AEPHANEMER + OBSOLETE THEORY + CROWNLAKE Live report @ Slaughter Club (MI) – 21-03-2026

AEPHANEMER + OBSOLETE THEORY + CROWNLAKE Live report @ Slaughter Club (MI) – 21-03-2026
Scritto da Cerutti Giacomo


Ben ritrovati allo Slaughter Club di Paderno Dugnano, dove fanno ritorno dopo parecchi anni gli AEPHANEMER, forti della pubblicazione del quarto disco Utopie pubblicato l’anno scorso, ad accompagnarli in questa serata abbiamo due band nostrane, gli OBSOLETE THEORY e i CROWNLAKE pronti a scaldare il pubblico, in questo evento dedicato alle sonorità estreme con le sue sfumature.

Il compito di aprire la serata spetta ai CROWNLAKE, band di Verbania (Verbano-Cusio-Ossola) fondata nel 2011 da Chris Da Ros e Aram Kalaydjian, quando prendono posizione preceduti dall’intro è presente poca gente, ma senza perdersi d’animo partono diretti con Man On The Table.

Con il procedere dell’esibizione, aggrediscono con un sound che affonda le sue radici nel death metal, ma presenta influenze thrash e groove con un tocco più moderno, reso evidente dal loro songwriting dove Aram traccia una tagliente sezione ritmica  con sfreccianti assoli, resa ancora più compatta dalle solide linee di basso lanciate da Alessandro Berini.

Degno di nota il lavoro di Sthephan Leiter, che pestando tenacemente su piatti e pelli dà una marcia in più, mentre Chris completa l’opera con il suo potente growl, ma abile anche nell’usare la voce pulita e in alcuni pezzi anche Aram dà il suo apporto vocale.

Il set comprende pezzi tratti dagli EP SubReal line (2016) e Cyberdestiny (2024), inoltre propongono gli inediti Golem e Atlantis sfruttando al meglio il poco tempo a disposizione, ma sufficiente ad ottenere un riscontro positivo, dato che gli applausi non sono mai mancati sino alla conclusiva The Snake, senza dubbio hanno ben assolto il compito di aprire la serata.

Setlist:
Man On The Table
Golem (inedito)
Atlantis (inedito)
Artificial Eternity
Gates Of Darkness
The Snake

Ora passiamo la parola agli OBSOLETE THEORY, con loro il palco si tinge di rosso e cala l’oscurità sin dalle prime note di Night Of Omen, infatti si auto definiscono blackened death metal e pezzo dopo pezzo, avvolgono i presenti con il loro sound pesante e tenebroso.

Dalle chitarre di Davide Davecchia e Raygon fuoriesce una miscela death/black, con riff spietati, gelide melodie e qualche venatura doom, ben amalgamato dalle profonde note di basso curate da Bolthorn, e, sorretto dal buon lavoro di Sa’ Vaanth alla batteria, il quale calibra la sua potenza in base all’andamento delle canzoni, passando da ritmi serrati a più leggeri ma ben sostenuti.

Il sound si abbina perfettamente al growl grattato scaturito dal frontman Daevil, che rende il tutto ancora più malefico ed ogni canzone è ripagata con applausi, dalla nascita nel 2010 hanno pubblicato tre dischi dai quali traggono il repertorio, anche i milanesi con breve set riescono a conquistare il pubblico.

Setlist:
Night Of Omen
Six Horses Of Death
Amdusias
Acherontia Atropos
The Vanished

Entrambe la nostre band hanno saputo riscaldare bene il pubblico, il quale non aspetta altro che i tanto attesi healdiner, preceduti dall’intro Échos d’un monde perdu ecco gli AEPHANEMER entrare in scena accolti con entusiasmo, che prontamente ricambiano attaccando con Le cimetière marin, tratta dal nuovo quarto disco Utopie pubblicato l’anno scorso.

Dalla nascita nel 2013 il livello compositivo è maturato sempre di più, la mente del polistrumentista Martin Hamiche è sempre terreno fertile, le nuove canzoni proposte La règle du jeu, Contrepoint e Utopie (Pt. I e II) ne sono la chiara conferma, decisamente apprezzate dai fans oltre ai classici come The Call of the Wild, The Sovereign, Antigone e altre.

Marion Bascoul e Martin Hamiche detengono una sezione ritmica dirompente e ben costruita, con melodie abilmente inserite tramite volubili assoli e tastiere aggiunte in base, creando un melodic death metal con una componente symphonic che dà un tocco atmosferico, ogni canzone viaggia su tempistiche variabili con ritmi costanti, accelerazioni violente e passaggi più soffici.

Al basso abbiamo il session Florian Ménard, che amalgama gli strati ritmici con vibrazioni ben marcate, mentre Mickaël Bonnevialle ben si destreggia tra piatti e pelli, seguendo le tempistiche variando il livello di potenza, picchiando con forza o con tocchi più leggeri, infine la gola rovente di Marion scaturisce un growl maligno, che in alcuni brani magicamente si trasforma in una soave voce lirica.

La performance procede alla grande, i fans danno il massimo del supporto che a sua volta carica sempre di più la band, visibilmente compiaciuta del riscontro positivo e sempre ben affiatati tra loro, una volta giunti alla fine della prima parte dello show, dopo una breve pausa tornano dagli entusiasti terminando con Bloodline.

Ancora una volta i francesi hanno dimostrato il loro valore, riuscendo ad entusiasmare grazie alla loro energia e passione, rivederli su questo palco da headliner è stato davvero di forte impatto, ricevendo applausi ed incitamenti si ritirano vittoriosi, spero di rivederli presto . Alla prossima!

Setlist:
Échos d’un monde perdu (Intro)
Le cimetière marin
Le radeau de la Méduse
The Call of the Wild
La règle du jeu
The Sovereign
Antigone
Roots and Leaves
Contrepoint
Path of the Wolf
Back Again
Utopie (Pt. I)
Utopie (Pt. II)

Encore:
Bloodline


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Giacomo Cerutti

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