MAGMA: Live a Roma

MAGMA: Live a Roma (Testo e foto di Giovanni “GianRock” Cionci)

Una serata speciale quella dello scorso 6 marzo , presso la Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica – Ennio Morricone di Roma: l’unico live italiano dei leggendari Magma, per la prima volta nel nostro Paese in formazione piena dopo oltre 40 anni. Una delle dimostrazioni più convincenti della vitalità di un progetto musicale che, a oltre cinquant’anni dalla fondazione, continua a muoversi fuori da qualsiasi coordinate stilistiche convenzionali. Guidata dal fondatore Christian Vander, la formazione francese ha trasformato la serata in un rituale sonoro compatto e trascinante, sospeso tra rock progressivo, jazz modale e musica corale.

Sul palco si presentano in dieci: oltre a Vander alla batteria e alla voce, quattro coriste (Sylvie Fisichella, Isabelle Feuillebois, Laura Guarrato, Caroline Indjein), una voce maschile (Hervé Aknin), due tastieristi (Thierry Eliez e Simon Goubert), basso (Charles Lucas)e chitarra (Rudy Blas). È una configurazione che privilegia la dimensione corale e poliritmica tipica del linguaggio magmaiano, dove le voci non sono semplicemente supporto melodico ma parte integrante dell’architettura ritmica e armonica.

Fin dai primi minuti emerge un elemento sorprendente: Vander è in grande forma. La sua batteria rimane il fulcro gravitazionale del suono, con un drumming che alterna pattern marziali e improvvise sospensioni dinamiche. Ancora più notevole è la tenuta vocale: nonostante l’età, il leader canta con sicurezza, mantenendo quella declamazione teatrale in lingua kobaïana che costituisce uno dei marchi di fabbrica del gruppo.

L’esecuzione di Mekanik Destruktïv Kommandöh è una dichiarazione d’intenti. L’opera, tra le più celebri del repertorio magmaiano, si sviluppa come una lunga suite costruita su cellule ritmiche iterative e progressioni armoniche quasi liturgiche. Le tastiere disegnano tappeti modali densi mentre basso e batteria costruiscono un groove ipnotico, spesso basato su ostinati in tempo dispari. Le quattro coriste contribuiscono a creare un vero e proprio coro da camera, con impasti vocali serrati e dinamiche molto controllate. Il risultato è una massa sonora che cresce per accumulo, secondo una logica più sinfonica che rock.

Con Hhaï e Félicité Thösz il concerto entra nella sua fase più energica. Qui emerge con chiarezza la matrice zeuhl del gruppo: linee di basso pulsanti, riff ripetitivi della chitarra e un continuo dialogo tra voci e tastiere. Dal punto di vista tecnico, colpisce la precisione ritmica dell’ensemble. I cambi di metro e le accelerazioni vengono gestiti con naturalezza, e Vander dirige spesso i passaggi più complessi, mantenendo la tensione narrativa del brano.

Il momento più contemplativo arriva con il primo encore Ehn Deiss, degli Offering (uno dei progetti paralleli dello stesso Vander), in cui il lato spirituale emerge con maggiore evidenza. Le voci si intrecciano in lunghe progressioni armoniche, mentre le tastiere creano un ambiente quasi cinematografico.

Il pubblico romano risponde con entusiasmo palpabile. L’atmosfera nella sala diventa sempre più calda, con applausi prolungati e ovazioni che spingono la band a concedere un doppio encore, segno evidente di quanto la performance abbia colpito gli spettatori. La scelta ricade su The Night We Died, brano che sintetizza perfettamente l’identità del gruppo: drammaturgia vocale e un crescendo orchestrale che sfocia in un finale travolgente.

La sensazione complessiva è quella di assistere a qualcosa di unico nel panorama musicale contemporaneo. I Magma non suonano semplicemente un repertorio storico: mettono in scena un universo sonoro coerente, costruito su ripetizione, trance ritmica e coralità.

E se Vander resta il centro magnetico di tutto – batterista, direttore e sacerdote laico della propria mitologia musicale – l’ensemble attuale dimostra una compattezza e una precisione che rendono pienamente giustizia a una delle avventure più singolari della musica europea.

Il concerto romano lo ha confermato: dopo più di mezzo secolo, i Magma continuano a suonare come una macchina rituale perfettamente funzionante. E il pubblico della Sala Sinopoli, con il suo entusiasmo, ne è stato parte integrante.

Vi lasciamo alla gallery del nostro Giovanni “GianRock” Cionci.

(ndr: Si ringrazia Naotsugu Ito per il supporto fornito).


Commenti

Giovanni Cionci

1 Commento

  1. One thing to point out; Stella VANDER was not on the stage.
    Female chorus was (from audience, left to right) Sylvie Fisichella, Isabelle Feuillebois, Laura Guarrato, Caroline Indjein.
    Guitar : Rudy Blas
    Bass : Charles Lucas
    Keyboard (left) : Thierry Eliez
    Keyboard (right) : Simon Goubert
    Vocal : Hervé Aknin

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