WONDERGATE FESTIVAL – Day 1: KATATONIA, PRIMORDIAL and more (Testo e Foto di Giovanni “GianRock” Cionci)
L’estate musicale, per fortuna, non finisce mai.. ed eccoci pronti a partecipare ad un nuovo, entusiasmante festival! Signore e Signori, da oggi in poi il resoconto del Wondergate Festival di Marina di Altidona (FM), nella sua parte più cruda e viscerale: Il Metalgate. Tre giorni di puro metallo, che hanno incendiato il litorale marchigiano. Innanzitutto, location fantastica: il Parco dei Due Ponti. Area concerti immersa nel verde, a tre minuti a piedi dalla spiaggia, con comodo parcheggio. All’interno, diversi stand con interessanti proposte gastronomiche, tavoli e panche, numerosi banconi per acquistare bevande…e, venendo all’aspetto musicale, il più importante, un palco decisamente monumentale: alto più di due metri, con enorme schermo e passerella protesa verso il pubblico. L’impianto audio si dimostrerà presto di potenza devastante. Insomma, ci sono tutti gli ingredienti per un grande festival.
Prima di inizare la cronaca di questo lungo weekend musicale, mi sembra opportuno, e doveroso, fare i complimenti a fonici e tecnici del suono: in tre giorni di festival, ogni band salita sul palco ha potuto godere di suoni eccellenti. Gli strumenti e le voci sono sempre stati perfettamente chiari ed intellegibili, mai impastati, con il giusto bilanciamento di frequenze. Davvero bravi!
INNER VITRIOL
Ad aprire il festival, i bolognesi Inner Vitriol, interessante band prog-metal. La loro performance ha un impatto immediato: il pubblico mostra infatti da subito grande attenzione verso il loro sound, complesso ma incredibilmente coinvolgente. La band esegue prevalentemente brani da Into the Silence I Sink (2023), presentando arrangiamenti intricati e cambi di tempo rendono il set particolarmente interessante per gli amanti delle sonorità più sofisticate.
Un momento di grande emozione è quello della cover di Impressioni di settembre della PFM. L’arrangiamento in chiave metal dello storico brano, pubblicato dai bolognesi come singolo nel 2023, viene eseguito con grande rispetto per l’originale, ma con quella giusta dose di oscurità che ne esalta la parte più introspettiva, in perfetta sintonia con la filosofia della band. Il risultato è l’entusiasmo del pubblico, tra cui sicuramente gli Inner Vitriol hanno saputo mietere numerosi nuovi fan.








ASHEN FIELDS
Il secondo set della serata è affidato ai genovesi Ashen Fields, nati dalle ceneri dei Path of Sorrow, che propongono un approccio melodic death metal, ricco di cambi di tempo e riff potenti. Il loro sound, denso e imponente, crea un’atmosfera di profonda immersione, arricchita da influenze black metal. La band incanta il pubblico con una performance solida e ben strutturata, in grado di alternare momenti più oscuri e lugubri a passaggi veloci e dirompenti.
Un live che ha saputo trasmettere una grande forza emotiva, con un approccio tecnico notevole da parte di ciascun membro, ma senza perdere mai di vista la componente emotiva che rende questo genere musicale tanto affascinante.











BUTT SPLITTERS
Dopo l’intensità delle band precedenti, è il turno dei Butt Splitters. La band, con all’attivo l’interessante concept album Nibelvirch (2024), fa letteralmente saltare in aria il pubblico con una performance vigorosa. Un set travolgente e caleidoscopico, caratterizzato dall’alternanza di esplosioni di pura energia, con riff di chitarra veloci e una batteria che martella come una frusta, alternati a momenti più delicati, atmosferici ed introspettivi.








PRIMORDIAL
La band successiva è una delle più attese della serata: gli irlandesi Primordial. Con un sound che fonde black, doom e folk metal, i Primordial hanno offerto un set epico, carico di riff maestosi e atmosfere solenni. La loro musica, che affonda le radici in temi storici e filosofici, conquista il pubblico con una potenza travolgente, accompagnata dalla voce inconfondibile di Alan Averill che ha saputo evocare immagini potenti attraverso la sua intensa e vibrante interpretazione, maestosamente teatrale.
Il live è dominato da brani che raccontano storie di lotta e resistenza, con un crescendo di intensità che fa emergere l’aspetto più drammatico del metal. La sinergia tra i membri della band è palpabile, e il pubblico risponde con calore, chiudendo con un vero e proprio trionfo sonoro. Complessivamente, lo show migliore della giornata. Devastanti!
Questa la setlist:
- As Rome Burns
- No Grave Deep Enough
- Traitors Gate
- To Hell or the Hangman
- Victory Has 1000 Fathers, Defeat Is an Orphan
- The Coffin Ships
- Empire Falls













KATATONIA
Il gran finale della serata è affidato ai Katatonia, una delle band più acclamate della scena doom e gothic metal. Purtroppo orfani del polistrumentista Anders Nyström (uscito dalla band solo pochi mesi faIl), gli attesissimi svedesi salgono sul palco tra gli applausi, capitanati dallo storico frontman Jonas Renkse, unico membro fondatore rimasto nella band), affiancato da una sezione ritmica composta da Niklas Sandin al basso e Daniel Moilanen alla batteria, e con le chitarre affidate agli ultimi innesti Nico Elgstrand e Sebastian Svalland.
Il set è stato un autentico viaggio emotivo, segnato da sonorità malinconiche e riff che sanno come colpire dritto al cuore. Con una scaletta che spazia tra i loro classici di sempre e brani tratti dall’ultimo album (Nightmares as Extensions of the Waking State), i Katatonia mantengono alta l’attenzione del pubblico, costruendo un’atmosfera unica che alterna momenti di quiete ad esplosioni sonore. Le luci fanno da complemento perfetto a un sound che sembra spingere costantemente verso l’oscurità, ma che al contempo sa come regalare momenti di assoluta bellezza.
Forse unica nota stonata (in senso stretto e lato) di un live davvero intenso e coinvolgente, una performance vocale di Renkse non proprio eccellente, più volte fuori pitch. La parte strumentale, invece, è decisamente impeccabile, e rende giustizia alla maestosità ed intensità dei brani della band.
Il pubblico, in gran parte composto da fan dei Katatonia e quindi, giustamente, completamente rapito, vive ogni istante di questa performance come un’esperienza di puro coinvolgimento emotivo.
Questa la setlist dello show:
- Thrice
- Soil’s Song
- Lethean
- Temporal
- Opaline
- Dead Letters
- Lilac
- Criminals
- July
- Birds
- Wind of No Change
- My Twin
- Forsaken










In cocnlusione, il 22 agosto il Wondergate Festival è stato un concentrato di energia e passione, con una line-up che ha rappresentato il meglio del panorama metal internazionale. Ogni band ha portato la sua unicità, ma il comune denominatore è stato la capacità di emozionare e di far vivere un’esperienza sonora che ha toccato le corde più profonde dell’animo. Da Inner Vitriol a Katatonia, ogni esibizione ha saputo rispettare e amplificare l’essenza del metal, trasformando Marina di Altidona in un punto di riferimento imperdibile per tutti gli appassionati del genere.
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