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Kayleth – Back to Earth (Argonauta Records, 2020) di Mr. Wolf

Nuovo disco per i Kayleth, che va preso con le pinze, pinze da fabbro nello specifico, perché sembra uscire dalle fonderie del sottosuolo di Isengard. Una pienezza di sound incredibile e una struttura ritmica degna del migliore power stoner rock mondiale. A pensare che siano nostrani veramente si rimane colpiti. Il disco potrebbe essere per qualità di arrangiamento e per il livello di mix e mastering il risultato di un’uscita inedita dei Them Crooked Vultures o forse ancor di più il risultato dell’ultima reunion dei Velvet Revolver. L'album spazia su 10 tracce che alternano uno stoner più oscuro e…

Score

ARTWORK
POTENZIALITA'
CONCEPT

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Nuovo disco per i Kayleth, che va preso con le pinze, pinze da fabbro nello specifico, perché sembra uscire dalle fonderie del sottosuolo di Isengard.

Una pienezza di sound incredibile e una struttura ritmica degna del migliore power stoner rock mondiale. A pensare che siano nostrani veramente si rimane colpiti.

Il disco potrebbe essere per qualità di arrangiamento e per il livello di mix e mastering il risultato di un’uscita inedita dei Them Crooked Vultures o forse ancor di più il risultato dell’ultima reunion dei Velvet Revolver.

L’album spazia su 10 tracce che alternano uno stoner più oscuro e tenebroso (ascoltando spesso compaiono i flash della casa dei Black Sabbath) con brani più orientati sulle sonorità space rock, anche se forse proprio giocando con il titolo che ha scelto la band (Back To Earth) le sonorità non sono appunto tipicamente quelle dello space rock ma piuttosto quelle “terrene e umane” di una band che forse dopo aver girovagato nello spazio per lungo tempo ora è ridiscesa nei boschi del Nord Europa e smarrita in questa oscurità viene assalita da pesantezze e oscurità propriamente terrene.

Corrupted, The Avalance e Cosmic Thunder sono forse i tre brani più incisivi in assoluto del disco e sono intelligentemente stati posizionati all’inizio a tre quarti e alla fine del disco, in modo da dare carica e potenza in modo scandito ed equilibrato.

In ogni caso il disco è un viaggio unico e compatto ed ascoltarlo spezzato e non tutto d’un fiato credo sia da considerarsi un reato.

Altra chicca assolutamente da non sottovalutare è l’artwork che giocando con i richiami alla grafica tricolore (bianco rosso nero) del mitico Mothership dei Led Zeppelin rappresenta una vera e propria opera d’arte, come è giusto che sia dato che diventa il biglietto da visita di un disco altrettanto capolavoro.

Quindi complimenti veramente a tutti, si vede e si sente che chiunque circondi la band a livello di lavoro in studio, di grafica, di mixing e mastering sa assolutamente quello che fa.

Tracklist:

  1. Corrupted
  2. Concrete
  3. Lost In The Canyons
  4. The Dawn Of The Resurrection
  5. Delta Pavonis
  6. By Your Side
  7. Electron
  8. The Avalanche
  9. Sirens
  10. Cosmic Thunder

 


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