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Intervista ai Valtura per Relics Controsuoni, a cura di Melania Mori

  • Benvenuti Valtura. Cominciamo dal principio: come mai avete scelto questo nome per la vostra formazione?

Ciao a tutti. Il nome Valtura nasce dall’esigenza di dare un nome a questo progetto, non prendendo un vero e proprio significato come di solito ci si aspetta ma creando invece un gioco di parole originale.

 

  • Da chi è formata oggi la band?

Tommaso Seconi (chitarra, voce) e Danilo Pichilli (batteria, percussioni, pad). Valtura però non siamo solo noi due ma chiunque condivida i nostri principi e ha voglia di mettersi in gioco con noi, infatti abbiamo avuto la fortuna di suonare con tante persone diverse imparando ognuno dall’altro e condividendo le nostre idee.

 

  • Avete mosso i primi passi nella vostra Teramo, come formazione più complessa, per poi trasferirvi a Bologna e continuare come duo. Quali sono le principali differenze nell’accoglienza riservata alla musica inedita dalle due diverse zone d’Italia, secondo la vostra esperienza?

Tra le due città abbiamo riscontrato una grande differenza in quanto Bologna, essendo un centro nevralgico, diventa un punto di incontro per diverse persone provenienti da posti disparati e per questo gira tanta più musica e tanto diversa, creando in questo modo una piazza più grande dove ogni giorno ti metti in discussione e avendo modo così di migliorarti e crescere.

 

  • Vi sentite pienamente completi e a vostro agio nella nuova formazione a due elementi oppure pensate di coinvolgere in futuro altri musicisti nel vostro organico?

È sempre più bello poter condividere la propria musica, ed è ancora più bello arricchirla con le idee di altri musicisti. Il problema sorge quando queste idee devono incanalarsi in un’unica direzione: a volte questo fa sì che generino numerosi imprevisti che finiscono per rallentare il lavoro. La scelta di restare in due nasce proprio per un’esigenza di comodità ma ovviamente in futuro non sappiamo ancora cosa potrà succedere.

 

  • Dopo l’album del 2016, “I fiori del mio viso”, avete pubblicato un singolo la scorsa estate e di recente siete tornati con “Eloi Eloi”. Com’è nata questa canzone e di cosa parla?

“Eloi Eloi” nasce in un momento di riflessione. Abbiamo notato che nella vita quotidiana e nella realtà virtuale ci si perde spesso e ci si allontana da quello che fondamentalmente vuol dire vivere davvero, ci si lascia sopraffare dalla vanità, dall’invidia, e si va alla ricerca di facili e veloci soluzioni trascurando così i momenti più significativi del proprio percorso di vita. “Eloi Eloi” esprime quello che oggi è il nostro periodo sociale, dove si dà spazio al consumismo e dove prevale il moralismo, dove anche la figura umana perde il suo lato spirituale rifugiandosi in tutto ciò che è concreto, anche se come diceva il Piccolo Principe “l’essenziale è invisibile agli occhi”.

 

  • Al di là del testo di ispirazione spirituale, secondo voi si può parlare di una canzone legata in qualche modo alla religione cristiana, oppure la citazione della celebre frase di Cristo è stata un pretesto?

Abbiamo deciso di utilizzare il testo originale in aramaico in quanto in queste parole è racchiuso un forte significato ed esprime a fondo quello che è il messaggio del testo. Con questo non vogliamo dare un insegnamento religioso ma invitare chi ci ascolta a riflettere su quanto oggi l’uomo abbia abbandonato il concetto spirituale dell’anima.

 

  • Questo singolo preannuncia un album? Cosa bolle in pentola nella sala prove dei Valtura?

Questo singolo non è legato a nessun album, inoltre ci sarà l’uscita di un altro singolo ma già stiamo lavorando per un album a sé stante.

 

  • A proposito di sala prove: qual è la vostra strumentazione standard, della quale non potreste fare mai a meno?

Parlando per la composizione gli strumenti indispensabili sono quelli che servono per la creazione di un brano come ad esempio la chitarra o un pianoforte.

 

  • Come nascono generalmente le canzoni dei Valtura?

Quando nascono le canzoni è un momento un po’ strano, un momento che non si decide prima, non sai né dove né quando ti verrà l’ispirazione, può essere un momento brutto malinconico o pieno di felicità… è uno scatto improvviso e in quei 15 minuti sei completamente sconnesso da tutto ciò che ti circonda ma allo stesso tempo sei connesso con tutto il mondo e personalmente sono i momenti in cui ci si sente meglio, in cui si avverte un costante equilibrio con se stessi. Per il resto fare canzoni più che una passione diventa un bisogno, un’esigenza che viene dal semplice fatto che fa stare bene perché permette di sfogare sia le emozioni positive sia quelle negative.

 

  • Fateci sapere dove possiamo ascoltarvi e seguirvi.

Potete ovviamente seguirci sui canali social Facebook, Instagram, Youtube, con il nome di Valtura. Vengono continuamente aggiornati con i nuovi lavori e tutto quello che c’è da sapere.

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