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Soen – Imperial (Silver Lining Music, 2021) di Luca Battaglia

Aprono il 2021, dando alla luce il loro sesto album in studio, gli svedesi Soen, vera e propria colonna portante del progressive metal più sofisticato, con il loro Imperial. Da sempre gruppo di riferimento del panorama prog e vera e propria all-star band (che ha visto passare nei suoi ranghi ex membri di Opeth, Testament e Death) a due anni di distanza da Lotus, i Soen cercano di replicare il successo di quest'ultimo album senza stravolgere il filo conduttore musicale che li ha contraddistinti fin dai primi lavori. La formula, infatti, non cambia nemmeno questa volta. Precisione, tecnica e perfezione stilistica avvolgono progressivamente fin…

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Aprono il 2021, dando alla luce il loro sesto album in studio, gli svedesi Soen, vera e propria colonna portante del progressive metal più sofisticato, con il loro Imperial.

Da sempre gruppo di riferimento del panorama prog e vera e propria all-star band (che ha visto passare nei suoi ranghi ex membri di Opeth, Testament e Death) a due anni di distanza da Lotus, i Soen cercano di replicare il successo di quest’ultimo album senza stravolgere il filo conduttore musicale che li ha contraddistinti fin dai primi lavori.

La formula, infatti, non cambia nemmeno questa volta.

Precisione, tecnica e perfezione stilistica avvolgono progressivamente fin dal primo ascolto, fin dal primo secondo nelle cuffie, con la superba Lumerian.

Il sound è tagliente, chitarra e batteria creano continui stop and go in maniera straordinariamente affilata.

Il basso, nelle mani di Oleksii Kobel, unica modifica alla line up di Lotus, crea la perfetta armonia, incastonato nelle melodie graffianti e piene di dolcezza, alla perfezione.

Per quanto riguarda il comparto vocale, Joel Ekelof ci prende a braccetto nel viaggio di Imperial con una delicatezza e coinvolgimento incredibili, spesso surreali.

I BPM scendono e salgono con l’alternanza dei brani a mano a mano che la tracklist avanza e tutto ciò rende Imperial godibile a un vasto range di ascoltatori, non solo ai cultori del genere.

Troppo spesso ci siamo trovati a lavori progressive che scadono nello stucchevole, incentrati solo ed esclusivamente su una continua ostentazione della tecnica strumentale.

I Soen ovviano a questo problema trascinando l’ascoltatore in un contesto pienamente introspettivo e personale. 

Le emozioni si susseguono e dopo già il secondo ascolto le sensazioni suscitate si amplificano, evolvono, subiscono metamorfosi, dando al disco mille sfumature, usando ogni colore della nostra tavolozza uditiva.

Brani come Monarch e Dissident scaldano l’anima e la mente di chi ascolta.

Raramente questo accade a un album che ha visto la luce da pochissimo e che già si candida nelle classifiche dei top album del 2021.

Chiude il disco la struggente Fortune, vera e propria chiusura di un cerchio perfetto, il cerchio di Imperial.

Otto brani da ascoltare in totale rapimento sensoriale, viaggiare con la mente e con la musica ancora si può fare, e i Soen sono i migliori ciceroni che potete avere.

Siamo solo a febbraio, ma noi di Relics siamo sicuri che Imperial girerà sui vostri dispositivi ancora a lungo.

Questo disco è una piccola perla compositiva, un capolavoro racchiuso in un forziere musicale superlativo, per tecnica e composizione.

 

Tracklist:

1 Lumerian

2 Deceiver

3 Monarch

4 Illusion

5 Antagonist

6 Modesty

7 Dissident

8 Fortune

 


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