana di I’m Housin’ dei Rage Against The Machine.

Il sound e la composizione sono proprio su quello standard proprio dei novelli e riattualizzati Rage Against italiani, una riuscitissima esperienza di crossover che deve assolutamente mantenere questa retta via se non forse soltanto per ripensare ad un nome più accattivante.

Un disco da consumare a volume 200!

Tracklist:

  1. Siamo vivi o no
  2. Le lacrime del mio nemico
  3. Let me feel the dark
  4. Whiskey di palma
  5. Tutti che muoiono

 


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