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Artwork
Concept
PotenzialitĂ
Conclusione : La grande tristezza Ăš arrivata
 Dopo quellâenorme perla luccicante che risponde al nome di Tired of Tomorrow, gli americani Nothing si sono aggiudicati, a buon diritto, un posto dâonore fra i paladini dello shoegaze contemporaneo, insieme ad altri ottimi esponenti come i DIIV o i Cloakroom. Il successivo Dance on the Blacktop era sempre un disco molto pregevole nel quale i nostri si avvicinavano di piĂč ad influenze mybloodyvalentiniane che in passato, ma rimaneva comunque sotto lâottimo lavoro svolto in passato.
Lâattenzione per questo The Great Dismal era alta, in quanto convinti che sarebbe uscito un album degno di nota ma comunque desiderosi di sapere se Dominic Palermo e soci fossero riusciti ad alzare lâasticella rispetto al precedente Dance in the Blacktop. GiĂ dallâiniziale A Fabricated Life ogni timore muore sul nascere, con una traccia che apre il disco con toni e melodie cosĂŹ malinconiche da essere capaci di far intenerire anche chi possiede un cuore di pietra, facendo cosĂŹ partire il disco in modo ottimo. Quello che verrĂ dopo non fa altro che suscitare gioia nellâascoltatore, con il susseguirsi di tracce come Say Less, April Ha Ha e Catch a Fade che risultano immediatamente orecchiabili e dal tiro irresistibile.
In The Great Dismal, i Nothing riescono a creare tappeti sonori nei quali le chitarre la fanno da padrone, con un quantitativo dâeffetti che distorcono e alterano i suoni per creare uno spazio rumoroso, nel quale perdersi facendoci guidare dalla voce astratta di Palermo, in grado di dare una marcia in piĂč ad ogni singola traccia. The Great Dismal Ăš un disco ottimo per perdersi nel senso puro della malinconia, un ascolto che viaggia fra la pacata tristezza e la dolcezza che un genere come soltanto lo shoegaze riesce a regalare.

Tracklist:
- A Fabricated Llife
- Say Less
- April Ha Ha
- Catch a Fade
- Famine Asylum
- Bernie Sanders
- In Blueberry Memories
- Blue Mecca
- Just a Story
- Ask the Rust
Relics | Rock Magazine relics-controsuoni.com | Ascoltiamo, valutiamo, guardiamo. Sapendo che nell'infinito navigano sicuramente nuovi suoni…
