SKUNK ANANSIE: Live a Senigallia

SKUNK ANANSIE: Live a Senigallia (testo e foto di Giovanni “GianRock” Cionci).

Lo scorso 6 Luglio, nella bella cornice di Piazza Garibaldi, a Senigallia, abbiamo assistito al live degli Skunk Anansie, secondo dei sette appuntamenti italiani previsti per il tour promozionale del nuovo album The Painful Truth. Molto buona la risposta del pubblico, che riempie almeno due terzi della grande piazza.

Couchgagzzz
Ad aprire la serata i baresi Couchgagzzz. Guidati con maestria dal basso e dalla voce di BB, che ricorda un giovane Frank Zappa tarantolato, JJ (batteria e voce), Garko (chitarra e voce) e Snafu (chitarra e synth) salgono sul palco e riversano sul pubblico, senza convenevoli, tutta l’energia del loro garage punk. Lo spazio (temporale) a loro dedicato non è molto, ma il quartetto se lo fa decisamente bastare, infiammando il pubblico come una diavolina accesa sotto un fascio di sterpi secchi. Bravi. Coinvolgenti. Da seguire!


Skunk Anansie
Attendiamo sotto palco qualche dozzina di minuti per permettere ad un manipolo di addetti alla sicurezza di serrare adeguatamente i bulloni posti tra una transenna e l’altra, mentre la luce solare lascia lentamente il passo alla notte incipiente. Quando finalmente si spengono le luci e la musica si interrompe, la folla fremente tace…ed ecco la band londinese salire sul palco. Sono quelli di sempre, quelli il cui sogno è iniziato a metà degli anni ’90 e che sono arrivati fin qui: Mark Richardson dietro le pelli, Cass Lewis al basso, Ace alla chitarra… e, ovviamente, Lei. La Regina. La voce che ha fatto e fa sognare e tremare il mondo da oltre trent’anni, l’incarnazione femminile di un’energia dirompente e strabordante, la rabbiosa messaggera della generazione (quella del sottoscritto) di chi era teenager negli anni ’90, il cui furore adolescenziale ha lasciato il posto a disincanto e nichilismo, mentre il mondo si stravolgeva e cadeva sempre più a pezzi, sempre più in fretta. Parte il riff di Charlie Big Potato, e appena Skin prende il microfono il messaggio è subito chiaro: sì, il mondo è cambiato, e sta cambiando, continuamente. Ma Lei no. Lei porta dentro la stessa furia punk e la stessa energia di sempre. E la sua voce, nonostante gli anni trascorsi, non ha perso una stilla della sua potenza, così come della sua delicatezza. Ci aspetta un live di quelli che non si dimenticano facilmente. Cause an artist is an artist. Il pubblico è incantato, ma certamente non silenzioso: grida e applausi la accompagnano per tutto lo show, mentre, brano dopo brano, si dipana la storia artistica degli Skunk Anansie, mentre i suoi compagni suonano con vigore mentre lei continua a correre da un lato all’altro del palco, ad incitare la folla, a lanciare strali di fuoco. E su I Can Dream, lancia anche se stessa (e non metaforicamente) in mezzo alla folla, affondando la sua lama in profondità per almeno un terzo della lunghezza della piazza. E’ anche così che la Regina esercita il suo potere, è anche così che trasmette la sua rabbia. Ma la Regina sa anche incantare e commuovere, quando la sua voce si fa flautata sulle note struggenti di ballade come Secretly e You’ll Follow Me Down. Tutta la piazza la segue, in comunione perenne, anche quando la band fa partire un’imprevista Highway to Hell.
Il live si chiude con la storica Little Baby Swastikkka ed infine con la struggente e malinconica Lost and Found (dall’ultimo album The Painful Truth).
Quando le luci si riaccendono e gli spettatori, felici e tramortiti, iniziano a lasciare la piazza, è chiaro a tutti che, se è vero che al mondo ci sono poche certezze, gli Skunk Anansie sono sicuramente una di queste.

Questa la setlist dello show:

  • Charlie Big Potato
  • Because of You
  • An Artist Is an Artist
  • I Believed In You
  • Love Someone Else
  • God Loves Only You
  • Hedonism
  • Shame
  • Follow Me Down
  • Weak As I Am
  • I Can Dream
  • Twisted
  • Animal
  • Political
  • Tear The Place Up
  • Secretly
  • Cheers
  • Highway to Hell
  • Little Baby Swastikkka
  • Lost and Found

Vi lasciamo alla gallery del nostro Giovanni “GianRock” Cionci.


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Giovanni Cionci

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