HELLBRIGADE FESTIVAL XII live report @ Land of Freedom – 16-05-2026
Scritto da Cerutti Giacomo
Il Land of Freedom di Legnano torna ad essere il tempio del black metal, dove la NIHIL PROD, Orion Agency e Daemon Star, hanno organizzato l’ottava edizione dell’HELLBRIGADE FESTIVAL, chiamando come headliner i devastanti TSJUDER, permettendogli di recuperare la mancata partecipazione all’ultima edizione del BLACK WINTER FEST.
Prima di loro suoneranno le famale blackster ASAGRAUM, oltre ad una potente corazzata di band nostrane ovvero i DEATH DIES, NIHILI LOCUS, CHRONIC HATE e NECROSHINE, lasciamo che la fiamma nera si accenda e splenda.

Purtroppo per motivi di lavoro ho perduto l’esibizione dei NECROSHINE e CHRONIC HATE, dopo di loro prendono posizione i NIHILI LOCUS nati nel 1992 a Nichelino (TO), con all’attivo il secondo disco Semper pubblicato l’anno scorso.
Il loro set parte con Polvericellula aprendo la dimensione dell’atmospheric black, dove la sezione ritmica tracciata da Valeria De Benedectis e Alessandro Battezzati, presenta un andamento altalenante con tempistiche ben sostenute, passando a parti lente dando maggior spazio a melodie cupe, sino ad pesanti accelerazioni.
Il tutto rinforzato dalle solide linee di basso ad opera di Massimo Currò, e, le variabili parti di batteria curate da Roberto Ripollino, che ben sostengono le canzoni in ogni loro parte, infine il frontman Bruno Blasi completa l’opera con uno scream-growl graffiante.
Oltre ai pezzi nuovi dal passato traggono Buio dal primo Demo …Advesperascit… del 1994 e Memoriam Tenere (rigor mortis) dall’EP Ad Nihilum Recidunt Omnia del 1996, infine terminano con Il Tuo Sangue Per I Miei Maiali, complessivamente l’esibizione ha avuto un buon riscontro, il pubblico seppur non numeroso ha sempre dato il meritato supporto.
Setlist:
Polvericellula
Pensieri Nebulosi
Lugubri Live
Buio
Memoriam Tenere
Il Tuo Sangue Per I Miei Maiali
L’evento prosegue con i DEATH DIES ben accolti partono diretti con Lame, dando subito una violenta scossa, dalla nascita nel 1995 hanno forgiato quest’anno il sesto disco Maledicti In Aetrnvm, dal quale traggono Il Bosco Siamo Noi, Carmina Trivmphalia e altre, mentre al precedente Stregoneria oltre a Lame eseguono Falce e Corona e Argento, e, solo Destroyer dal debut album The Sound Of Demons.
Purtroppo il tempo a disposizione è ridotto, quindi hanno dovuto sacrificare il resto della discografia, ma l’importante è che i pezzi nuovi riscuotono buon successo, grazie alla maligna potenza generata dai riff di Samael Von Martin e Der Todeskin, amalgamati dai vorticosi e ben marcati giri di basso scagliati da Wally Ache.
Il loro sound ben saldato alle radici old-school è una miscela di ferocia e tecnica, enfatizzata dalla schiacciante batteria percossa da Demian De Saba, il tutto sfregiato dall’abrasiva voce di Viktor Flamel, il quale tiene perfettamente le redini della scena con grande enfasi, conquistando il pubblico acclama i padovani ad ogni canzone ripagandoli con meritati applausi.
Setlist:
Lame
Il Bosco Siamo Noi
Trivia Soteira
Asmodevs
Destroyer
Carmina Trivmphalia
Caron Dimonio
Falce e Corona
Argento
Ora è il momento della prima band straniera, le famigerate ASAGRAUM precedute dall’intro entrano in scena attaccando con They Crawl from the Broken Circle, spezzando le urla del pubblico aumentato e dettando subito legge con il loro travolgente sound.
I membri ufficiali sono la cantante-chitarrista Obscura e la batterista A. Morthaemer, che si avvalgono di altri due session musician, alla seconda chitarra abbiamo Simone Van Straten, la quale assieme ad Obscura sprigionano una ritmica spietata talvolta stemperata da parti melodiche.
La ritmica che viaggia parallela alle massicce linee di basso sferrate dal secondo session musician, mentre A. Morthaemer picchia duramente su piatti e pelli senza sosta, infine Obscura sfodera uno scream lacerante mantenendo sempre la postazione, mentre gli altri si scambiano sistematicamente di posizione.
Dalla nascita in Netherlands nel 2015 hanno pubblicato tre dischi, durante il set ne traggono canzoni equamente, ottenendo una risposta decisamente positiva, tanto che con la conclusiva Abomination’s Altar, improvvisamente si accende il moshpit, senza dubbio le blackster si sono fatte valere con un’esibizione diretta e senza fronzoli, spianando la strada ai tanto attesi headliner, accompagnate da urla possono degnamente ritirarsi.
Setlist:
They Crawl From The Broken Circle
Leviathan
Impure Fire
Black Sun Prayer
Daar Waar Ik Sterf
Guahaihoque
Carried By Lucifer’s Wings
De Waanzin Roept Mijn Naam
Abomination’s Altar
Per il popolo blackster ora divenuto numeroso, è giunto il momento che tutti aspettavano, dalla Norvegia patria del black metal arrivano gli TSJUDER, preceduti dall’intro prendono possesso del palco sollevando forti urla, senza indugi irrompono con Sodomizing The Lamb (The King’s Conquering).
L’impatto sonoro è travolgente come una diga che si rompe, il trio attraverso gli strumenti sprigiona una furia sanguinaria, ogni canzone è un tripudio di riff micidiali con sporadici ma taglienti assoli, scaturiti senza pietà dal famigerato Draugluin, che affianca il temibile Nag le cui linee di basso sono ti stritolano come spire di serpente, entrambi cantano con un growl dal timbro sporco.
Draugluin e Nag sono le colonne portanti dalla nascita nel 1993, mentre nel 2024 è subentrato Emil Wilksten dimostra tutta la sua potenza tormentando piatti e pelli, inoltre tengono il palco con padronanza, scambiandosi di posizione ed imponendosi verso i fans che si esaltano con corna al cielo e moshpit, il set comprende pezzi dai tutta la discografia includendo due cover dei Bathory Woman Of Dark Desires e Sacrifice.
A fine esibizione si ritirano con un semplice grazie, diretti e senza compromessi come per l’intera esibizione, durante la quale hanno fatto tremare il locale, terminando nel migliore dei modi l’ottava edizione dell’HELLBRIGADE FESTIVAL, ringraziamo la NIHIL PROD,Orion Agency eDaemon Star, per l’ottima organizzazione assieme a tutto lo staff del locale. Alla prossima!
Setlist:
Sodomizing The Lamb (The King’s Conquering)
Kill For Satan (The King’s Birth)
Ghoul
Mouth Of Madness
Slakt
Malignant Coronation
Possessed
Gods Of Black Blood
Antiliv
Woman Of Dark Desires (Bathory cover)
Kaos
Encore:
Sacrifice (Bathory cover)
Relics | Rock Magazine relics-controsuoni.com | Ascoltiamo, valutiamo, guardiamo. Sapendo che nell'infinito navigano sicuramente nuovi suoni…







