PORTAL: Avow

Parlare dei Portal ad ogni nuova uscita è sempre difficile, nonostante i loro 25 anni carriera sulle spalle. Ormai essi sono la personificazione di un punto di svolta nell’estremizzazione musicale dal quale non si può più tornare indietro, con il loro death metal cacofonico e sulfureo, dal quale molte altre realtà prendono spunto. Arrivati al sesto album, i nostri portano avanti la loro visione infernale senza mostrare segni di cedimento ad aperture melodiche o comunque qualcosa che possa risultare come uno spiraglio per poter entrare più facilmente nella loro musica.  Parlare concretamente di questo disco, Avow, cercando di definirlo…

Score

Artwork
Concept
Potenzialità

Conclusione : Preparatevi a vedere l'abisso

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Parlare dei Portal ad ogni nuova uscita è sempre difficile, nonostante i loro 25 anni carriera sulle spalle.

Ormai essi sono la personificazione di un punto di svolta nell’estremizzazione musicale dal quale non si può più tornare indietro, con il loro death metal cacofonico e sulfureo, dal quale molte altre realtà prendono spunto.

Arrivati al sesto album, i nostri portano avanti la loro visione infernale senza mostrare segni di cedimento ad aperture melodiche o comunque qualcosa che possa risultare come uno spiraglio per poter entrare più facilmente nella loro musica. 

Parlare concretamente di questo disco, Avow, cercando di definirlo nelle sue piccole componenti, è cosa difficile: un miasma nero e vorticoso di chitarre sporche, una sezione ritmica al di fuori di ogni schema e una voce la quale intona blasfemie incomprensibili procedono senza dare tregua per l’intera durata del disco.

Gli unici momenti che si staccano dalla classica produzione dei Portal sono l’inizio di Manor of Speaking, con un riff di chitarra che pare sul momento di sciogliersi da un momento all’altro per poi dare spazio ad uno dei momenti più cattivi dell’intera produzione, oppure il drone tendente all’harsh noise della finale Drain

Alla fine di Avow ci si ritrova stremati e confusi, non si comprende bene quello che abbiamo appena finito di ascoltare e ci vorranno altri diversi ascolti per poterlo assimilare anche solo in minima parte. Ma per chi è avvezzo alla proposta dei Portal da tempo sa molto bene cosa lo aspetta e, in fondo, non chiede nient’altro.

Tracklist:

  1. Catafalque
  2. Eye
  3. Offune
  4. Manor of Speaking
  5. Bode
  6. Drain


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Francesco Sermarini

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