BLACK WINTER FEST XVII – Live report @ Slaughter Club (MI) – 13-12-2025

BLACK WINTER FEST XVII – TAAKE + NOCTURNAL DEPRESSION + HIEMS + NEL BUIO + ALKHEMIA + APOCRYPHAL + MORCOLAC Live report @ Slaughter Club (MI) – 13-12-2025
Scritto da Cerutti Giacomo


Come ogni anno il popolo blackster non poteva mancare all’evento per eccellenza, stiamo parlando ovviamente del BLACK WINTER FEST giunto alla sua 17th edizione, organizzato nell’ormai rinomato Slaughter Club di Paderno Dugnano, la NIHIL prod. in collaborazione con Daemon Star e Orion Agency ha portato come headliner un’icona del black metal norvegese, loro sono i mitici TAAKE diabolica creatura dell’inossidabile Hoest.

In origine la seconda band di punta dovevano essere gli TSJUDER, purtroppo a causa di gravi problemi familiari di uno dei componenti non hanno potuto partecipare, questo è stato un duro colpo per l’evento ma la NIHIL prod. per colmare il vuoto, ha chiamato una band con un notevole seguito ovvero i NOCTURNAL DEPRESSION.

Il bill è comprende come ultimo ospite straniero gli ALKHEMIA, e, ovviamente non manca la compagine italiana formata dagli HIEMS, NEL BUIO, APOCRYPHAL e MORCOLAC, ora lasciamo la parola alle band che ci condurranno in questo viaggio nell’oscurità più estrema.

MORCOLAC
Ad accendere la fiamma nera spetta agli emergenti MORCOLAC,progetto fondato dal polistrumentista Sadomaster a pavia nel 2021, al momento il pubblico è poco numeroso ma senza perdersi d’animo esordiscono con Blackmoon Devourer (Unhoy Terror Of Coutrysides).

Dalla nascita ad ora hanno composto tre dischi, dato il poco tempo a disposizione sacrificano il terzo Sanguinaria, strana decisione dato che l’hanno pubblicato quest’anno, danno invece spazio ai precedenti A Vampiir Is Born, Vrykolakas e all’EP Drawbridge To Citadel Of NO More Dawn.

Sadomaster unico membro originale è la mente creativa di testi e musica, in sede live suona la chitarra sprigionando una ritmica grezza e tenace, affiancato da validi turnisti cominciando dal secondo chitarrista Hvrvs che rinforza la ritmica, Draugur indurisce il sound con massicce linee di basso, mentre Morgut pesta senza sosta su piatti e pelli.

Questa prima dose di black metal è lievemente stemperata dall’aggiunta di melodie campionate in mancanza di un tastierista, infine il frontman Theeleb Corax completa il tutto con uno un growl graffiante, complessivamente dimostrano una buona tenuta di palco e coesione, il pubblico che nel frattempo è aumentato, ripaga ogni pezzo applaudendo sino alla conclusiva Dungeon Dustears, sicuramente Sadomaster e compagni hanno dimostrato il loro valore.

Setlist:
Blackmoon Devourer (Unhoy Terror Of Coutrysides)
Hail The Newborn Vampiir
Vrykolakas
Memorialmoon Narrates The Morbose
Dungeon Dustears

APOCRYPHAL
Ora è il momento degli APOCRYPHAL nati a Verona nel 2014, i quali concentreranno il set sull’ultimo terzo disco Dissolution Of God pubblicato nel 2024, iniziando con God Of The Water danno al pubblico un ulteriore scossa.

Procedendo diretti Fabio Poltronieri emette riff schiaccianti legati da durissime linee di basso, la ritmica è ben sostenuta dalle potenti parti di batteria scagliate da Nicolò Micheletti, mentre dalla gola del frontman Gianmarco Bassi fuoriesce un forte scream grattato.

Anche per loro il tempo concesso è ridotto, ma suonano con grande dedizione sino a The Hanged Men Of Mout Peor, il pubblico ancora più numeroso ha sempre dato il prezioso supporto, con pochi pezzi hanno portato a casa un buon risultato, spianando la strada per le band successive.

Setlist:
God Of The Water
The Snake Has Spoken
Kill The Dreamer
Dissolution Of God
The Hanged Men Of Mout Peor

ALKHEMIA
Passiamo la parola ai primi ospiti stranieri, dalla Francia arrivano gli ALKHEMIA fondati nel 2020 dal cantanteJames Spar, che colgono l’occasione per suonare interamente il loro debut album Abraxas pubblicato nel 2023, ben accolti dal pubblico che sta raggiungendo un buon numero, partono con Reminescence Quintessence.

Con il procedere dell’esibizione si note una buona costruzione del sound, dove la ritmica tracciata da Le Prince e Thomas Fontaine (entrato nella band nel 2025 al posto di Marbas), presenta parti violente alternate a tempi meno forti ma costanti e rallentamenti melodici, ma la componente melodica è presente anche nelle parti pesanti, creando un sound cupo e freddo.

La ritmica è tenuta saldamente dalle corpose linee di basso ad opera di A.S.A., mentre il batterista Alex Josien la sostiene calibrando la sua potenza in base all’andamento delle canzoni, infine James Spar impone il suo dominante growl, mantenendo le redini dell’esibizione con la sua carisma e dinamicità, anche i suoi compagni si affiancano l’un l’altro.

Sul palco hanno posizionato delle torce e durante l’esibizione, James ne dà anche alle persone in prima fila per renderli più partecipi, la loto potenza e forza di coinvolgimento risulta vincente, ogni canzone è molto apprezzata i costanti applausi ne sono la prova, con Homopresence i francesi terminano uno show di forte impatto, ritirandosi a testa alta per il successo riscontrato.

Setlist:
Reminescence Quintessence
Transhumanization
Primaeval Pantheons
Toxikon
Homopresence

NEL BUIO
Torniamo in Italia dove ora il black metal si fonde con la dark wave anni ’80, salgono sul palco i NEL BUIO nati nel 2023 per idea del cantante-bassista Clode The Ripper, celebre tatuatore e membro dei Blasphemer, al quale si sono aggiunti il chitarrista Neil Grotti (Electrocution, Gengis Khan), e, Vellacifer (Blasphemer, Electrocution) alla batteria.

Forti dell’omonimo debut album fresco di pubblicazione, lo presenteranno suonandolo interamente a parte il singolo Oramai…, purtroppo problemi tecnici ritardano l’inizio dell’esibizione, mentre il numeroso pubblico rimane a fissare il loro logo fatto come un’insegna rossa da night club.

Finalmente possono iniziare proiettandoci nella loro dimensione black-wave, dove la parte black ha sicuramente la prevalenza, grazie ai taglienti riff ed una tempestosa batteria, viscerali linee di basso fungono da fondamenta accompagnate da un growl lacerante, infine abbiamo anche la tastierista Telly Lale che conferisce qualche tocco di melodia synth.

Durante l’esibizione i problemi d’audio non li abbandonano, i suoni s’impastano e la parte dark-wave scompare, anche se devo ammettere che non ho mai visto Telly muovere lemani, ad un certo punto Clode annuncia che i problemi non dipendono da loro, e, tutti coloro che compreranno del merchandising avranno uno sconto.

Un vero peccato che la presentazione del loro debut album non sia andata per il meglio, speriamo abbiano un’altra occasione per promuovere il loro prodotto, nonostante tutto il pubblico fortunatamente ha compreso la situazione, supportando sempre con applausi d’incoraggiamento.

Setlist:
Un tempo…
Splendeva di vita
Sguardo innocente
Col cuore puro
Il buio l’avvolge
Non v’è più lacrima
Eppur perdona

HIEMS
Ed eccoci all’ultima band italiana dell’evento, loro sono gli HIEMS one man band di Alessandro Comerio in arte Algol militante nei Forgotten Tomb e turnista nei Nocturnal Depression, accolti calorosamente partono diretti con I, schiaffando in faccia ai presenti una batosta sonora.

Dalla nascita nel 1997 a Novara hanno all’attivo tre dischi, stasera danno maggior spazio all’ultimo Stranger In A Wasteland  uscito nel 2023, ogni testo e nota è ad opera di Algol che tiene in pugno la folla con uno scream-growl micidiale, oltre ad una notevole forza di coinvolgimento la cui risposta è molto positiva.

turnisti di cui si avvale sono di grande calibro, complessivamente scaturiscono una ritmica feroce, abbinata ad un basso dirompente e una batteria martellante, con un breve set ma veramente intenso conquistano il pubblico che li acclama sino alla conclusiva Thorn, Algol e compagni hanno saputo chiudere degnamente la compagine italiana, spianando la strada per le due band principali.

Setlist:
I
A Night On The Bare Mountain
Sign Of The Hammer
Death Unites Us
Better Off Dead
Stranger In A Wasteland
Thorn

NOCTURNAL DEPRESSION
L’evento finora è cresciuto di livello, ora arriva la parte dolce-amara vista l’assenza degli TSJUDER che molti ci tenevano a vedere, ma dalla Francia ecco sopraggiungere appositamente i NOCTURNAL DEPRESSION, i quali nel corso delle loro calate italiche hanno incrementato i loro seguaci.

Quando prendono posizione l’entusiasmo del pubblico è immediato, senza indugi Lord Lokhraed irrompe sulle note di Tides of Despair, tratta dall’ultimo disco Perpétuelle éclipse pubblicato l’anno scorso, dal quale eseguiranno anche When My Time Has Come to Die, avendo dieci dischi alle spalle è impossibile trarre canzoni da ognuno, quindi puntano poi sui cavalli di battaglia dei primi lavori.

Rapidamente il loro atmospheric depressive black metal apre un paesaggio di lande desolate, dove l’accoppiata Lord Lokhraed e Sattvahr fa dilagare ritmiche glaciali, con tempistiche furiose con esplosioni e rallentamenti con freddi arpeggi, senza far mancare il filo conduttore melodico e malinconico.

Algol che abbiamo già visto all’opera negli HIEMS, si diletta al basso amalgamando la ritmica e addensandola con le efferate parti di batteria curate da un session drummer, Lord Lokhraed pilastro portante dalla nascita nel 2004, sfodera uno scream dilaniante coinvolgendo al massimo la platea, mostrando come sempre la sua bravura alla chitarra nonostante la malformazione alla mano.

L’esibizione procede alla grande riscontrando grande successo, con Hear My Voice… Kill Yourself salutano i fans che li acclamano a gran voce, sicuramente ne avranno conquistati altri e raccogliendo lunghi applausi si ritirano vittoriosi, ora il pubblico è pronto per il gran finale.

Setlist:
Tides of Despair
Acédie
When My Time Has Come to Die
Nostalgia
They
Her Ghost Haunts These Walls
Hear My Voice… Kill Yourself

TAAKE
Dall’inizio dell’evento la fiamma nera del black metal si è sempre più ampliata, ora siamo giunti alla band che chiuderà il BLACK WINTER FEST XVII, il locale è ormai colmo di blackster in tensione e ad un tratto sul palco calano le tenebre, i temibili TAAKE entrano in scena attaccando con Hordalands doedskvad VI, tratta dall’omonimo disco inciso nel 2005 che suoneranno interamente per celebrarne il 20th anniversario.

Quando appare il diabolico Hoest la fiamma nera divampa in un incendio, la furia del true norwegian black metal non lascerà scampo, i musicisti che accompagnano il frontman sono ingranaggi di una macchina da guerra ben collaudata, scaraventano addosso ai fans tonnellate di riff ed assoli che fanno gelare il sangue, arricchite da spettrali melodie il tutto tenuto saldamente da smembranti giri di basso.

Una tormenta di piatti e pelli fa tremare il palco, mentre Hoest truccato e incappucciato si muove come un indemoniato, sfondando i timpani come uno scream terrificante, purtroppo per lui avrà spesso problemi al microfono, visibilmente irritato continua ad inveire e abbandona il palco finché dopo vari tentativi risolvono.

Il pubblico fortunatamente non da troppo peso al problema, urle ed applausi si sollevano ad ogni canzone, e, solo per loro si scatena il moshpit alimentato dalla loro malvagia energia in continua espansione, l’unico scontento è proprio Hoest insoddisfatto per l’audio della voce, una volta terminato il disco estraggono dal passato le tre perle del male Over Bjoergvin graater himmerik IV, Vid I e Nordbundet, durante quest’ultima il frontman sfoga la rabbia sbattendo le aste dei microfoni giù dal palco, e, lanciando due microfoni alla folla dopodiché se ne va mentre la band finisce la canzone.

Un finale tormentato di un’esibizione che ha comunque lasciato un segno indelebile, i TAAKE ancora una volta hanno suonato inarrestabili senza fare prigionieri, soddisfacendo ogni singolo blackster che li ricopre di applausi, e, concludendo in grande stile la 17th edizione del BLAK WINTER FEST.

Ringraziamo la NIHIL prod., Daemon Star e Orion Agency, per aver organizzato questo fantastico evento, complimenti a tutto lo staff dello Slaughter Club sempre efficiente, e, ovviamente una nota di merito alle nostre band, che hanno dimostrato il loro valore suonando con impegno e passione. Alla prossima!

Setlist:
Hordalands doedskvad VI
Hordalands doedskvad VII
Hordalands doedskvad IV
Hordalands doedskvad V
Hordalands doedskvad III
Hordalands doedskvad II
Hordalands doedskvad I
Over Bjoergvin graater himmerik IV
Vid I
Nordbundet


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Giacomo Cerutti

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