GLASVEGAS: Godspeed

I Glasvegas tornano in studio per pubblicare nuovo materiale, dopo un’assenza di circa otto anni. Era il 2008 quando uscì il loro disco di esordio, poi passarono anni di silenzio, altre due uscite poco felici, fino ad arrivare al nuovo Godspeed, pubblicato il 2 aprile con la label Go Wow. L’album è stato prodotto, arrangiato e registrato dal leader James Allan. Diciamo da subito che il il loro quarto disco mostra molte sfaccettature, tanto da risultare un lavoro molto eterogeneo, ma più completo dei precedenti.L’impianto sonoro è costituito da uno stile noise-pop rock-shoegaze, rielaborato in chiave più melodica ed energica.…

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I Glasvegas tornano in studio per pubblicare nuovo materiale, dopo un’assenza di circa otto anni. Era il 2008 quando uscì il loro disco di esordio, poi passarono anni di silenzio, altre due uscite poco felici, fino ad arrivare al nuovo Godspeed, pubblicato il 2 aprile con la label Go Wow. L’album è stato prodotto, arrangiato e registrato dal leader James Allan.

Diciamo da subito che il il loro quarto disco mostra molte sfaccettature, tanto da risultare un lavoro molto eterogeneo, ma più completo dei precedenti.
L’impianto sonoro è costituito da uno stile noise-pop rock-shoegaze, rielaborato in chiave più melodica ed energica.

L’opener Parked Car (Exterior)/ Dive ha una introduzione elettronica d’atmosfera, sulla quale si introduce una chitarra liquida che aumenta gradualmente il tasso di emotività, e la voce di Allan è decisamente malinconica; il post punk si affaccia nella successiva Dying to live, i riff sono rabbiosi pur inseriti in un contesto melodico.
My body is a Glasshouse (A Thousand Stones Ago) è il brano dalle tonalità più scure, anche le chitarre si fanno più taglienti e la ritmica ossessiva. Il sound si arricchisce con la suadente Keep me a space, e la gotica Cupids dark disco, costruita attorno ad un organo che lentamente esplode in un fragoroso finale.   

Da menzionare anche In my mirror, canzone dai chiari riferimenti shoegaze/dream pop. La coda finale, la languida Godspeed (titlketrack) si regge quasi interamente dalla parte vocale.
Questo nuovo lavoro può essere salutato come un ottimo ritorno per gli scozzesi, capaci ancora di scrivere belle canzoni che sanno trasmettere emozioni.

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https://glasvegas.net/

GLASVEGAS – DYING TO LIVE (Official Lyric Video)

Tracklist:


1.”Parked Car (Exterior)”
2.”Dive”
3.”Keep Me a Space”
4.”Shake the Cage (Für Theo)”
5.”Cupids Dark Disco”
6.”Parked Car (Interior)”
7.”My Body Is a Glasshouse (A Thousand Stones Ago)”
8.”In My Mirror”
9.”Dying to Live”
10.”Stay Lit”
11.”Godspeed”


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Gianni Vittorio

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