Il manifesto di CIGNO al Magazzino sul Po

Fedeli alla linea, anche se la linea c’è. Questa una delle tante possibili metamorfosi in parole per CIGNO, artista della scena alternativa italiana che si è esibito al Magazzino sul Po, Torino.

Chiaro, quindi e fin dalla premessa, il riferimento ai CCCP. Ma se lì le fondamenta erano esistenzialiste e parzialmente anarchiche, in CIGNO si ritrova una collocazione politica ben più pronunciata, che beneficia oltretutto di una robusto ancoraggio all’oggi ed agli attuali anni venti, tra richiami al rider che “Pedala senza fiato” ed al sarcasmo per un “Mamma, voglio un poke”. Il punto di caduta è un messaggio chiaramente posizionato, già dall’ultimo album “Buonanotte Berlinguer“, che diventa titolo anche dell’omonimo tour.

Non stupisce poi l’utilizzo di strumenti musicali ad hoc, come chiavi inglesi e martelli pneumatici, che suonano pure bene su latte di acciaio. E calzano eccome per l’occasione. A me tra l’altro hanno ricordato gli Einstrustende Neubauten quando suonavano in fabbriche diroccate utilizzando motoseghe e lamiere. Certo quella era un’altra storia, ma il coraggio è lo stesso.

Quanto alle musiche ne discende un elettro punk ed un grunge senza indugi, che ha la capacità di posizionarsi su una statura internazionale e trascinare il pubblico, folto, accorso per l’occasione e che, indipendentemente dai testi, ha ben apprezzato il ritmo delle ballate sofisticate ed amplificate da un collettivo di sette personalità, composto da
Diego Cignitti: frontman, voce, chitarre, produzioni e testi
Ivan Chen: Chitarra elettrica
Tania Giommoni: Chitarra, theremin e cori
Roberto Sanguigni: Basso
Bernardino Ponzani: Batteria e cori
Matteo Rossi: Piano, tastiere e synth
Ludovica Morleo: Percussioni e Octopad

Evento organizzato da Magazzino sul Po e BONSAI Concerti

Foto e report: Ettore Castellani / IG: @LoudDiable


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Ettore Castellani

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