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I disconosciuti figli di – Frank, i sognatori e altre storie (Labionda Records, 2020) di Mr. Wolf

L’ultimo disco de I disconosciuti figli di si muove su due linee differenti, da una parte la presenza di musicisti fortissimi con esecuzione impeccabile, che si sente lungo tutto lo svilupparsi del disco, a partire dalle tastiere e dalla presenza degli archi, sull’altro fronte però in brani come Piazza della Pioggia si sente un notevole deficit di registrazione ed editing del brano stesso. Poco male, dato che il progetto stesso per sua natura si presta molto più ad una esecuzione live e on the road piuttosto che ad una carriera di diffusione tramite Spotify o simili. Tuttavia, l’indefinitezza del genere…

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POTENZIALITA'
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L’ultimo disco de I disconosciuti figli di si muove su due linee differenti, da una parte la presenza di musicisti fortissimi con esecuzione impeccabile, che si sente lungo tutto lo svilupparsi del disco, a partire dalle tastiere e dalla presenza degli archi, sull’altro fronte però in brani come Piazza della Pioggia si sente un notevole deficit di registrazione ed editing del brano stesso. Poco male, dato che il progetto stesso per sua natura si presta molto più ad una esecuzione live e on the road piuttosto che ad una carriera di diffusione tramite Spotify o simili.

Tuttavia, l’indefinitezza del genere che ondeggia tra folk/pop e rock rende leggermente difficile l’ascolto di un disco che in realtà non è un vero e proprio disco ma sembrerebbe più una raccolta di un gruppo che appunto trova la sua vocazione principale nel live.

I testi e la presenza sempre di questa sceneggiatura semi teatrale come nel Non ho tempo per i monologhi che in realtà è un monologo parlato con soltanto il piano sotto, è una pratica che non apprezzo, che ho già criticato in altre opere recensite e che trovo che appesantisca e renda autoreferenziale e leggermente intellettualistico il disco.

Lungi dall’essere un attacco al gruppo, qui mi viene richiesto di analizzare un disco come prodotto a se stante e onestamente come “Prodotto” da vendere o divulgare tramite i caratteri tradizionali della discografia penso che sia abbastanza limitato nel suo potenziale. Nonostante ciò credo che la band sia ben consapevole che la sua strada è quella dell’esibizione dal vivo, con il coinvolgimento del pubblico quindi non credo si offenderà per tale analisi, augurando a loro e a tutti i musicisti d’Italia di poter al più presto tornare liberamente a calcare i palchi davanti al pubblico.

Tracklist:

  1. Vecchio Frank
  2. Come scivola la notte dalle dita
  3. Piazza della Pioggia
  4. Il pane duro
  5. Piove a Parigi
  6. Un marinaio che non sa nuotare
  7. Camminavo e tu danzavi (Piazza della Pioggia Reprise)
  8. Non ho tempo per i monologhi
  9. Il Pane Duro (Instrumental)

 


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