FRANTIC FEST 2025- Day 3: CARCASS, BUZZCOCKS and more (testo e foto di Giovanni “GianRock” Cionci)
La terza giornata del Frantic Fest 2025 si è confermata come una delle più intense e coerenti. Una cornice incantevole, un pubblico numeroso e partecipe, un’organizzazione impeccabile e una line-up che ha saputo alternare momenti di brutalità a parentesi più atmosferiche, senza mai perdere tensione emotiva. Il main stage e il second stage hanno funzionato in perfetta sinergia, con cambi rapidi e suoni equilibrati — merito di un service tecnico all’altezza delle ambizioni del festival, capace di valorizzare ogni sfumatura, dal doom malinconico al grindcore più estremo.
Purtroppo non arriviamo in tempo per assistere all’esibizione della prima band, gli Zolfo, con cui ci scusiamo.
INVERNOIR
Gli Invernoir sono i secondi a salire sul palco, ove regalano una prova maiuscola. Il successo è nell’aria già prima dell’esibizione, con una nutrita folla pronta ad accoglierli, nonostante il caldo torrido. Il loro doom/gothic di matrice novantiana si manifesta in un equilibrio perfetto tra tensione drammatica e controllo formale: chitarre in controcanto, bassi presenti ma non invadenti, e una batteria dal tocco quasi narrativo. La voce straordinaria di Alessandro Sforza, in grado di passare con disinvoltura dal growl, allo scream, al clean, guida il pubblico attraverso brani carichi di pathos, con un approccio maturo che li colloca di diritto tra le migliori realtà dark-doom del momento.













BRUTAL SPHINCTER
Cambio di clima con i Brutal Sphincter, che portano sul palco il loro grindcore ironico e dissacrante. Dietro la facciata goliardica si nasconde una precisione ritmica impressionante: tempi spezzati, stacchi millimetrici e un uso creativo del blast beat che non scade mai nella monotonia. L’attitudine punk e la complicità col pubblico rendono lo show una vera festa collettiva.



BULL BRIGADE
I torinesi Bull Brigade, i primi della giornata a calcare il main stage, confermano quanto il punk rock, quando suonato con sincerità, possa ancora emozionare. Suoni asciutti, basso pulsante e una sezione ritmica solidissima. Le linee vocali, pur dirette, mantengono una cura melodica che li distingue da molti colleghi di scena. Alcuni brani vengono anche cantati dalla folla, a dimostrazione del legame indissolubile fra band e pubblico.









DEVANGELIC
Si torna sul second stage, dove i romani Devangelic ribadiscono la loro reputazione di colossi del brutal death italiano. Precisione metronomica, voce gutturale perfettamente incastrata nel mix, e un muro sonoro compatto. L’interplay tra chitarra e batteria è impeccabile, tanto da rendere l’esibizione quasi “da studio”. Un set che stordisce e affascina in egual misura.




SATURNUS
Con i Saturnus, sul main stage, il festival respira. Il loro doom atmosferico è pura scultura sonora: tempi larghi, armonie malinconiche, delay calibrati e un senso di spazio che abbraccia il pubblico. La band danese offre un set emotivamente intenso, sostenuto da una resa sonora di rara pulizia. Forest of Insomnia e Christ Goodbye segnano due vertici di una performance intima ma potentissima.










GALVANIZER
I Galvanizer riportano l’energia viscerale sul second stage. Death-grind ruvido, quasi “garage”, ma eseguito con un’attitudine old school impeccabile. La loro fisicità sul palco, unita a un suono volutamente sporco ma coerente, rendono il set un ritorno alle radici più primitive del metal estremo. Niente sovrastrutture, solo sudore e distorsione.







BUZZCOCKS
È impossibile non emozionarsi davanti ai Buzzcocks. Il suono, pulito ma aggressivo, mostra la vitalità di una band ancora capace di dominare la scena. Pete Shelley non c’è più, ma l’eredità è viva: riff taglienti, cori immediati, batteria scattante e una performance strepitosa di Steve Diggle, che non si risparmia minimamente, a dispetto dell’età. La folla risponde con entusiasmo, cantando ogni ritornello.










AVULSED
Gli spagnoli Avulsed, sul second stage, offrono un set oscuro, potenziato da un suono catacombale. Il loro death metal, intriso di groove old-school, richiama l’epoca d’oro del genere, con mid-tempo sabbiosi e growl cavernosi. Nonostante la quasi totale assenza di luci, l’impatto sonoro è devastante.








CARCASS
Giunge il momento più atteso: quello dei Carcass. Gli storici Jeff Walker (baso e voce)e Bill Steer (chitarra), assieme a Daniel Wilding (batteria) e James Blackford (chitarra), salgono sul palco davanti ad un pubblico esultante. Sono in forma smagliante, e lo si sente fin dalle prime note. La scaletta, un viaggio dalla ferocia chirurgica di Necroticism (di cui eseguono 3 brani) alla melodia cesellata di Heartwork (ben quattro brani in scaletta), mostra l’evoluzione della band senza rinunciare a un grammo di potenza. I suoni sono impeccabili: chitarre con gain controllato, basso nitido e una batteria tridimensionale. Un set che unisce precisione tecnica e passione, suggellato da un pubblico in visibilio.
Questa la setlist:
- Unfit for Human Consumption
- Buried Dreams
- Incarnated Solvent Abuse
- No Love Lost
- Tomorrow Belongs to Nobody/Death Certificate
- Dance of Ixtab
- Black Star/Keep on Rotting in the Free World
- Genital Grinder/Pyosisifield (Rotten to the Gore)
- Tools of the Trade
- The Scythe’s Remorseless Swing
- This Mortal Coil
- Corporal Jigsore Quandary
- Heartwork
- Carneous Cacoffiny















THE FORESHADOWING
Chiudere dopo i Carcass non è impresa facile, ma i The Foreshadowing sanno offrire un epilogo degno. Il loro gothic-doom elegante e melodico accarezza la notte abruzzese con toni cinematici e arrangiamenti ariosi. Un’ottima resa vocale, un mix bilanciato e una presenza scenica sobria ma intensa, trasformano la chiusura in un momento di raccoglimento collettivo.






Con la terza giornata del Frantic Fest 2025, Francavilla al Mare si conferma crocevia estivo del metal europeo. Tra professionalità tecnica, qualità acustica e una lineup curata con gusto, il festival ha raggiunto una maturità completa. La formula dei due palchi continua a funzionare perfettamente, e il connubio tra mare, metallo e passione resta semplicemente imbattibile.
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