Mudhoney @Locomotiv Club, Bologna (foto di Giovanni Cionci)

I Mudhoney, da trent’anni portabandiera del grunge americano, sono sbarcati in Italia per tre date, la prima delle quali lo scorso 21 novembre presso il Locomotiv Club di Bologna.

I Mudhoney sono la band che ha veramente reso possibile l’ascesa del movimento grunge dei primi anni ’90. Prima ancora di nomi del calibro di Nirvana, Pearl Jam e Soundgarden, il gruppo già dal 1988, anno della sua fondazione, ha contribuito a portare in primo piano questo genere che ha lasciato un marchio indelebile nella storia della musica rock.

Gi√† dal primo EP¬†Superfuzz Bigmuff¬†(1988) la band fa conoscere il proprio nome tanto in America quanto in Europa, dove sbarca per la prima volta nel 1989. I media cominciano a parlare con insistenza del cosiddetto ‚ÄúSeattle sound‚ÄĚ (quello che poi sar√† rinominato grunge), i cui capifila sono proprio i Mudhoney, e quando nel 1989 esce il primo disco omonimo, i Mudhoney sono gi√† considerati degli¬†eroi del rock undeground. Il secondo disco¬†Every Good Boy Deserves Fudge¬†esce nel 1991 su Sub Pop, e lancia la band in modo definitivo, tanto da farle firmare¬†un contratto con la major Reprise/Warner, anche sull‚Äôonda del successo mainstream del grunge.¬†La transizione a una major √® fluida dal punto di vista musicale: i dischi¬†Piece of Cake¬†(1992),¬†My Brother the Cow¬†(1995) e¬†Tomorrow Hit Today¬†(1998) conservano tutti gli elementi che hanno reso celebri i Mudhoney. Al contrario, i fan di vecchia scuola faticano a digerire il passaggio alle alte sfere dell‚Äôindustria discografica, criticando la band per la scelta di non restare indipendente. Per questo motivo, anche se i live della band attirano sempre numerose folle, le vendite non registrano l‚Äôimpennata che Warner sperava, e una volta terminato il contratto la band¬†non viene confermata dall‚Äôetichetta.¬†Si apre il periodo pi√Ļ difficile per i Mudhoney: il bassista Matt Lukin lascia il gruppo, la band non ha un contratto, e l‚Äôuscita di una compilation (March to Fuzz, nel 2000) fa temere ai fan che la storia della band sia terminata. Nel 2001 tuttavia le attivit√† dal vivo del gruppo riprendono con alcune sporadiche date nel Northwest. Il successo di questi concerti √® la spinta ideale che¬†convince la band a riprendere in mano gli strumenti, e con il nuovo bassista¬†Guy Maddison¬†a bordo il gruppo firma di nuovo per Sub Pop Records, dove tutto aveva avuto inizio.¬†La band conosce una seconda giovinezza a partire da questo momento, e con Sub Pop escono ben quattro dischi:¬†Since We‚Äôve Become Translucent¬†(2002),¬†Under a Billion Suns¬†(2006),¬†The Lucky Ones¬†(2008) e¬†Vanishing Point¬†(2013). Nel 2018, la band celebra i trent‚Äôanni di carriera pubblicando il live album¬†LiE, ovvero Live in Europe, registrato durante gli show europei del 2016.

Il live di Bologna dimostra ancora una volta la forza della band, l’amalgama perfetta dei suoi componenti e il risultante travolgente effetto sul pubblico, dal sold out in botteghino al calore del pubblico in sala (il crowd surfing √® una costante della serata, con qualche fan che addirittura finisce sul palco). I Mudhoney regalano a tutti i presenti una scaletta ricca, che percorre la storia della band, dagli esordi fino a comprendere l’ultimo singolo (uscito solo ed esclusivamente in vinile in tiratura limitatissima), e si conclude con ben due encore.

Vi lasciamo alla gallery fotografica del nostro Giovanni Cionci.


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Giovanni Cionci

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