Score
ARTWORK
POTENZIALITA'
CONCEPT
Che fascino, la desolazione. Il paesaggio disabitato, libero dalla presenza ingombrante dellâuomo, congelato in sĂ© stesso, Ăš uno dei soggetti che spesso cattura lâattenzione di che si rivolge a questo tipo di immagine romantica. Non fa eccezione Michele Piano, pianista e compositore pugliese classe 1990, che ad un mondo simile si rifĂ per il suo primo disco. E a questa terra desolata ha dato anche un nome: NĂŻnde.
Visto che di musica di parla e precisamente del filone ambient, verrebbe subito da pensare allo stile dark ambient decadente tipico di artisti quali Raison dâĂȘtre o il nostrano NERATERRĂ, tanto per fare due nomi. Invece no, Michele sceglie un altro tipo di approccio compositivo, che si distacca da quella visione oscura per abbracciare invece quella luminosa e quasi sacrale come quella di Brian Eno, di Steve Reich e degli Stars Of The Lid. Per la descrizione dello stile lascio la parola allo stesso artista: âCon NĂŻnde voglio richiamare, attraverso lunghe melodie e sonoritĂ elettroniche, un ambient minimale alla ricerca di unâarmonia che va a rifarsi alla forma âcoraleâ. Ho utilizzato per scelta compositiva elementi armonici primordiali, frutto di molti studi contrappuntistici; considero infatti accordi di 3 – 4 note sintesi perfetta tra armonia e melodia. Lâutilizzo di loop Ăš molto frequente e per certi versi ciclico, ricordando la figura del cerchio che per me rappresenta lo stato primitivo della natura uniforme e trasparente. NĂŻnde Ăš un mondo disabitato e vuoto e allâessere umano non Ăš permesso accedervi, forse perchĂ© giĂ reso inabitabile in passato da qualcuno. Una terra statica dove Ăš ancora presente lâeco di quei suoni che rivivono attraverso una successione continua e invariabile di eventiâ.
Dei grossi nomi a cui fa riferimento Michele trae la sua centralitĂ per la melodia, non la monumentalitĂ (e non Ăš per forza un difetto). NĂŻnde sorge lentamente dalla title-track iniziale, sfociando in un sentimento che Ăš malinconico, ma non drammatico. Il mondo sta molto meglio senza gli esseri umani, lo confermano la tranquillitĂ di Mitta e della sesta traccia in chiusura, rimandanti a un Rafael Anton Irisarri snellito e piĂč positivo. Qualche segno di squilibrio câĂš, lo ritroviamo nella tensione elettronica di Fuci Copi e Vileno (Rural Live), ma Ăš una distorsione passeggera, che si risolve da sĂ©.
Michele sa in che direzione andare, la sua via Ăš salda e sicura. Con NĂŻnde ci ha dimostrato che lâuomo non Ăš necessario, puĂČ esservi una realtĂ senza di lui. Quale sarĂ il suo prossimo monito? Siamo curiosi di scoprirlo.
Tracklist:
- NĂŻnde
- Fuci Copi
- Mitta
- NĂŻnde pt. 2
- Vileno (Rural Live)
- Oro12 + Palmegane Reca (Bonus Track)
Relics | Rock Magazine relics-controsuoni.com | Ascoltiamo, valutiamo, guardiamo. Sapendo che nell'infinito navigano sicuramente nuovi suoni…
