Score
CONCEPT
POTENZIALITA'
Conclusione : Notteggiante
Arriva il momento dell’eremita per tutti quanti. Quando la nostra realtà si trova ad essere troppo ingolfata di stimoli e abbiamo in difficoltà a riconoscerci in ciò che ci circonda. E allora cosa facciamo… Viene istintivo isolarsi in un mondo che ci costruiamo e che quindi inizia e finisce con noi. A Matt Confusion, nome d’arte di Matteo Radice questo momento è arrivato nel 2011 anno in cui ha abbandonato il mondo del rock grunge e ha preferito affrontare un percorso cantautorale dalle tinte fortemente intimiste il cui frutto viene esplorato in questo disco, assolutamente autoprodotto e suonato semplicemente da Matt senza l’ausilio di click o di assistenza da qualsiasi altra fonte esterna vuole che siano suoni registrati di qualsiasi entità o di strumentisti che non siano le sue dita. E quindi cosa abbiamo qui: direi che di risultato è esattamente ciò che Matt si prefigge di produrre. Nove canzoni di taglio assolutamente delicato e adatte ad un viaggio in treno illuminato solo dalle luci della città sottostante. Se avete voglia di passare una mezz’ora decisamente rilassata e completamente distante da forme di stress musicali (ogni tanto ci vuole per conservare l’equilibrio…) Questo disco della lunghezza di un ep può tranquillamente fare al caso vostro. L’atmosfera è assolutamente diradata e viene scandita in maniera delicata da voce e chitarra di Matteo. Ogni disco ha la sua fisiologia e il suo scopo, ogni produzione musicale ha o dovrebbe avere un intento evocativo nel voler cercare di infilarsi tra le pieghe del mood. Quindi torno a ripetere che se volete avere delle emozioni forti e batticuore lasciate Songs In The Night in un’altra playlist. Di certo produrre un disco di questa entità è essenzialmente una manifestazione di volontà dedita a non curarsi di mode, vendite o altro. Matt toglie quindi tutto da tutto e lascia solo la sua voce e la sua chitarra a renderci partecipi della sua vena blues. Come recita nelle sue note il disco è registrato durante il giorno, mixato la sera ma scritto di notte, quindi caliamoci con lui dove il sole ci fa ciao ciao con la manina e proseguiamo nell’ascolto: per tenere le dinamiche altre Matteo punta ad infarcire i pezzi, di durata non lunghissima comunque, di ritmiche vivaci e swing (molto presente in tutto il disco). Le prime due Word e Joe’s Diner risultano molto gradevoli all’ascolto dato il loro andare molto fluido, a differenza di Longtime Loner dove il passo rallenta un attimo. Silenzio voce e chitarra sono il filo conduttore di questo lavoro, e Every Now And Then non è da meno, presentandosi placida e delicata… E poi cosa ci può essere? Simply The Blues. Risaliamo un po’ di velocità con la strumentale Sneaking Upstairs e procediamo in città con Heading Downtown… Per passare poi ai 49 secondi della festiva xmas 2011 e concludere l’ascolto con l’intensa Night Sweat. Un buon ascolto. Consiglierei solo a Matteo di calibrare meglio la voce che è l’unico elemento con margini possibili di miglioramento: su registri più alti in suo colore è accattivante e risulta più coinvolgente, mentre sulle tonalità basse cantate ad una velocità più sostenuta si percepisce forse una lieve imprecisione dovuta al suo timbro, e mi raccomando con la pronuncia che a tratti risulta essere indecisa!
Tracklist:
1. Word
2. Joe’s Diner
3. Longtime Loner
4. Every Now And Then
5. Simply The Blues
6. Sneaking Upstairs
7. Heading Downtown
8. xmas 2011
9. Night Sweat
Relics | Rock Magazine relics-controsuoni.com | Ascoltiamo, valutiamo, guardiamo. Sapendo che nell'infinito navigano sicuramente nuovi suoni…




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