L’evento è uno di quelli da segnare in rosso sull’agenda: i Jon Spencer Blues Explosion sbarcano a Roma al Circolo degli Artisti, location già simbolicamente “incendiata” lo scorso anno. Più di vent’anni di carriera per la band di NY nata dalle ceneri dei Pussy Galore, un lasso di tempo in cui i JSBX hanno saputo scrivere a chiare lettere una pagina indelebile del rock, termine utilizzato qui in tono inclusivo più che riduttivo, apprezzata molto anche in terra italica (si veda l’omaggio dei romani Bud Spencer Blues Explosion). L’apertura del concerto è affidata ai giovani Mentalettes, band Iberico-Svedese (da quello che si legge sul loro sito internet) che ha fornito la giusta dose di carica e testosterone ai fan in attesa.Dapprima alcuni brani estratti dall’ultimo lavoro uscito lo scorso anno come Strange Baby e Black Mold, poi un excursus sulla eccezionale carriera della band e in mezzo la voce viscerale di un Jon Spencer in gran forma che gronda litri di sudore, che abbatte senza pensarci due volte l’asta del microfono e che ripete una infinità di volte “We are Blues Explosion” ad includere anche i formidabili Judah Bauer (chitarra) e Russel Simins (batteria) che impreziosiscono l’intera performance regalando assoli da urlo.
Una serata elettrizzante all’insegna del punk blues che in coda regala un siparietto niente male: Jon Spencer punta con lo sguardo una ragazza del pubblico (che ho scoperto poi essere la cantante Barbara Tarrant) e la invita a salire sul palco. Dopo aver baciato Bauer e Simins sulle guance e Spencer sulla bocca, inizia anche lei a cantare, suggellando una performance da applausi e chiudendo una serata da sconsigliare ai deboli di cuore.
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