SATCHVAI BAND: Live a Bologna

SATCHVAI BAND: Live a Bologna (testo e foto di Giovanni “Gian Rock” Cionci)

Secondo la leggenda, nella notte dei tempi (cioè oltre 40 anni fa), erano in due. Uno era l’Allievo.  L’altro il Maestro. E parlavano agli Dei. E gli Dei li scelsero. Il Maestro (Joe Satriani), andava in tour con Mick Jagger. L’Allievo (Steve Vai) divenne il pupillo di Frank Zappa. Ognuno ha percorso la propria strada, costellata di successi. Insieme, ma separatamente, il Maestro e l’Allievo hanno creato mondi musicalmente alieni, alzando continuamente l’asticella del virtuosismo chitarristico, rendendo possibile (a loro) ciò che i più (quasi tutti) avrebbero ritenuto quantomeno impensabile, quando non impossibile. Almeno due generazioni di chitarristi hanno continuato a vedere le proprie mascelle staccarsi e precipitare nel vuoto dopo aver assistito all’esibizione del Maestro. O dell’Allievo. O di entrambi: sì perché più e più volte, ciclicamente, le loro strade si sono incontrate, ancora e ancora. I Tour del G3 li hanno visti quasi sempre entrambi protagonisti, assieme, a rotazione, ad un terzo guru della chitarra. Ma in quei tour si “avvicendavano” sul palco, ognuno con il proprio set. Una parata di cavalli da battaglia, e una bella jam finale. 

Miliardi e miliardi di note dopo, stavolta è diverso: il 2025 è infatti l’anno del Surfing with the Hydra Tour. L’Allievo e il Maestro, come tradizione cavalleresca vuole, hanno scelto il proprio Campione. Silver Surfer per il Maestro. L’Hydra per l’Allievo. Tuttavia i loro due simboli, nell’iconografia dell’evento, non sono separati, non si affrontano: l’Hydra avvolge le spire dei suoi tre colli alla tavola da surf. Questa volta non è una sfida, non è una dimostrazione di forza in cui ognuno mostra i propri muscoli all’altro (ma soprattutto, agli spettatori, in quanto in realtà i due virtuosi sono amici da una vita).  I due Campioni sono insieme. Il Maestro e l’Allievo sono insieme.  

E infatti così il Maestro e l’Allievo si presentano sul palco dinanzi all’adorante pubblico bolognese, ognuno brandendo la propria Ibanez sartoriale. Vai la sua Pia (modello che da una manciata di anni ha sostituito la storica Jem), Satriani la sua JS. Ma non sono soli. Altre tre creature mitologiche li accompagnano, a comporre la SatchVai Band. Ci sono infatti Pete Thorn alla terza chitarra, Marco Mendoza al basso e Kenny Aronoff dietro le pelli: la crème de la crème della musica live mondiale.

Le danze si aprono con una combo di due brani composti insieme: il primo è I Wanna Play my Guitar, registrato in studio assieme all’immortale leone ruggente Glenn Hughes, la cui versione cartoon troneggia sul maxischermo.. mentre la voce che sentiamo è quella dell’ex Thin Lizzy ed ex The Dead Daisies (tra gli altri) Marco Mendoza. Segue The Sea of Emotion Pt.1, i cui riffoni accattivanti alternati al fraseggio armonizzato che fa da chorus catturano il pubblico..che viene poi brutalmente schiaffeggiato e mandato in estasi dagli assoli dei due, mentre le controparti hippie “da appartamento” di Vai e Satriani armeggiano con gli strumenti sullo schermo. Un trionfo. Ed è solo l’inizio.

La scaletta ovviamente prevede che venga dato spazio all’illustre progenie di entrambi, con l’esecuzione di grandi successi dell’uno e dell’altro: si susseguono così, per la gioia dei presenti, tra gli altri, Ice 9, Flying in a Blue Dream e Satch Boogie di Satriani, così come Tender Surrender, Little Pretty e The Crying Machine di Steve Vai. Non mancano ovviamente i due simboli della serata: i presenti esultano quando parte il mai riff di Surfing With the Alien di Satriani..così come restano in religioso silenzio e trepidante attesa quando le luci si spengono e sul palco compare l’Hydra, la feroce creatura a tre manici che solo le mani del visionario Vai possono domare. Senza esitare, Vai accarezza voluttuosamente la bestia, placandola e traendone il canto ancestrale di Teeth of the Hydra. Un vero spettacolo.

Per quanto si abbia già l’impressione di aver assistito all’Incredibile, in realtà tutto il live è un climax: il bello, infatti, deve ancora arrivare. Stiamo per assistere ad un capolavoro: due dei brani più rappresentativi della carriera di entrambi, suonati insieme. Armonizzati. Fidatevi, perché sentire Satriani armonizzare con Vai For the Love of God e, subito dopo, Vai armonizzare con Satriani Always With Me, Always With You è davvero un’esperienza indimenticabile. 

Ma non è ancora finita: i musicisti invitano il pubblico ad abbandonare le sedie e ad ammassarsi (FINALMENTE!!!!) in transenna: parte Crowd Chant e gli spettatori diventano coprotagonisti, rispondendo gioiosamente in coro alle linee melodiche proposte ora dalla chitarra di Satriani, ora dalla chitarra di Vai

La chiusura è affidata ad un grande classico: una festosa ed intramontabile Born to Be Wild, cantata in coro da tutto il Sequoie Music Park.

Quando le ultime note si spengono, mentre i cinque musicisti sul palco, ammantati di luce, raccolgono messi di meritatissimi applausi scroscianti, nello sguardo sognante e appagato di tutti i presenti si coglie la consapevolezza di aver assistito ad un vero prodigio. Il Maestro e l’Allievo, insieme, con la potenza della loro musica, hanno inferto un colpo mortale a chi la Musica sta cercando di distruggerla.

Questa la setlist dello show:

  • I Wanna Play My Guitar
  • The Sea of Emotion, Pt. 1
  • Zeus in Chains
  • Little Pretty
  • Ice 9
  • The Crying Machine
  • Flying in a Blue Dream
  • Surfing with the Alien
  • Sahara
  • Tender Surrender
  • Teeth of the Hydra
  • Satch Boogie
  • If I Could Fly
  • For the Love of God
  • Always with Me, Always with You
  • Crowd Chant
  • Born to be Wild

Vi lasciamo alla gallery del nostro Giovanni “Gian Rock” Cionci.


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Giovanni Cionci

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