3 Fingers Guitar – Rinuncia All’Eredit√† (Snowdonia/ Dreamingorilla/ Neverlab/ Rude, 2014) di Fab Ippoliti

E ritorna il solito dilemma "Come si deve fare la musica?". Una domanda pesantissima che trova diverse gradazioni di risposta a partire dal "la musica la devi sentire dentro" e finisce al "ho dedicato decenni a studiare". Secondo me ci√≤ che si avvicina di pi√Ļ alla Vera Verit√† √® il punto d'incontro in cui l'emozione muove la passione dell'imparare. Quando mi capitano dischi tipo questo Rinuncia All'Eredit√† di 3 Fingers Guitar resto con una faccia che resta tranquillamente descrivibile con la placida emoticon interdetta. Il progetto √® una one man band che vede Simone Perna (gi√† batterista di Viclarsen…

Score

CONCEPT
ARTWORK
POTENZIALITA'

Conclusione : Ruvido

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3-finger-guitar_rinuncia-alleredit√†E ritorna il solito dilemma “Come si deve fare la musica?”. Una domanda pesantissima che trova diverse gradazioni di risposta a partire dal “la musica la devi sentire dentro” e finisce al “ho dedicato decenni a studiare”. Secondo me ci√≤ che si avvicina di pi√Ļ alla Vera Verit√† √® il punto d’incontro in cui l’emozione muove la passione dell’imparare. Quando mi capitano dischi tipo questo Rinuncia All’Eredit√† di 3 Fingers Guitar resto con una faccia che resta tranquillamente descrivibile con la placida emoticon interdetta.
Il progetto √® una one man band che vede Simone Perna (gi√† batterista di Viclarsen e Affranti) che con Rinuncia All’Eredit√† si cimenta in un lavoro in italiano che al vostro scribacchino ha lasciato un po’ perplesso.
Concettualmente questi 37 minuti parlano delle difficolt√† di comprensione tra padre e figlio, ma il metodo narrativo/espressivo pu√≤ arrivare ad essere un po’ contraddittorio.
L’opener Ingresso se dal punto di vista strumentale √® molto incalzante e mi ha ricordato un certo rock crossover molto nervoso che √® rappresentato in maniera molto efficace ma viene contrastato da delle parti vocali disomogenee, che non costruiscono nemmeno il ricordo di una forma strofa/ritornello. La successiva P.¬†rappresenta forse un po’ il punto meno fruibile del disco, dove il tentativo di costruire una forma d’arte a tutti i costi arriva a risultare un po’ forzato e fa perdere l’attenzione e spiazza l’ascoltatore, anche forse scoraggiandolo, essendo il secondo pezzo in tracklist, nella fruizione del lavoro. Rinuncia All’Eredit√†¬†invece nasconde dei tratti trascinanti e anche addirittura affascinanti, nei suoi 7 minuti di lunghezza, e fa riconnettere le orecchie con gli speaker. Fuga invece rovescia i canoni con la voce di Simone a sovrastare la sua chitarra acustica, lasciando poi il posto ad una swinging L’Unica Via¬†che dimostra gusto e traccia atmosfere fumose, intriganti. Arriviamo al sigillo di¬†Fine¬†il cui arpeggio iniziale introduce di nuovo un contesto sonoro molto nervoso, ben realizzato. In conclusione un lavoro che fa di sicuro trasparire una dedita passione e la volont√† di manifestare scenografie scarne, a volte brutali e in ci√≤ l’unico elemento che mi √® restato veramente difficile da digerire, la voce, riesce. Una voce, quella di Simone, che nel voler tentare di essere pi√Ļ eclettica possibile si racchiude nel suo arido guscio, riuscendo a tratti a risultare forse eccessivamente memore di cantanti italiani famosi e a tratti troppo limitata per la proposta presentata.

 Tracklist:

1. Ingresso
2 P
3. Riproduzione
4. Rinuncia all’eredit√†
5. Fuga
6. L’unica via
7. Fine


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Fabio Ippoliti

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