Il 14 marzo il Monk di Roma, proponendo un early show alle 19, era pieno e puntualissimo per Shawn James. In apertura c’è stato Baker McKinney (Gravedancer), che ha tenuto banco con simpatia e suonato un set acustico semplice e onesto, scaldando bene il pubblico prima dell’evento principale.
Appena Shawn James ha iniziato a cantare, l’attenzione è stata totale. Non ha bisogno di grandi effetti scenici: bastano la sua chitarra e quella voce graffiante che riempie tutta la sala. In scaletta non sono mancate le sue canzoni più famose, come “Through the Valley”, ma ha dato spazio anche ai pezzi più recenti, i tutto condidito da storytelling e riflessioni inevitabili per i tempi che corrono. Un evento di qualità, suono pulito e atmosfera molto intima, nonostante ci fosse tantissima gente. E’ stato un concerto solido e senza fronzoli, dove la musica e il talento vocale sono stati gli unici veri protagonisti. Chi è uscito dal Monk quella sera aveva la netta sensazione di aver visto un artista vero, che sa come tenere il palco con umiltà e grinta.






















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