CHUCK BERRY/Johnny B. Goode

La regola vuole che i 63 anni siano l’età della pensione, l’inizio della così detta terza età: ma ogni regola ha la sua onnipresente eccezione e, nel nostro caso, si chiama Johnny B. Goode.

copertina del singolo: Johnny B. Goode

Pubblicato infatti come singolo, nel lontano 31 marzo 1958, questo celeberrimo brano ha indiscutibilmente segnato non solo la storia della musica universale, proiettando il suo inventore Chuck Berry nell’olimpo musicale di ogni tempo, ma ha segnato a suo modo anche la cultura dell’epoca.

Tutti, davvero tutti, conosciamo l’assolo iniziale, il riff, e quel ritmo rock – boogie che rende impossibile non muovere le gambe al seguito delle note e delle battute circolari del brano, ma forse non tutti conosciamo fino in fondo il senso di questa magnifica canzone.

Johnny B. Goode è infatti un concentrato di storie e di simboli, che ne fanno uno dei brani più significativa del rock degli anni ’50-’60.

E’ innanzitutto un’autobiografia di Chuck Berry, che vi racconta tutta la sua storia, da povero bambino delle campagne della Louisiana fino a diventare un bravo ed affermato musicista, ma è anche l’incarnazione del “sogno americano”, di colui che, grazie alla cultura e mentalità americana, si è potuto realizzare da solo, contando esclusivamente sulle proprie forze e talento.

Nel testo originale del 1955, addirittura, Chuck parlava di un “bambino di colore”, salvo poi modificarlo con “bambino di campagna”, temendone l’effetto politicizzante e dunque i rischi di probabile censura da parte di radio ed editori.

Anche la parole Goode è un esplicito riferimento alla Goode Avenue, nella città natale di Saint Louis, in cui Chuck è cresciuto, mentre non si è mai del tutto compreso a chi si riferisca la parola Johnny, anche se assai probabilmente si tratta del pianista e storico collaboratore di Berry, il grande Johnny Johnson che davvero tanto ha dato nel creare il Chuck Berry style.

Chuck Berry

Innumerevoli sono state le interpretazioni di questo storico brano da parte di tantissimi artisti, anche se forse la più indimenticabile è quella suonata e cantata in coppia con il leggendario Johnn Lennon e con una Yoko Ono che suona sul bongo in seconda fila. E che dire di quella volta con “The Boss” Springsteen?

Altrettando indimenticabile è, poi, l’omaggio letteralmente “senza tempo” del giovane Martin Mc Fly, che nel film – Ritorno al Futuro – addirittura suggerisce questo brano Chuck Berry nella divertente telefonata dietro le quinte del palcoscenico!

E come non negare che Johnny B. Goode significhi automaticamente anche Gibson, la storica marca di chitarre, che ha in Berry una delle sue prime e principali icone.

Ma bando alla ciance adesso: mettete Johnny B. Goode a tutto volume e… scatenatevi!

Chuck Berry with Bruce Springsteen& E-Street Band – Johnny B. Goode


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Paolo Guidone

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