Zaibatsu – Zero (Spingitori Records, 2015) di Luca Scarfidi

La musica √® da sempre un calderone ribollente in cui i generi pi√Ļ disparati si intersecano, si contaminano.¬†Zero,¬†della band romana¬†Zaibatsu, √® il risultato di una di queste infezioni. Nel loro splendido esordio √® impossibile non notare che le dinamiche e la potenza dell'alternative metal/hardrock sono irrimediabilmente fuse ed edulcorate con le atmosfere e i muri sonori tipici del post e dello stoner. La forza di questo lavoro √® l'incredibile attitudine old school: gli¬†Zaibatsu¬†respingono quasi ogni tipo di aggancio con la modernit√† proponendo un wall of sound massiccio, grezzo e sincero, fatto unicamente di strumenti analogici; insomma dai, un power…

Score

CONCEPT
POTENZIALITA'
ARTWORK

Conclusione : Massiccio

Voto Utenti : 4.8 ( 1 voti)

1554392_592713520797188_1841972146_nLa musica √® da sempre un calderone ribollente in cui i generi pi√Ļ disparati si intersecano, si contaminano.¬†Zero,¬†della band romana¬†Zaibatsu, √® il risultato di una di queste infezioni. Nel loro splendido esordio √® impossibile non notare che le dinamiche e la potenza dell’alternative metal/hardrock sono irrimediabilmente fuse ed edulcorate con le atmosfere e i muri sonori tipici del post e dello stoner. La forza di questo lavoro √® l’incredibile attitudine old school: gli¬†Zaibatsu¬†respingono quasi ogni tipo di aggancio con la modernit√† proponendo un wall of sound massiccio, grezzo e sincero, fatto unicamente di strumenti analogici; insomma dai, un power trio con i fiocchi. Ascoltando le varie tracce che compongono questo CD (o meglio, leggendo i testi) emerge un ‘concept’ ben definito che, in termini pi√Ļ generali possibili -e non rendendo giustizia alla loro reale trattazione- √® una critica all’intera societ√† moderna, la cui fine √® irrimediabilmente l’apocalisse. Questo tema ad onor del vero non aggiunge nulla di particolare a¬†Zero:¬†il concept in se’ √® piuttosto banale (ma lo sono quasi tutti i concept da¬†The Wall¬†in poi); la trattazione dei temi √® interessante: i brani scorrono attraverso analisi metaforiche di questioni note come le scie chimiche (Chemtrails)¬†o la violenza dei corpi di difesa dello stato (Abac,¬†anagramma di -acab-) e via dicendo, indi per cui mi sento di avvalorare i singoli brani in quanto concettualmente interessanti, piuttosto che un tema centrale in cui farli convergere. Da un punto di vista squisitamente sonoro sono evidenti i principali riferimenti stilistici: si va dallo stoner dei Kyuss, al groove decisamente coinvolgente dei¬†QOTSA,¬†√® lecito anche aggiungere i¬†Pelican,¬†pionieri del post metal dei quali ritroviamo il pesante incedere, senza mai rinunciare alla melodia. In questo contesto diventa particolarmente importante dedicare una nota di merito alla voce di¬†Gabriele Di Pofi¬†che √® abilmente riuscito ad integrare melodie minimali in un sound che si presta molto poco a soluzioni canore. I brani sono di pregevole fattura, fra tutti¬†Abac, Mantra 3P¬†e¬†Oppenheimer’s sister¬†hanno un impatto decisamente pi√Ļ marcato, forse maturo, degli altri brani. Qui, i grooves di mastro Augusto Zanonzini¬†creano un monolitico supporto alle costruzioni melodiche di basso e chitarra, a tratti, di tooliana memoria. In chiusura ritengo fondamentale sottolineare che la registrazione di¬†Zero¬†√® stata curata dagli stessi¬†Zaibatsu che rivelano, cosi, notevoli doti nel campo dell’ingegneria del suono. Davvero complimenti.

Tracklist:

1. Plastic Machine Head
2. Oppenhaimer’s Sister
3. Chemtrails
4. Mantra 3P
5. Pirates
6. Gnomes
7. Technocracy
8. Abac
9. Starless
10. Collateral Language


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Luca Scarfidi

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