Che lo conosciate come Terence Trent DâArby, come Sananda Maitreya oppure che non lo conosciate affatto, avrete sentito almeno una volta la sua voce. Introducing the hardline according to Terence Trent DâArby (del 1987, che conteneva, tra gli altri, âSign your nameâ, âWishing wellâ e âDance Little Sisterâ) vendette milioni di copie e soprattutto rese universalmente nota la graffiante voce del suo autore, nato ad Harlem. Nel 2001, non essendo piĂč disposto a scendere a compromessi con la casa discografica sulla forma e sui contenuti della propria arte, Terence la abbandona cambiando nome ed identitĂ anche dal punto di vista legale: nasce Sananda Maitreya, che dal defunto Terence eredita solo la voce e, come ha lui stesso modo di affermare, âla devozione alla musicaâ. Sananda finalmente scrive, suona, arrangia e produce tutti i suoi pezzi in totale libertĂ , essendo fuggito dal business che molti suoi colleghi hanno invece dimostrato di accettare (in una recente intervista per Rolling Stone Italia Sananda cita in merito il nostrano Vasco Rossi) e, diciamolo, si Ăš trattato di una scelta piuttosto coraggiosa verso i lidi di quello che ora egli stesso definisce come âPost Millennium Rockâ.
Return to Zooathalon, uscito a due anni di distanza dal precedente The Sphinx e registrato a Milano dove lâartista vive da anni con la famiglia, rispecchia pienamente sia la libertĂ creativa e compositiva di cui Sananda gode attualmente che la molteplice varietĂ di riferimenti, generi e suoni di cui la sua cultura musicale Ăš formata. Zooathalon Ăš la Babilonia moderna, in cui persone, animali, cose, suoni, linguaggi, divinitĂ e stimoli diversi convivono e vengono vissuti da ogni individuo con le proprie modalitĂ . Altro non Ăš, insomma, che la varietĂ della vita. Il disco, contenuto in un cofanetto di formato dvd, Ăš dunque ambizioso ma soprattutto
estremamente inclusivo: elementi di vari generi musicali, dal rock al gospel, passando anche per country, blues e funk, coesistono dando luogo a ben ventidue tracce originali. In Stagger Lee â Part I e Stagger Lee â Part II, forse i pezzi piĂč rappresentativi dellâintero lavoro, la ricchezza di suoni Ăš evidente, cosĂŹ come in Mr GrĂŒberschnikel, che pure conserva tutta lâabilitĂ di Sananda nello scrivere pezzi di grande potenziale (anche commerciale). A tal proposito Save Me, Just Go Easy e Kangaroo, scelto appunto come singolo per promuovere lâuscita del disco, sono una conferma: nonostante la lunghezza e la varietĂ , questo disco Ăš tuttâaltro che impenetrabile, anche perchĂ© la sua durata Ăš piacevolmente intervallata da pezzi meno serrati anche se ugualmente ricercati (Ornella or Nothing e Walkaway (Ghost Song) su tutte).
La ricchezza comunicativa di Return to Zooathalon attraversa diversi media: online sono disponibili le versioni strumentali di tutti i pezzi, approfondimenti sul concetto di Zooathalon e una raccolta di poesie, aforismi e appunti di Sananda legati alla genesi del progetto. Non si tratta insomma di una riproposizione di vecchie ispirazioni, bensĂŹ dellâespressione di una grande ricerca di ideali e di suoni, che fornisce materiale a sufficienza per molteplici ascolti. Se questa Ăš lâesperienza musicale che Sananda Maitreya voleva raggiungere, i mezzi di Terence Trent DâArby non sarebbero di certo stati sufficienti.
Tracklist:
1) Brimstone Follies (0:59)
2) DFM (Donât Follow Me) (3:21)
3) Save Me (3:23)
4) Dancing With Mr. Nostalgia (3:19)
5) Stagger Lee – Part 1 (1:44)
6) Stagger Lee – Part 2 (2:30)
7) Ornella Or Nothing (3:38)
8) Where Do Teardrops Fall? (4:29)
9) Albuquerque (3:21)
10) Camel (3:14)
11) Mr. Gruberschnickel (3:37)
12) Just Go Easy (4:23)
13) Tequila Mockingbird (3:25)
14) Sheâs Not Right (2:44)
15) Return To Zooathalon (4:07)
16) Walk Away (Ghost Song) (3:02)
17) Hurricane Me & You (4:58)
18) If I Go Away (3:49 )
19) Free To Be (4:44)
20) Kangaroo (3:55)
21) D.H.S. (0:36)
22) The Last Train To Houston (5:24)
Relics | Rock Magazine relics-controsuoni.com | Ascoltiamo, valutiamo, guardiamo. Sapendo che nell'infinito navigano sicuramente nuovi suoni…
