A DAY OF DARKNESS III – Live report @ Slaughter Club, Paderno Dugnano (MI) 17-01-2026

A DAY OF DARKNESS III – Live report @ Slaughter Club, Paderno Dugnano (MI) 17-01-2025 INQUISITION + NECROMASS + HANDFUL OF HATE + NEFARIUM + TULPA
Scritto da Cerutti Giacomo

Ben ritrovati allo Slaughter Club di Paderno Dugnano, dove la NIHIL Prod. in collaborazione con Orion Agency, Daemon Star, hanno organizzato per la gioia del popolo blackster l’A DAY OF DARKNESS giunto alla sua terza edizione, con headliner i mitici INQUISITION portabandiera del black metal colombiano.

Saranno preceduti da un armamento di band italiane, al comando abbiamo i leggendari NECROMASS con in serbo un set old school, prima di loro gli HANDFUL OF HATE che presenteranno il nuovo disco Soulless Abomination, assisteremo al grande ritorno dei NEFARIUM, mentre dalle profondità dell’underground emergeranno i TULPA e VOX INFERI.

Purtroppo a causa del lavoro ho perso l’esibizione dei VOX INFERI, quindi per me la fiamma nera del black metal viene accesa dai TULPA, nati a Parma nel 2016 con all’attivo i dischi Unhealed e Temple of Wounds, sul quale sarà incentrato il loro repertorio.

Quando entrano in scena è presente un discreto pubblico, senza indugi partono con Syskaathr proiettandoci sul tortuoso binario del black metal, il loro sound rimane saldo alle radici old-school, Alessandro Coletta ed Elia Girotto emettono ritmiche spietate, nelle quali hanno inserito parti melodiche, tra le tempistiche c’è uno stacco netto che crea un forte contrasto.

La ritmica è perfettamente accompagnata dalle volubili linee di basso tracciate da Matteo Cordani, non da meno l’impegno del potente batterista Tommaso Fontanini che rinforza ogni canzone, infine Alessandro completa tutto con il suo scream grattato, dimostrando le sue notevoli doti canore, dato che come chitarrista ne conosciamo già il valore in quanto militante nei Nocturnal Depression.

Durante il breve set che termina con Fear Of Fades, la risposta del pubblico è stata positiva, il supporto e gli applausi non sono mai mancati, i TULPA possono lasciare degnamente il palco alla band successiva.

Setlist:
Syskaathr
Meet Us Where The Daylight Dies
No One Wins
Zerotonin
S.O.U.R
Buried In An Hourglass
Fear Of Fades


Ora è il momento dei NEFARIUM il cui arrivo è particolarmente atteso, data la loro pausa durata ben 11 anni a causa di problemi alla schiena del frontman Carnifex, una volta sistemato il palco parte l’intro ed eccoli prendere posizione accolti calorosamente, iniziando il show con Hands Bleeding Fear (Pontius Pilate).

Dalla nascita nel 1997 in Valle D’Aosta, hanno pubblicato tre dischi dei quali stasera faranno una mediazione, Carnifex e Adventor unici membri originali sprigionano riff violenti, abbinati ai rimbombanti giri di basso a cura di Vexator, e, alla fulminante batteria picchiata senza sosta da Garghuf.

Dinamici e coinvolgenti procedono con grande determinazione, guidati dall’implacabile Carnifex che detta legge con il suo macabro growl, introducendo ogni canzone e mantenendo acceso il pubblico aumentato, purtroppo devo fare presente che è stata l’unica band con problemi tecnici, le chitarre risultavano impastate e la voce risultava bassa.

L’unico elemento di scena era una suora perennemente inginocchiata di fianco a Carnefix, al quale passa la scatola con le ostie e il calice per il classico rito, complessivamente l’esibizione riscuote buon successo, soprattutto da parte dai fans di vecchia data, che acclamano la band ad ogni canzone sino a An Old Black Cage, con la quale terminano un ritorno in grande stile.

Setlist:
Intro
Hands Bleeding Fear (Pontius Pilate)
To Nowhere
Bastards Son of Satan (Jesus Christ)
Intermezzo Lento
Child’s Fucker Prophet
136 Bastard Priests Murdered
Lucifer’s Betrayal
Cumshot On The Holy Cunt
An Old Black Cage


La serata procede con gli HANDFUL OF HATE, portatori di black metal toscano dal 1993 che stasera colgono l’occasione, per presentare il nuovo ottavo disco Soulless Abomination pubblicato proprio il giorno prima dell’evento, entrando in scena di fronte al pubblico sempre più numeroso attaccano con You Will Bleed.

La band è capitanata da Nicola Bianchi che vedremo in seguito all’opera con i Necromass, affiancato dal session Tommaso colpiscono con una ritmica micidiale, che viaggia parallela alle cruente linee di basso scagliate da Iblis, purtroppo Aeternus non ha potuto partecipare per problemi familiari, al suo posto il session Norman si rivela un buon sostituto martellando piatti e pelli senza pietà.

La loro tenuta di palco pecca di dinamicità, ma è colmata dalla potenza del loro sound che si espande nell’affollata platea, con determinata ferocia procedono diretti macinando un pezzo dopo l’altro, dal nuovo disco eseguono pezzi come Libera Me, Skinless Salvation e altri, dando poi spazio al resto della discografia.

In generale ottengono buoni consensi, il supporto non è mai mancato sino alla conclusiva The Slaughter of the Slave-Gods, ricevendo meritate urla ed applausi possono lasciare il palco a testa alta.

Setlist:
You Will Bleed
An Eagle Upon My Shield (Veteris Vestigia Flammae)
Libera Me
Worlds Below
Livid
Grotesque in Pleasure, Rotten In Vice
To Perdition
Skinless Salvation
Where Sanctity Rots
I Hate
The Slaughter of the Slave-Gods


Finora la compagine italiana si è difesa molto bene, ora saliranno sul palco i pionieri del black metal nostrano, preceduti dall’intro Night (Madness… Knowledge… Evil… 11), ecco stagliarsi sul palco i NECROMASS che spezzano le urla dei fans attaccando con Sodomatic Orgy Of Hate, investendoli con un sound granitico che non lascerà scampo.

Il loro set si concentra soprattutto sul debut album Mysteria Mystica Zofiriana, pietra miliare pubblicata nel 1994 che rappresenta un ritorno agli oscuri esordi, per i fans che li seguono dalla nascita nel 1992 che animano la platea, mentre ricevono mazzate come Mysteria Mystica Zothyriana 666, e Black Mass Intuition.

I nostri scavano in profondità traendo His Eyes dall’Omonimo EP, passando attraverso gli altri due dischi con classici come Vibrations Of Burning Splendour, Dawn Of The Silver Star sino a Fair Of Blasphemy tratta dall’ultimo EP Ordo. Equilibrium. Nox prodotto nel 2015.

Il loro sound è particolarmente curato, comprende sia parti lente che pesanti dove JC Chaos e Nicola Bianchi (Hanful of hate), alternano riff schiaccianti solcati da fulminanti assoli a parti lente e melodiche creando atmosfere contrapposte, ben amalgamate dalle volubili e marcate linee di basso curate da Ain Soph Aour.

Alla batteria Black Wizard fa tremare il palco sferrando colpi proibiti su piatti e pelli, infine il frontman da lustro alle corde vocali sfociando in uno scream abrasivo, che alimenta un focolaio di pogo sino alla conclusiva Sadomasochist Tallow Doll, con la quale pongono fine ad una performance terremotante.

Ancora una volta i toscani si sono rivelati una garanzia, una macchina da guerra che non fa prigionieri il cui carburante sono le urla, applausi e cori d’incitamento dei numerosi fans, senza dubbio hanno chiuso al meglio la compagine italiana dell’evento, aprendo la strada ai tanto attesi headliner e lasciando fieramente il palco.

Setlist:
intro – Night (Madness… Knowledge,,, Evil… 11)
Sodomatic Orgy Of Hate
Mysteria Mystica Zothyriana 666
His Eyes
(An Animal) Forever
Vibrations Of Burning Splendour
Unpure
Dawn Of The Silver Star
Fair Of Blasphemy
Black Mass Intuition (Atto 1: Introibo ad Altare, Atto 2: Silver Reign)
Sadomasochist Tallow Doll
Outro – Into An Image Of Left


Popolo blackster siamo giunti all’apice della serata, dopo aver assistito alle esibizioni delle nostre valorose band, l’affollata platea non aspetta altro che la punta di diamante della serata, solo nel vedere la band settare gli strumenti si sollevano incitamenti.

Finalmente quando le luci si spengono, gli INQUISITION s’impossessano del palco travolgendo i fans con Astral Path to Supreme Majesty, la loro furia prende subito il sopravvento, i riff glaciali ed assoli acuminati di Dagon catturano ogni singolo spettatore come in un vortice, la sua voce tenebrosa è come un sinistro sussurro che fa rabbrividire.

Il suo braccio destro Incubus scaraventa tutta la sua potenza tormentando piatti e pelli, è incredibile come il duo colombiano riesca a far esplodere un tale frastuono, tanto che in platea si scatena il moshpit, mentre sparano un pezzo dopo l’altro traendo cavalli di battaglia da quasi tutti i dischi, sino all’ultimo Veneration of Medieval Mysticism And Cosmological Violence pubblicato nel 2024.

Con Journey to Infernukeorreka terminano lo show, i fans li acclamano a gran voce ed eccoli tornare con in serbo l’ultima cannonata ovveroInto the Infernal Regions of the Ancient Cult, con la quale chiudono una performance di alto magnitudo, uno scroscio di applausi ed urla li accompagnano mentre lasciano il palco, con loro si spegne la fiamma nera che ha fortemente brillato per l’intero festival.

Ringraziamo la NIHIL Productions, Orion Agency, Daemon Star e tutto lo staff dello Slaughter Club,per aver organizzato con grande impegno e professionalità la terza edizione dell’A DAY OF DARKNESS. Alla prossima!

Setlist:
Astral Path to Supreme Majesty
A Hidden Ceremony of Blood and Flesh
Crown of Light and Constellations
Hymn for a Dead Star
Across the Abyss Ancient Horns Bray
Dark Mutilation Rites
Impaled by the Cryptic Horns of Baphomet
Infernal Evocation of Torment
Vortex From the Celestial Flying Throne of Storms
Journey to Infernukeorreka

Encore:
Into the Infernal Regions of the Ancient Cult


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Giacomo Cerutti

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