Score
ARTWORK
POTENZIALITA'
CONCEPT
Parto subito discendo che Bardo dell’Autodistruzione non è un disco per tutti, affatto. Emanuele Fais, che qui si fa chiamare Boschivo, ha partorito una delle uscite discografiche più cupe e pesanti che ho avuto modo di ascoltare in questo 2019.
Fais afferma che il progetto Boschivo è nato dalle viscere della Terra, e non stento a crederlo: il disco ha un che di primordiale, atavico e terroso, questo suo lato incute un sacro timore. Eppure vi è un altro lato dell’opera che trovo inspiegabilmente quasi pop, seppure molto distorto nella sua etimologia.
Liberarsi dal giogo della ragione e ritornare alla sfera spirituale, questo l’intento del non-musicista marchigiano, già all’opera nel progetto drone/elettroacustico Pioggia d’Ambra. In questo disco che è a tutti gli effetti il suo debutto, Boschivo riprende in parte le sonorità citate poc’anzi, ampliandole tramite tessiture neofolk estremamente tenebrose.
L’album esce in edizione limitata a 100 copie in formato digipack CD glass master, con un artwork curato da Enfaisema (l’alter-ego visivo di Emanuele Fais) e viene distribuito dalle etichette italiane Aural Tempel, Casetta e Toten Schwan. La voce di Fais è molto dilatata, effettata, le parole hanno bisogno di attenzione per essere colte. E quando giungono all’ascoltatore, non lasciano scampo, parlando spietatamente del dolore che Boschivo si porta dentro e che esprime tramite immagini anche molto forti.
Da Pozzoscuro a Quando la morte verrà, le sette tracce sono un viaggio angosciante in un passato tormentato e annichilente, che prende faticosamente visione di un mondo che si sta disfacendo con le sue stesse mani. L’ultima traccia, Bardo dell’autodistruzione, è forse la rappresentazione del tanto sperato ritorno nel grembo terrestre, con i suoi 17 minuti carichi di occultismo strumentale, con un incedere d’organo cupo e ripetitivo, poggiato su un ampio tappeto di droni miasmatici.
Ve lo ripeto, il disco di Boschivo non è per tutti i palati. È un ascolto che non lascia indifferenti, quindi dovrete prepararvi a saggiare un bel po’ di dolore emotivo. Ve la sentirete?
Tracklist:
- Pozzoscuro
- La danza perversa delle falene
- Il rituale delle mosche
- (Es)senza di te
- Distorta luna sterile
- Venere d’avorio
- Quando la morte verrà
- Bardo dell’autodistruzione
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