Home / Copertina / Soft Kill – Dead Kids R.I.P. City (Cercle Social Records, 2020) di Gianni Vittorio

Soft Kill – Dead Kids R.I.P. City (Cercle Social Records, 2020) di Gianni Vittorio

Esce Dead Kids R.I.P. nuovo album degli americani Soft Kill, pubblicato a fine novembre  con la Cercle Social Records. Dovevano fare un live in Italia, ma causa Covid hanno dovuto annullare il tour europeo. Il lavoro è ricco di testi impegnati, canzoni di post umanità, solitudine, e disfacimento della società americana, risucchiata da un sistema tecno – industriale che ha rotto gli equilibri naturali a danno delle fasce più povere. Il sound si fa più leggero, meno post punk a vantaggio di una darkwave avvolgente. Rose alla round ha un attacco molto orecchiabile, caratterizzato da una struttura basso, chitarra, batteria molto…

Score

Artwork
Potenzialità
Concept

Voto Utenti : Puoi essere il primo !

Esce Dead Kids R.I.P. nuovo album degli americani Soft Kill, pubblicato a fine novembre  con la Cercle Social Records. Dovevano fare un live in Italia, ma causa Covid hanno dovuto annullare il tour europeo.
Il lavoro è ricco di testi impegnati, canzoni di post umanità, solitudine, e disfacimento della società americana, risucchiata da un sistema tecno – industriale che ha rotto gli equilibri naturali a danno delle fasce più povere.
Il sound si fa più leggero, meno post punk a vantaggio di una darkwave avvolgente.
Rose alla round ha un attacco molto orecchiabile, caratterizzato da una struttura basso, chitarra, batteria molto solida, le melodie funzionano, stesso discorso per Wanting war, brano un pò più tirato del precedente. A seguire troviamo due pezzi che si avvalgono della collaborazione di alcuni artisti: Adam Klopp presente in Matty Rue (si respira aria di New Order), mentre Tamaryn presta la sua voce nel brano darkeggiante Floodgate.
Anche se c’è qualche passaggio a vuoto, in Inverness ad esempio le idee sembrano affievolirsi, la band di Portland si rifà alla grande nella coda finale del disco, grazie a due tracks di spessore, cioè Oil burner, magnetica ed eterea, e la conclusiva e minimale I need the pain, di impianto prettamente acustico.
Nota conclusiva: l’album è stato masterizzato da Howie Weinberg, producer di alto livello, che ha lavorato per grandi bands, tra cui The Cure e Smashing Pumpkins.

Tracklist:

1. Roses All Around
2. Wanting War
3. Matty Rue (feat. Adam Klopp)
4. Floodgate (feat. Tamaryn)
5. Crimey
6. Pretty Face
7. Ducky
8. Inverness
9. Oil Burner
10. I Needed The Pain

 


Commenti

Click here to connect!