EREB ALTOR, ENISUM e BARAD GULDUR @ Legend Club (MI) – 24-06-2023

LIVE REPORT – EREB ALTOR, ENISUM e BARAD GULDUR @ Legend Club (MI) – 24-06-2023
scritto da Cerutti Giacomo

Ben ritrovati al Legend Club di Milano in questa fredda sera d’inverno, clima adatto per assistere all’unico show italiano dei mitici EREB ALTOR, grandi esponenti del viking-black svedese accompagnati in questo tour europeo dai nostri ENISUM, mentre stasera in apertura abbiamo i BARAD GULDUR da Bergamo.

La Cerberus Booking e la No Sun Music portando sul palco questa tripletta, ci porterĂ  a esplorare i nostri territori sino alle lontane terre norrene, prepariamoci ad affrontare questo straordinario viaggio con di sottofondo la nostra amata musica metal.

Il nostro viaggio inizia con i bergamaschi BARAD GULDUR, fondati nel 2015 da Ivan Nieddu e Eliana Gheza, pronti ad intrattenerci a ritmo di folk metal iniziando con La Storia Incominciò, tratta dal primo disco Frammenti di oscurità del 2019.

Una filastrocca medievale rivisitatamagistralmente con dolci melodie folkeggianti, che man mano s’intensificano abbinate all’aggressività della chitarra e batteria, mentre viene declamata con ritmo costante.

Procedono con altri due pezzi tratti dal debut album, passando poi al secondo e ultimo lavoro Wishapner del 2022, complessivamente i riff aggressivi sferzati da assoli tracciati da Andy Soresina e Tosca Ripamonti, danno un tono selvaggio in contrapposizione alle tipiche sonoritĂ  folk.

Eliana alla cornamusa e Marco E. Suozzi alla ghironda, fanno dilagare dolci melodie oltre ad occuparsi delle parti basse, vista la mancanza del bassista Marco Brambilla per aver contratto il COVID-19, mentre il buon lavoro di Giacomo Boffi dietro alle pelli dĂ  un ulteriore spinta.

Il loro sound folk metal ben bilanciato, si abbina alle linee vocali delineate dal frontman Ivan Nieddu, una sorta di cantastorie dal tono urlato e ben marcato, in opposizione alla soave voce Claudia Albertini che nonostante sia solo il suo terzo live, risulta ben integrata creando un connubio tra la sua dolcezza e il pathos di Ivan.

Con solo sei pezzi di cui l’ultimo Tiamat, concludono una performance d’impatto dimostrando sinergia e forza di coinvolgimento, gli applausi ricevuti per ogni canzone dai seppur pochi presenti sono ampiamente meritati, per aver assolto l’arduo compito di aprire la serata.

Setlist:
La Storia Incominciò
Canso De Buuye
Sarneghera
Ancalagon
Y Ddraig Goch
Tiamat

Rimanendo in Italia ci spostiamo in Piemonte precisamente nella Val di Susa, dove nel 2006 nascono gli ENISUM il cui nome è quello del monte Musinè letto al contrario, forti della pubblicazione del settimo disco Forgotten Mountains.

Entrando in scena partono con le gelide note di The Place Where You Die, brano dal lungo minutaggio con il quale ci portano sulle loro montagne, con sentieri impervi immerse nelle nubi dalla quale spuntano le cime.

Il loro live si concentra soprattutto sul nuovo disco, il sound black metal ambient ad opera del polistrumentista Lys, ha come filo conduttore di ogni canzone l’alternarsi di parti lente con gelide note e arpeggi, lunghe distese di riff violenti e spettrali, sino a esplosioni di ritmi estremi.

Il frontman è affiancato dal tenace Luo alla seconda chitarra, la ritmica e compattata dal tortuoso basso di Michele, mentre Dead Soul ben si destreggia con le diverse tempistiche, completando la parte ambient ma soprattutto dando la micidiale impronta black a seconda dell’andamento dei pezzi.

Infine Lys nascosto dietro l’asta del microfono fatta artigianalmente con rami d’albero, oltre a dimostrare le sue notevoli doti compositive, aggredisce con uno scream agghiacciante e maligno, molto raramente abbassa la tonalità.

Oltre ai pezzi nuovi traggono dal quarto disco Arpitanian Lands la titletrack e The Place Where You Die, in generale il repertorio ha riscosso buon successo, il pubblico attento all’ascolto ne è rimasto colpito e catturato, ricambiando con applausi sino alla conclusiva Pure Sadness.

Gli ENISUM hanno offerto un viaggio introspettivo nelle oscure montagne della Val di Susa, grazie al loro sound variabile sono passati dal cullare il pubblico, sino a prenderlo a calci e pugni per l’intera esibizione, alzando il livello della serata e spianando la strada ai tanto attesi headliner.

Setlist:
The Place Where You Die
Forgotten Mountanis
Night Forest
Woods Of Sorrow
Nothing
The Wind Smells Of You
Arpitanian Lands
Pure Sadness

Siamo giunti al culmine della serata e dall’Italia ci trasferiamo in Svezia, attendendo l’arrivo sul palco degli EREB ALTOR che quando avviene, suscita gran clamore che viene rapidamente confluito nei cori di I Have the Sky, con la quale ci proiettano nell’ultimo viaggio della serata.

Di fronte a noi si apre un paesaggio sconfinato, la band ci guida attraverso zone montuose e oscure foreste, facendo dilagare il loro particolare sound, dove sapientemente mescolano la violenza del viking black con la malinconia del doom.

Dalla nascita nel 2023 hanno composto nove dischi, il set si basa soprattutto sugli ultimi tre eseguendo Fenris (tratta dall’ultimo Vargtimman del 2022), En synd svart som sot, With Fire In My Heart… e altre, traendo dal passato solo Midsommarblot e Myrding, purtroppo spaziare su tutta la discografia e impossibile.

Con il procedere dell’esibizione fanno immergere i fans in atmosfere evocative, scoprire scenari epici raccontandoci della mitologia norrena, il tutto attraverso riff dalle sonorità fredde e cupe a opera di Mats e Ragnar, è giusto precisare che sono entrambi polistrumentisti.

La ritmica varia da ritmi veloci e costanti a parti furiose ma anche lente e melodiche, saldamente legate dalle pesanti linee di basso emesse da BjĂśrn, perfettamente in linea con il notevole lavoro di Tord dietro alle pelli, percosse con la giusta potenza e precisione.

La parte doom è evidenziata soprattutto dalla voce di Mats, decisamente pulita, di buona estensione e dal timbro malinconico, sfregiata dagli interventi di Ragnar e BjÜrn dalla vocalità sporca tendente al growl, complessivamente linee vocali e strumentali sono ben costruite.

Canzone dopo canzone Mats e compagni dimostrano dinamicitĂ  e potere di coinvolgimento, i fans sono totalmente rapiti e assorbono ogni singola nota, incitandoli e applaudendo copiosamente.

FinchĂŠ gli EREB ALTOR con …And Blood On My Hand, non solo fanno terminare questo indimenticabile viaggio, ma finiscono una performance eccezionale sotto ogni aspetto, soddisfacendo il pubblico che mi dispiace farlo presente, non ha raggiunto un buon numero.

Un’altra serata di alto livello si è conclusa al Legend Club, grazie al connubio tra viaggi introspettivi e musica metal, per questo facciamo sinceri complimenti ai nostri BARAD GULDUR e ENISUM per aver tenuto alto l’onore del metallo italiano, suonando con tenacia e passione conquistando sicuramente nuovi fans.

Ovviamente un grande applauso agli EREB ALTOR, per averci fatto conoscere la loro terra suonando con grande professionalitĂ , infine ringraziamo la Cerberus Music e la No Sun Music, per aver organizzato questo fantastico evento. Alla prossima!

Setlist:
I Have the Sky
Vargtimman
Queen Of All Seas
Fenris
Midsommarblot
Myrding
En synd svart som sot
Av Blod Är Jag Kommen
With Fire In My Heart…
…And Blood On My Hand


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Giacomo Cerutti

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