TANKARD + VEXOVOID + NATIONAL SUICIDE + E.G.O.C.I.D.E. Live report @ Slaughter Club 20-12-2025

TANKARD + VEXOVOID + NATIONAL SUICIDE + E.G.O.C.I.D.E. Live report @ Slaughter Club (MI) – 20-12-2025
Scritto da Cerutti Giacomo

Per noi metallari ascoltare la musica che amiamo accompagnata da una birra, è la cosa più piacevole naturale che ci sia un momento di condivisione, ma c’è una band in particolare che ha fatto del metal e dell’alcol una vera e propria filosofia, stiamo parlando di quei pazzi scatenati dei TANKARD!

La NIHIL prod. in collaborazione con Orion Agency, li ha portati allo Slaughter Club pronti a brindare e fare casino con i fans, con loro condivideranno il palco tre band nostrane pronti a scaldare il pubblico, i VEXOVOID, NATIONAL SUICIDE e E.G.O.C.I.D.E., chiaramente fedeli al thrash metal, che la serata abbia inizio!

Il compito di aprire la serata spetta agli E.G.O.C.I.D.E., nati a Brescia nel 2017 con all’attivo il secondo disco Mortichnia pubblicato quest’anno, quando salgono sul palco si trovano di fronte a poche persone, ma per nulla intimoriti rompono il silenzio sulle note di Afterborn Inhuman Abortition.

Il loro sound è una dirompente miscela di thrash-crossover-hardcore, dove i grezzi e furiosi riff tracciati da Mazza, viaggiano paralleli a torbide linee di basso lanciate da Andre, mentre Rob pesta tenacemente su piatti e pelli, infine Erik impone il suo spietato growl cercando di coinvolgere i presenti.

Nonostante i suoi sforzi il pubblico rimane in standby ad ascoltare, ma in compenso ogni canzone riscuote buoni consensi, il repertorio si basa tutto sul nuovo disco, tranne Vivisection (Another Kind Of…) tratta dal debut album, inoltre eseguono Giorno dei Nerorgasmo.

Con energia e determinazione bruciano rapidamente il set, concludendo con Intrusive Thoughts assolvendo bene il compito di aprire la serata, li vidi già in apertura per i Left To Die celebre band tributo ai Death, anche stasera si sono fatti valere sfruttando al meglio l’occasione.

Setlist:
Afterborn Inhuman Abortition
Tensione superficiale
Behead The Man Of God
Giorno (Nerorgasmo cover)
Nero riflesso
Instrumental
Vivisection (Another Kind Of…)
Intrusive Thoughts


Da una band emergente passiamo a dei veterani del thrash italico, direttamente dal Trentino prendono posizione i NATIONAL SUICIDE, ben accolti dal pubblico aumentato partono con un’intro strumentale, dopodiché attaccano con I Refuse To Cry.

Dalla nascita nel 2005 hanno pubblicato tre dischi dai quali traggono il set, un vero e proprio ritorno all’old school per palati fini, Tiziano Campagna e Daniele Valle sono due mitragliatrici di riff ed assoli fulminanti, Daniel al basso è un muro di mattoni e Federico viaggia sulla batteria come un cingolato all’impazzata.

A completare il tutto ecco il frontman Stefano Mini, che perfora i timpani con voce acuta e penetrante in stile Overkill, spende giusto qualche parola per introdurre i pezzi, per il resto è pura ferocia da parte di ognuno di loro, i vari cambi di line-up non hanno affatto scalfito la loro resa dal vivo.

Dinamici e senza fronzoli, procedono diretti riscuotendo ottimi consensi dal pubblico in aumento, anche se ancora non scatta la scintilla del pogo, infine con Old Family Is Steel Alive danno la batosta finale, raccogliendo copiosi applausi la band di Rovereto lascia degnamente il palco, annunciando che dopo sette anni di silenzio stanno lavorando al nuovo disco, speriamo che uscirà presto!

Setlist:
Intro
I Refuse To Cry
No Shot No Dead
Old, White and Italian
Nobody’s Coming
Sucks n’ Artillery
Massacre Elite
The Old Family Is Steel Alive


Si prosegue con l’ultima band italiana della serata, la band si presenta dicendo “Siamo i VEXOVOID arriviamo allo spazio”, questo perché i loro testi hanno come tema la fantascienza, anche per loro l’accoglienza è calorosa e senza indugi iniziano con Omega Virus, dando una scossa con il loro sound siderale.

Con loro le radici old school si uniscono alla tecnica divenendo progressive thrash, Leonardo Bellavista e Morgan Benardini scagliano una ritmica violenta ma ben articolata, con tempi costanti, passaggi da parti lente ad accelerazioni esplosive, dove non manca mai la componente melodica, arpeggi o assoli fulminanti.

Il tutto è ben stratificato dalle massicce linee di basso ad opera di Danny Brunelli, mentre dietro alle pelli Mattia Mornelli calibra perfettamente potenza e precisione, accaompagnando o rinforzando ogni canzone in base al suo andamento, infine il frontman Danny sfodera una voce rovente e graffiante.

Dalla nascita nel 2013 in Toscana hanno pubblicato il debut album Call Of The Starforger nel 2017, dal quale traggono quattro pezzi oltre a il primissimo singolo The Great Slumberer facente parte dell’EP Heralds Of The Stars, e, colgono l’occasione per proporre l’inedito Hall Of Past And Future.

Schiaccianti come una pioggia di meteoriti, tengono testa al pubblico sempre più numeroso, che apprezza con entusiasmo sino al pezzo di chiusura, un omaggio ai mostri sacri Voivod con Killing Technology, per un finale in grande stile di una performance di alto livello, con la quale hanno scaldato a dovere il locale per I tanto attesi headliner.

Setlist:
Omega Virus
Dead Planets Throne
Galaxy’s Echoes
The Great Slumberer
Hall Of Past And Future (inedito)
The Starforger
Killing Technology (Voivod cover)


Dopo aver assistito all’esibizione delle nostre band, il pubblico è ormai pronto a ricevere i loro idoli, durante il cambio palco l’attesa sembra infinita, finalmente quando entrano in scena i teutonici TANKARD, accolti con le corna al cielo e birre in mano inizia il delirio con One Foot in the Grave.

Improvvisamente i fans si risvegliano dal coma e inizia il moshpit, alimentato dall’ondata thrash alcolica sprigionata da Andreas “Gerre” Geremia e compagni, mentre spillano dalla vasta discografia shot come The Morning After, Rules for Fools, Die With a Beer in Your Hand, Chemical Invasion e Beerbarians, che arrivano dritte nello stomaco prendendo fuoco.

Sulla scena dal 1983 sono ancora oggi una garanzia, un concentrato di violenza e divertimento che dilaga per il locale, Andy Gutjahr scaraventa ettolitri di riff ed assoli bestiali, al suo fianco Frank Thorwarth fa vibrare duramente il basso solidificando la ritmica, mentre il nuovo acquisto Gerd Lücking entrato nel 2024, tormenta piatti e pelli senza pietà dando un ulteriore spinta.

Un’invidiabile tenuta di palco la cui colonna portante è il frontman Gerre, sempre pronto ad incitare mantenendo vivo l’entusiasmo, anche con frasi in italiano del tipo “Come state… tutto bene?”, in seguito invita una donna sul palco per A Girl Called Cerveza, oltre a numerosi brindisi con “Saluteee!”.

Il delirio in platea non accenna a diminuire con tanto di crowdsurfing, tutto procede al meglio sino a Zombie Attack, dopodiché i tedeschi si ritirano per una meritata pausa, durante la quale i fans iniziano ad intonare la canzone che tutti aspettano.

Ecco i tedeschi tornare all’attacco con l’immancabile (Empty) Tankard, dove Gerre regala birre ai fans, e, al termine scendono tutti a salutare e ringraziare i fans nelle prime file, proprio come degli amici al bar in un’atmosfera intima e festosa come solo i TANKARD sanno creare, sommersi da urla ed applausi i capostipiti dell’alcolic thrash si congedano vittoriosi, ringraziamo la NIHIL prod. e Orion Agency per aver organizzato questo fantastico evento. Alla prossima!

Setlist:
One Foot in the Grave
The Morning Afte
Rapid Fire (A Tyrant’s Elegy)
Ex-Fluencer
Need Money for Beer
Rules for Fools
Time Warp
Beerbarians
Die With a Beer in Your Hand
Octane Warriors
A Girl Called Cerveza
Chemical Invasion
Zombie Attack

Encore:
(Empty) Tankard


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Giacomo Cerutti

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