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Flaming Lips – American Head (Bella Union, Warner Records, 2020) di Gianni Vittorio

    Data la grande produzione discografica della band in questione è sempre un po' complicato capire se i lavori sono a volte dei semplici divertissement o se ci troviamo davanti a qualcosa di più elaborato e compiuto. Stavolta possiamo affermare senza smentite che il nuovo disco American Head appena pubblicato dai Flaming Lips ci riporta ai fasti del passato, e quindi agli albori psichedelici dei capolavori The Soft Bulletin o Yoshimi Battles the Pink Robots. Sia chiaro, qui non si parla di un copia incolla, ma di un album molto maturo, che si avvicina per sonorità ai dischi sopra…

Score

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Potenzialità
Concept

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    Data la grande produzione discografica della band in questione è sempre un po’ complicato capire se i lavori sono a volte dei semplici divertissement o se ci troviamo davanti a qualcosa di più elaborato e compiuto.
Stavolta possiamo affermare senza smentite che il nuovo disco American Head appena pubblicato dai Flaming Lips ci riporta ai fasti del passato, e quindi agli albori psichedelici dei capolavori The Soft Bulletin o Yoshimi Battles the Pink Robots.

Sia chiaro, qui non si parla di un copia incolla, ma di un album molto maturo, che si avvicina per sonorità ai dischi sopra menzionati, ma con una sua fisionomia che lo fa diventare il miglior album dei Lips dell’ultimo decennio.
Inoltre Wayne Coyne ha trovato tra le sue  collaborazioni due ottime vocalist, Particle Kid nella opener Will you returnKasey e Musgraves nella quasi conclusiva God and the policeman. Le canzoni sono bellissime e funzionano davvero tutte. Si passa dalla ballata malinconica Flowers Of Neptune 6, alla struggente Mother, Please Don’t Be Sad, con il piano in primo piano ed una sezione d’archi che rende il brano bucolico e sognante. Il mood prevalente è la lentezza, quindi c’è abbondanza di ballate acustiche e dolciastre, accompagnate spesso da sintetizzatori e archi, ma non mancano i momenti più sperimentali, come Brother Eye, forse il punto più alto dell’intero album. Qui si incrociano riff di chitarre, arpeggi acustici, trame sintetiche e persino un vocoder. E poi si entra nella parte più lisergica e magica rappresentata da due pezzi in particolare: You N Me Sellin’ Weed, ricca di effetti sonori e atmosfere psichedeliche che rimandano ai Pink Floyd, e When We Die When We’re High, che lascia libero sfogo alle sperimentazioni di Coyne e soci.

Il viaggio onirico termina con My religioni is you, che riesce a rappresentare in 4 minuti la summa del sound dei Flaming Lips (un mix di folk-pop intriso di psych). Difficile ridurre ad un mero voto un disco di livello così alto, perché stavolta i Lips si sono superati producendo il disco della loro definitiva consacrazione.
Lisergici e sognanti

 

 

 

Tracklist

  1. Will You Return / When You Come Down
  2. Watching The Lightbugs Glow
  3. Flowers Of Neptune 6
  4. Dinosaurs On The Mountain
  5. At The Movies On Quaaludes
  6. Mother I’ve Taken LSD
  7. Brother Eye
  8. You N Me Sellin’ Weed
  9. Mother Please Don’t Be Sad
  10. When We Die When We’re High
  11. Assasins Of Youth
  12. God And The Policeman
  13. My Religion Is You


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