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The Weeknd – After Hours (Republic Records/XO, 2020) di Francesco Sermarini

Dopo averlo lasciato due anni fa con l’EP My Dear Melancholy, Abel Tesfaye, in arte The Weeknd, è ritornato cambiando completamente pelle. Già dalla copertina di questo nuovo After Hours intravediamo le nuove vesti che il cantante ha adottato, come un vago sosia di Micheal Jackson distrutto dopo una serata passata fra droghe, sesso e pestaggi. Proprio questa è la principale differenza con il suo precedente Starboy: non più una raccolta di possibili hit da far passare in radio, ma un disco costruito attorno ad un’immagine precisa da trasmettere all’ascoltatore, un concept che gira attorno agli eccessi, indipendentemente che siano…

Score

Artwork
Potenzialità
Concept

Conclusione : Lusso ed eccessi

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Dopo averlo lasciato due anni fa con l’EP My Dear Melancholy, Abel Tesfaye, in arte The Weeknd, è ritornato cambiando completamente pelle. Già dalla copertina di questo nuovo After Hours intravediamo le nuove vesti che il cantante ha adottato, come un vago sosia di Micheal Jackson distrutto dopo una serata passata fra droghe, sesso e pestaggi. Proprio questa è la principale differenza con il suo precedente Starboy: non più una raccolta di possibili hit da far passare in radio, ma un disco costruito attorno ad un’immagine precisa da trasmettere all’ascoltatore, un concept che gira attorno agli eccessi, indipendentemente che siano riguardanti a sostanze oppure emotivi.

C’è molto tormento e angoli bui in After Hours, con i suoi suoni e synth retrò che chiamano agli anni ’80 più lussuriosi e scintillanti, ma reinventandoli con suoni contemporanei. Le produzioni sono il vero gioiello di questo disco, con bassi avvolgenti ma che non prendono il sopravvento su tutto il resto e suoni che riescono ad esplodere al momento più opportuno oppure ad essere drammatici quando è necessario. Nonostante un mood generale molto settato su coordinate dark, le canzoni nel loro complesso riescono ad avere più o meno tutte la loro personalità ben distinta, passando dal trap di Heartless al retrowave estivo di In Your Eyes, dalla staticità sognante alla fine di Faith fino alla bellissima coinvolgente Bliding Lights.

Gli highlights in questa nuova fatica di The Weeknd sono parecchi e capaci di trasportare chi ascolta After Hours fino alla fine. Non tutto è oro quello che luccica, buona parte del disco è composto da tracce riempitive e meno accattivanti, come le scialbe Save Your Tears o Hardest to Love, tracce che non contribuiscono alla crescita patetica del disco. Comunque ci troviamo di fronte ad un disco dal forte impatto cinematografico e con un concept dietro solido, probabilmente il disco meglio riuscito di The Weeknd su questo versante e non solo.

Tracklist:

  1. Alone Again
  2. Too Late
  3. Hardest To Love 
  4. Scared To Live 
  5. Snowchild
  6. Escape From LA
  7. Heartless
  8. Faith
  9. Blinding Lights
  10. In Your Eyes
  11. Save Your Tears
  12. Repeat After Me (Interlude)
  13. After Hours
  14. Until I Bleed Out


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