Obscura Doom Fest Summer Edition: Coven (USA) + guests @Mu Parma (testo Alessandro Masetto)

OBSCURA DOOM FEST: COVEN + guests

Sabato 27/07/2019 @ MU- PARMA   

Ennesimo centro della¬†Apocalypse¬†Extreme Agency in collaborazione con Lo-Fi Creatures Events, capace di aggiudicarsi una delle tre prestigiose date Italiane in programma del tour Europeo della cult rock band americana per eccellenza, pi√Ļ celebre e longeva della storia, ovvero i¬†COVEN, per la prima volta, dopo cinquant‚Äôanni, storicamente in Italia, nonostante siano attivi da fine anni sessanta, anche se con una carriera altalenante, intervallata da lunghi periodi di inattivit√† e minata dai¬† molti cambi di formazione. Oltre ai citati COVEN, l‚ÄôObscura¬†Doom¬†Fest, prevedeva l‚Äôinserimento come gruppi di supporto¬†i danesi¬†DEMON HEAD,¬†e gli austriaci¬†OUR SURVIVAL DEPENDS ON US.¬†In apertura di giornata, come apripista trovavano spazio e posizionamento nel¬†bill¬†pure i bravissimi¬†DOOMRAISER¬†di Roma e i milanesi¬†BLACK¬†OATH,¬†¬†due¬†vere istituzioni del¬†Doom¬†Metal Italiano, che sfortunatamente, anche a causa delle avverse condizioni meteo imperversanti su Parma (e non solo) per tutta la giornata di sabato, non mi hanno permesso di arrivare in tempo utile per potere¬† ammirare le loro esibizioni. Fortunatamente sono gruppi che ho visto pi√Ļ volte in azione nel tempo, e grazie al contributo di amici presenti dall‚Äôinizio, veri e propri cultori del¬†genere,¬† mi¬†hanno informato √® assicurato che anche in quest‚Äôoccasione i nostri¬† si sono fatti valere, fornendo prestazioni ottime e pi√Ļ che convincenti, con mio grande piacere personale aggiungo. Il maltempo, ha pure condizionato i programmi degli organizzatori dell‚ÄôObscura¬†Doom¬†Fest, che data la stagione estiva inoltrata ed ampiamente in corso, avevano intelligentemente organizzato il festival all‚Äôaperto, nell‚Äôampio giardino esterno del MU. E invece, la pioggia battente e insistentemente caduta, ha rovinato tutto¬†e¬†forzatamente cambiato i piani, costringendo le¬†bands¬†ad esibirsi all‚Äôinterno del locale. Ma, nonostante questi imprevisti, e cambi forzati in corso d‚Äôopera, direi che la serata √® andata piuttosto bene, con grande affluenza e partecipazione di pubblico (giunto un po‚Äô da tutta Italia), con suoni abbastanza buoni e¬†nitidi,¬† a¬†tratti forse¬† un po‚Äô¬† distorti anche per colpa¬† dei volumi, che mi sono apparsi leggermente troppo alti. Da parte mia infine, un sentito grazie a¬†MAX IANTORNO,¬†per avermi¬†ospitato¬† in¬†questa serata unica, imperdibile e indimenticabile, a cui¬† vorrei aggiungere i¬† miei complimenti personali¬† per essere riuscito ad organizzare al MU questo evento¬† straordinario.. un vero colpaccio! Da Salisburgo (Austria) provengono i cinque¬†metallers¬†che compongono il nucleo dei¬†OUR SURVIVAL DEPENDS US,¬†dediti a un post metal moderno che segue anche i canoni tipici del doom, potente, veloce ed¬† aggressivo, ma anche sapientemente rallentato in alcuni frangenti, riconducibile anche allo¬†stoner/doom, dove l‚Äôaccostamento con i¬†Godsized¬†appare naturale e spontaneo. Le tastiere, oltre alla robusta sezione ritmica, sono i punti cardine del loro sound, che non ammosciano assolutamente il loro¬†doom, ma bens√¨ al contrario, lo rendono pi√Ļ granitico, omogeneo e compatto, dove in alcuni passaggi emergono chiaramente tutte le influenze degli ascolti ‚Äúacidi‚ÄĚ del passato¬†settantiano,¬†Sabbath¬†e Blue¬†Cheer¬†in testa. Sicuramente, chi ha una mente musicale pi√Ļ aperta ad¬†ascolti¬† di¬†vario genere rock, avr√† apprezzato la loro performance, di grande livello ed impatto emotivo. Con i¬†DEMON HEAD, ci spostiamo invece in Danimarca, e passiamo a una band decisamente pi√Ļ canonicamente¬†Doom¬†Metal, dove le protagoniste¬†sono¬† invece¬† le chitarre pesanti, sempre molto anni ‚Äô70, sparate¬† in primissimo piano! Seppur piuttosto giovane come formazione (2012), in questo breve tempo i ragazzi di Copenaghen, hanno incasellato ben tre full-lenght, (tra cui il¬†recentissimo‚ÄĚHellfire¬†Ocean¬†Void‚ÄĚ), un EP e diversi demo, tutti incentrati nella tematica esoterica, nelle pratiche di magia¬† e nel dark fantasy pi√Ļ oscuro. Martellanti e ossessivi, fautori del cosiddetto ‚ÄúDiabolic¬†Rock‚ÄĚ come amano definire la loro musica¬† i¬†¬†DEMON HEAD,¬†possiedono tutte le carte in regola per diventare ancor pi√Ļ¬† famosi in futuro, dimostrandosi disinvolti, sicuri e¬† maturi, e pronti per il salto di qualit√†, anche grazie al¬† prezioso apporto di un carismatico e talentuoso¬† vocalist che dal look al modo di stare sul palco, riassume alla perfezione quell‚Äôepoca¬†seventhies¬†‚ÄúMagica” e irripetibile, di cui i¬†DEMON HEAD, sono necessariamente debitori.

E‚Äô passata abbondantemente la mezzanotte e in un palco sapientemente ornato con candele e teschi, viene posizionata nel bel mezzo una bara, per creare la giusta atmosfera funerea,¬†malsana ,¬†tetra e in perfetta¬† linea con la proposta musicale satanica dei¬†COVEN.¬†Alle 00:45 si abbassano¬†¬† totalmente le luci del palco, in un‚Äôoscurit√† quasi totale, creando cos√¨ una magica¬†aurea spettrale, accompagnata¬† da un‚Äôintro sinistro e malsano, da brividi, con tanto di proiezione di rituali d‚Äôepoca sui maxi schermi. JINX¬†Dawson,¬† icona¬†vivente del Rock occulto americano, esce magicamente dalla bara, vestita come si conviene ad una vera ‚Äústrega‚ÄĚ, con un lungo vestito e mantello nero, con tanto di croce rovesciata in bella vista,¬† disinvolta nelle movenze e dalla classe disarmante, che hanno letteralmente stupito ogni adepto partecipante alla ‚Äú messa nera‚ÄĚ di stasera, lasciandoci stucchevolmente a bocca aperta. Ci√≤ che balza subito alla vista e lascia attoniti,¬† √® la bellezza¬† intatta di questa donna, che alla soglia dei 70 anni, ancora si pu√≤ permettere di portare lunghissimi capelli¬† lisci biondo platino, esattamente come negli anni degli esordi, in cui inizi√≤ l‚Äôavventura coi¬†COVEN¬†molto tempo fa, aiutata¬† da un fisico asciutto, allenato¬† e prestante,¬† da far¬† invidia letteralmente ad una ventenne, ma, cosa ancor¬† pi√Ļ importante e rilevante,¬†JINX √® dotata di una voce potente, squillante¬† e¬† praticamente intatta, che sembra non risentire della prova del tempo. Una sorta di ‚ÄúPatto con il Diavolo‚ÄĚ verrebbe da dire, giusto per stare a tema‚Ķ. L‚Äôoccasione speciale che ha portato ‚Äúmiracolosamente‚ÄĚ per la prima volta i¬†COVEN¬† varcare¬†i palcoscenici italiani √® attribuibile alla celebrazione dei cinquant‚Äôanni di ‚ÄúWithcraft¬†Destroys¬†Minds &¬†Reaps¬†Souls‚ÄĚ,¬†(del 1969 appunto), e su cui sar√† praticamente incentrata¬† buona parte della scaletta¬†¬† stasera, con l‚Äôaggiunta di alcuni¬† graditi estratti del¬† terzo album,¬†‚ÄúBlood On The Snow‚ÄĚ,¬†¬†pi√Ļ l‚Äôaggiunta di altri brani della carriera solista di JINX. Della formazione¬†originale ,¬†oggi vi¬† √® rimasta la sola JINX DAWSON, mentre degli altri due ex fondatori,¬†Oz¬†Osbourne e Steve Ross, se sono perse le tracce da tempo. Ma i¬†nuovi¬† sostituti, almeno per quanto visto,¬† non li han certo fatto rimpiangere troppo, anzi.. Questi giovani musicisti, rigorosamente incappucciati come da copione, hanno apportato una ventata di nuova energia ed impulso alla musica un po‚Äô datata dei¬†COVEN,¬†almeno per come siamo abitiamo concepirla oggi, indurendola, apportando ad un rock psichedelico come era in origine, una¬†ventata¬† decisamente¬† pi√Ļ heavy rock oggi, sempre facendo attenzione a non¬† snaturarne la matrice . JINX, √® perfetta anche nella parte recitativa del concerto, espressiva, con aggraziate movenze di donna di gran classe, dove sicuramente il suo passato di attrice e modella le ha giovato non poco in questo ruolo. Out Of Luck¬†√® l‚Äôinizio del Rito di stasera, dove l‚Äôincantevole JINX si presenta a volto coperto, con una maschera argentata, dove si intravedono a¬†fatica¬† solo¬†gli occhi, composta¬†¬† di strass luccicanti in¬†pandame¬† con i guanti, e con la consueta e¬† immancabile croce rovesciata gi√† precedentemente citata , simbolo storico presente anche nel logo dei¬†COVEN.¬†Il primo sussulto vero del concerto arriva con Black¬†Sabbath, primo pezzo inserito dallo storico Witchcraft, passando per l‚Äôipnotica White¬†Witch¬†Of Rose¬†Hall¬†e¬†proseguendo il viaggio ipnotico con Wicked¬†Woman, tutte estratte¬† dal medesimo album sopracitato.¬†Choke,¬†Thirst, Die¬†√® il preludio perfetto per un‚Äôinterpretazione divina di Black Swan, scritta nel lontanissimo 1976, da togliere il respiro e il fiato in gola rimasto . Blood¬†On The¬†Snow¬†(dal terzo¬†disco¬†omonimo),¬†forse perch√© incisa nel ‚Äô74 (il mio anno di¬†nascita), forse perch√©¬†aveva quel sound tipico¬†del¬†periodo¬†che tanto senso di appartenenza sento¬†di¬†avere,¬†anche se non l‚Äôho vissuto¬†appieno per ovvi motivi anagrafici, √® stato uno degli episodi di maggior¬†emozione e¬†coinvolgimento personale,¬†preludio (purtroppo)¬†dell‚Äôatto finale di un concerto unico, indimenticabile, e probabilmente irripetibile in futuro.¬†Sono quasi le¬†2:00..¬†ma il tempo √® trascorso velocemente, senza¬†noia,¬†e nonostante¬†l‚Äôora tarda anche la stanchezza¬†e‚Äô¬†svanita ‚Äúmagicamente‚ÄĚ… Chi¬†era presente stasera al MU, ha assistito a qualcosa di¬†indecifrabile¬†e indefinibile, come lo √® la musica dei¬†COVEN,¬†diabolicamente unica e inimitabile. Il saluto finale satanico con le corna al cielo¬†(senza il classico¬†pollice ),¬†che ha accomunato band e pubblico in una sorta di rituale finale¬†sullo stile¬†‚Ķ la¬†‚ÄúmeSSa¬†(Nera) √® finita… andate in Pace‚ÄĚ, √® la sintesi¬†conclusiva dell‚Äôessenza di questo rituale musicale. Che¬†ci¬†sia convinzione¬†reale¬†¬†in¬†quello che scrivono, fanno¬†e rappresentano,¬†o¬†che sia solo scena e spettacolo, francamente poco¬†importa… Di¬†sicuro non dimenticheremo facilmente¬†JINX DAWSON¬†e i¬†COVEN!

Semplicemente DIABOLICI!


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Rita Rose Profeta

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