ELECTRIC GUITARLANDS live report @ Rock’N’Roll Club di Rho – 01-05-2026
Scritto da Cerutti Giacomo
La nuova edizione di ELECTRIC GUITARLANDS torna in Italia, gli organizzatori Black Dog Booking & Management ed Electric Guitarlands, hanno portato sul palco del Rock’N’Roll Club di Rho uno straordinario quartetto di assi della chitarra, pronti a dimostrare il loro grande talento.
Due artisti già noti per la precedente edizione, sono il fenomenale MICHAEL ANGELO BATIO ex membro dei Nitro e attualmente chitarrista dei MANOWAR, e, ROWAN ROBERTSON ex chitarrista di Ronnie James Dio nel disco “Lock Up The Wolves”, a loro si aggiunge il mitico VINNIE MOORE chitarrista degli UFO e la fiamma emergente JOHNNY NASTY BOOTS.
In apertura di serata abbiamo gli ATMOSFERA ZERO e i PROJECT CZAR pronti ad intrattenere il pubblico, diamo la parola agli artisti e che ELECTRIC GUITARLANDS abbia inizio!
Il sipario si apre con gli ATMOSFERA ZERO nati nel 1993 a Bolzano, al momento c’è poca gente e l’atmosfera è tranquilla, dopo una rapida presentazione il trio esordisce con Carnival, dando un assaggio del loro prog-rock.
Con il procedere dell’esibizione, nei loro pezzi strumentali si evidenzia una ritmica volubile contornata da assoli curata da Marco Mauro, che s’interseca con i solidi giri di basso tracciati da Fabrizio Bolognani il tutto sorretto dalle articolate parti di batteria ad opera di Luca Salvaterra.
Complessivamente i pezzi risultano fluidi ed orecchiabili, gli applausi non sono mai mancati e con Graffiti, terminano la breve ma apprezzata esibizione lasciando il palco alla band successiva.
Setlist:
Carnival (inedito)
Bonzo
Follia
Resume (singolo)
Graffiti


La serata procede con i marchigiani PROJECT CZAR, progetto solista del cantante/chitarrista Ivan Perugini ideato nel 2008, divenuto poi una band nel 2012 con l’arrivo del bassista Jack Pettinari e batteria abbiamo Mauro Tosoni, con loro si passa all’heavy-rock.
L’atmosfera si risolleva grazie al loro sound più energico, le canzoni presentano una sezione ritmica solida ed assoli corposi, con parti sia melodiche sia incalzanti, compattate dalle marcate linee di basso ed una scalpitante batteria, la voce purtroppo risulta sovrastata dal sound.
Il set si concentra sul nuovo disco Enjoy the Ristance uscito l’anno scorso, mentre dal passato suonano In Signo Tauri tratta dal primo EP II del 2012, e in chiusura Jumo dal debut album Fight to the light del 2014, complessivamente ricevono applausi per ogni canzone, ora il pubblico è ben riscaldato per accogliere il primo dei quattro grandi ospiti..
Setlist:
Iris
Dream
As a Sputnik
In Signo Tauri
Lay at Down
The Ideas
Sustain
Max Human Zoo
Jumo


Ora diamo il benvenuto al primo ospite, sale sul palco il chitarrista messicano JOHNNY NASTY BOOTS, accompagnato dal bassista Francesco Caporaletti e Roberto Pirami alla batteria, che affiancheranno tutti e quattro gli ospiti, ben accolto parte con il singolo Soho catturando il pubblico con il suo hard rock.
Il suo sound è trascinante con riff ed assoli graffianti, la ritmica è sporcata dalla distorsione ma lascia anche spazio alla melodia, inoltre si notano influenze blues e un tocco di psichedelia, la sua voce ha un tono pulito ed acceso che si abbina perfettamente al sound, rinforzato dal buon lavoro di basso e batteria.
L’artista si dimostra coinvolgente ed ottiene buoni riscontri, purtroppo il tempo a disposizione è poco ma con un set breve ma intenso, riesce a conquistare i presenti dimostrando la sua professionalità e passione.
Setlist:
Soho
Howlin’ and Dying
For Your Love
Whiskey and Reefer Blues
I’m Cursed





La serata prosegue con un importante tassello dell’heavy metal, si sollevano applausi per il chitarrista inglese ROWAN ROBERTSON, inoltre alla voce abbiamo Titta Tani che senza indugi chiede “siete pronti per i Black Sabbath?” la risposta è ovvia ed eccoli partire con Neon Night.
Avendo suonato con Ronnie James Dio il set è incentrato sul leggendario cantante, questa canzone riporta i fans al 1980 alla pietra miliare Heaven And Hell, l’entusiasmo si accende immediatamente e rimarrà sempre costante, il tributo prosegue con Wild One e la titletrack di Look Up The Wolves, disco di Dio del 1990 dove ROWAN suonò appena maggiorenne, proseguono con Holy Diver cantata come un inno sacro e concludono con Die Young sempre tratta da Heaven And Hell.
ROWAN sprigiona dalle sei corde riff ed assoli di puro heavy metal, che i fans soprattutto old-school assorbono come spugne, suona con energia mantenendo la postazione, è più padrone del palco Titta con la sua voce graffiante, ma l’entusiasmo rimane costante peccato per la poca durata del set, avremo ascoltato volentieri anche qualcosa dell’artista da solista, il quale raccogliendo meritati applausi si ritira a testa alta.
Setlist:
Neon Night (Black Sabbath cover)
Wild One (Dio cover)
Look Up The Wolves (Dio cover)
Holy Diver (Dio cover)
Die Young (Black Sabbath cover)






Il terzo protagonista non ha bisogno di presentazioni, la sua fama lo precede ed accolto con entusiasmo ecco l’ex UFO VINNIE MOORE, essendo i brani strumentali Titta Tani lascia il palco, e, si aggiunge il secondo chitarrista Silvio Taerenzi, senza indugi partono con Daydream, scelta dal primo disco solista Mind’s Eye del 1986.
La sua discografia è ampia ma visto il tempo ridotto, trarrà canzoni solo dal primo, secondo, terzo e quinto disco, facendo dilagare fiumi di note, riff ed assoli in un sali e scendi ritmiche sia graffianti sia leggere, la sua maestria incanta ed emoziona il pubblico che pende dalle sue corde, Silvio si dimostra un forte braccio destro insieme tengono il palco con energia e coinvolgimento.
Con Meltdown termina la sua favolosa performance, che si rivela una vera e propria lezione di virtuosismo e tecnica hard’n’heavy, i presenti applaudono e lo acclamano copiosamente, ora sono ben preparati per l’ultimo partecipante dell’ELECTRIC GUITARLANDS.
Setlist:
Daydream
Check This Out!
The Maze
Rain
Morning Star
Meltdown






Siamo giunti all’ultimo virtuoso di questa edizione, sul palco sono sempre stabili Giacomo Pettinari e Luca Salvaterra, ora la scena è tutta del solo ed unico shredder MICHAEL ANGELO BATIO, accolto con gran clamore dal pubblico ancora affamato di ottima musica.
L’artista inizia il set con un tributo ad un grande musicista nonché suo grande amico, l’indimenticabile Dimebag Darrel chitarrista dei Pantera, creando un medley di Cemetery Gates e Cowboys From Hell, esaltando la platea con una miscela di potenza ed emozione, arricchita dal tocco personale di MICHAEL che inserisce assoli velocissimi, contraddistinti dai suoi fulminei spostamenti della mano attorno al manico della chitarra.
Un inizio già decisamente acceso, che prosegue con Hands Without Shadows composta nel 2005 dove sfoggia il suo estro, dopodiché omaggia un altro mito ovvero Eddie Van Halen con un medley di Panama e Ain’t Talkin’ Bout Love, alzando ancora di più il livello di emozione e nostalgia.
A seguire No Boundaries tratta dal suo omonimo debut album del 1995, dove alterna momenti di dolcezza a passaggi rapidi, sino alla totale frenesia dove sembra perdere il controllo della mano sinistra, questo suo inconfondibile modo di suonare lascia tutti stupefatti e gli applausi sono costanti, anche grazie alla sua affabilità e simpatia.
Se MICHAEL ha già dato prova del suo talento con una normale chitarra, ora toccherà l’apice con la sua double guitar Stratocaster di sua invenzione, ha inizio una dimostrazione nella quale fonde tutti i suoi virtuosismi, usando il tapping in ogni modo possibile, a braccia incrociate sui rispettivi manici o sulle singole chitarre, capovolgendola, sollevandola e girandola, uno spettacolo straordinario oltre l’immaginabile durante il quale il pubblico, rimane senza parole o scoppia in urla d’incitamento.
Lo shredder di Chicago riscuote grandissimo successo e gli applausi non si contano più, ma continuate a leggere perché non è finita!
Setlist:
Dimebag Darrel tribute
Hands Without Shadows
Eddie Van Halen tribute
No Boundaries
Double Guitar solo (snippet Deep Purple e Led Zeppelin)








Come gran finale dell’ELECTRIC GUITARLANDS, i quattro axeman si riuniscono sul palco assieme a Titta e i musicisti d’accompagnamento, per la prima volta vediamo Paranoid dei Black Sabbath suonata con cinque chitarre, volutamente prolungata per dare spazio alla loro fantasia, trasformata in vortici di assoli che innalzano l’adrenalina.
Un finale mozzafiato di un evento che ha trasformato il Rock’N’Roll Club nel tempio del virtuosismo a sei corde, immensi complimenti ai quattro miti e complimenti a tutti i musicisti d’accompagnamento, per l’ottimo lavoro svolto e l’impegno e passione dimostrata, ringraziamo la Black Dog Booking & Management ed Electric Guitarlands per aver organizzato questo fantastico evento, aspettando già la futura edizione. Alla prossima!





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