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Intervista a I Maiali, a cura di Giuseppe Grieco

Diretti, viscerali, sozzi e molto incazzati. I Maiali, band post-hardcore romana, non si preoccupa certo di ammorbidire i toni per piacere alle masse. Eppure, come profeti lascivi, proprio alla moltitudine si rivolgono, tramite il loro personalissimo CVLTO, di cui il disco omonimo ne è al contempo il manifesto ideale e il suo compimento d’intenti. Non potevamo non approfondire le idee dietro al progetto, ecco quindi cosa hanno detto a riguardo a Giuseppe Grieco.

1 – Buongiorno ragazzi, benvenuti su Relics. Iniziamo dal principio: quando si è formata la band?

La band si è formata nell’autunno del 2016, ha avuto diversi cambi al suo interno fino ad arrivare a quella che è la formazione attuale ormai da tre anni.

2 – Intorno alla vostra musica avete creato quello che chiamate “il culto”, parlatecene meglio.

Il nostro CVLTO è qualcosa che parte dalla coscienza di voler creare un proprio Io, qualcosa che parte da noi stessi da incanalare poi nelle nostre vite.
Il CVLTO de I MAIALI è semplicemente il bisogno di liberarsi, di esprimersi, di essere se stessi senza paure, essere ognuno il Dio di se stesso.

3 – A proposito, non a caso il vostro disco di debutto si chiama Cvlto. Parlateci di questa vostra prima opera

Il nostro album di debutto CVLTO è venuto fuori direttamente dal nostro stomaco fin da quando abbiamo deciso, con l’etichetta Overdub Recordings, la direzione musicale che meglio vestiva il nostro essere. La composizione è stata molto “punk” nel suo incedere istintivo e diretto e a quello abbiamo unito tematiche appunto che affrontassero il nostro bisogno di una guida, di un demone, di un angelo, di un Dio che alla fine si ritrova semplicemente dentro se stessi.

4 – Di solito si tende ad etichettarvi come post-hardcore. Siete d’accordo su questa definizione o c’è di più?

Riuscire a catalogarci è sempre risultato difficile anche per noi, proprio perché non ci siamo mai davvero soffermati a pensare che genere fosse quello che stavamo componendo. Quello che viene fuori ascoltando il prodotto finito a nostro parere vede si una componente post-hardcore, ma in un certo senso fusa a qualcosa che arriva direttamente dagli anni ’90 più rumorosi.

5 – A quali musicisti vi siete ispirati per la creazione del vostro sound?

L’idea di base è sempre stata quella di mettere del nostro in ogni brano, pur avendo dei background diametralmente opposti sotto molti punti di vista.
Comunque in linea di massima prendiamo ispirazione da gente nevrotica che fa della “botta sonora” il proprio marchio di fabbrica, tipo i Converge (l’unica band che piace seriamente a tutti e quattro), pur non disdegnando Marylin Manson, i Dillinger Escape Plan ecc. ecc.

6 – Che rapporto instaurate con i vostri fan? Cosa vorreste dirgli?

Penso buono, loro non ci picchiano, nonostante gli causiamo spesso dei mal di testa, e noi non gli tiriamo nulla.

7 – Avete già qualche altra idea per il futuro?

Siamo una band che non riesce a stare ferma e sin dalla conclusione del primo album abbiamo iniziato subito a pensare ad un suo seguito, ci troviamo ora in piena composizione e desiderosi di dare vita alle nostre idee. Vedremo durante l’anno come concretizzare il tutto.


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