TIM RIPPER OWENS + DARK HORSE PROPHET + THE HEADLESS GHOST Live report @ Rock’N’Roll Club di Rho 24-05-2026

TIM RIPPER OWENS + DARK HORSE PROPHET + THE HEADLESS GHOST Live report @ Rock’N’Roll Club di Rho 24-05-2026

Scritto da Cerutti Giacomo


La Black Dog Booking & Management e Rock’N’Roll Club hanno organizzato un evento all’insegna del classic heavy metal, portando sul palco un artista di massimo calibro, celebre per aver militato con i leggendari Judas Priest, Iced Earth e Yngwie Malmsteen, e, attualmente cantante dei K.K. Priest metallari e metallare Mr. TIM RIPPER OWENS!

Pronto a rispolverare il suo glorioso repertorio, in compagnia dei nostri THE HEADLESS GHOST e dagli americani DARK HORSE PROPHET, che  metteranno a dura prova i nostri timpani.

La serata ha inizio peccato che il pubblico non è numeroso, ma sufficiente per accogliere degnamente i THE HEADLESS GHOST, che senza indugi danno il calcio d’inizio sulle note di King Of Pain, titletrack del debut album pubblicato nel 2024, dando subito una scossa di heavy metal.

Il loro sound ha un impatto molto forte, grazie ad un susseguirsi di taglienti riff ed assoli, rinforzati da tenaci linee di basso e una terremotante batteria, inoltre è presente una parte melodica di rilievo dettata dal buon lavoro alla tastiera, il tutto è completato da una possente voce ben estesa e a tratti graffiante.

Nati nel 2020 come tribute band dei leggendari King Diamond e Mercyful Fate, l’influenza si nota ma senza eccedere grazie alla loro vena compositiva, non dimentichiamo che abbiamo a che fare con musicisti di livello come il bassista dei Drakkar, il chitarrista dei Lionsoul e di Summoning Saturn Voids / Strega e il cantante dei Tesla Shamans.

Con grande energia e dinamicità nonostante il piccolo palco, i milanesi procedono sparando un pezzo dopo l’altro, terminando con l’inedito Evil una performance che ha sicuramente conquistato i presenti, i quali hanno ripagato ogni canzone con entusiasmo, bravi ragazzi che con un breve set hanno dimostrato il loro valore, dando alla serata la giusta spinta.

Line-up:
Steven Crow – voice,
Aurelio Parise – guitar
Alberto Biffi – guitar
Simone Pesenti Gritti – bass
Ghibbi – keyboards
Omar Capetti – drums

Setlist:
Intro
King Of Pain
Let Them Go
Whispers In The Dark
Visions
Inside The Walls
Evil (Inedito)

La serata prosegue con i DARK HORSE PROPHET portatori di metallo dalla California, forti della pubblicazione del debut album Unholy Divine, anch’essi iniziano l’esibizione con la title track promuovendo il loro materiale.

Con loro il viaggio procede sempre sul binario dell’heavy metal, il cui tragitto è molto altalenante ed imprevedibile, in quanto la sezione ritmica presenta parti lente che di colpo scattano, accelerando di ritmo o d’intensità e viceversa lasciando il pubblico un po’ disorientato, inoltre la vocalità è prevalentemente monotono, nonostante ciò gli applausi non mancano.

Con Confessions la band di Los Angeles termina una discreta un’esibizione, l’impegno e la costanza ce l’hanno messa tutta, ma che dal punto di vista della sostanza purtroppo non ha pienamente convinto.

Setlist:
Unholy Divine
Blackout
Time Gold & God
Heavy Lies The Crown
The Quite One
Second Chances
Confessions

Nel corso della serata il pubblico è aumentato, il richiamo dell’heavy metal ha avuto il suo effetto, ora sono tutti in attesa del grande esponente del genere, una volta che i musicisti d’accompagnamento hanno settato gli strumenti, ecco che l’inossidabile TIM RIPPER OWENS fa il suo trionfale ingresso.

Accolto con enfasi ricambia attaccando con One on One, tratta dal disco Demolition che incise con i Judas Priest nel 2001, oltre a Jugulator nel 1997 dal quale esegue Burn in Hell, dalla sua attuale band K.K. Priest canta Hellfire Thunderbolt e One More Shot at Glory, dimostrando che assieme al mitico K.K. Downing sono ancora in grado di impartire lezioni di classic metal.

Il resto del repertorio ovviamente è incentrati sugli intramontabili classici dei Priest come Metal Gods, Painkiller, Breaking the Law e Living After Midnight, scavando nel passato sino al debut album Rocka Rolla con Cheater, peccato nel set che abbia inserito niente del suo periodo con gli Iced Earth e Yngwie Malmsteen.

A prescindere dalle scelte dell’artista l’esibizione procede perfettamente, i fans acclamano ogni canzone con grande entusiasmo, Tim spesso porge il microfono per far cantare i ritornelli, mentre la potenza del metallo dilaga grazie all’ottimo lavoro dei musicisti, in un tripudio di riff ed assoli incandescenti, rombanti linee di basso e una batteria pneumatica.

Tim dimostra che le sue corde vocali d’acciaio non sono per niente arrugginite, affilate come lame sfregiano i nostri timpani con acuti impressionanti, notevole la sua tenuta di palco che tiene sempre alto l’entusiasmo, concedendosi solo un paio di pause durante le quali il chitarrista e il batterista, dimostrano il loro talento intrattenendo con assoli di altissimo livello.

Tra applausi, urla e cori d’incitamento lo show giunge quasi alla fine, per il gran finale l’intro The Hellion con la quale si solleva un coro da stadio, precede la travolgente Electric Eye dopodiché termina omaggiando al suo cantante preferito, con Heaven And Hell dei Black Sabbath rende onore all’indimenticabile Ronnie James Dio, tutti con le corna al cielo per uno dei cantanti più iconici della storia.

Senza dubbio TIM RIPPER OWENS con la sua potenza e carisma, ha dettato legge al Rock’N’Roll Club, esaltando il pubblico affamato di metallo che lo accompagna con prolungati applausi mentre si ritira a testa alta, ringraziamo la Black Dog Booking & Management per aver organizzato questo fantastico evento. Alla prossima!

Setlist:
One on One (Judas Priest cover)
Metal Gods (Judas Priest cover)
The Green Manalishi (With the Two Prong Crown) (Fleatwood Mac cover)
Burn in Hell (Judas Priest cover)
Painkiller (Judas Priest cover)
Breaking the Law (Judas Priest cover)
Guitar Solo
Hellfire Thunderbolt (K.K. Priest cover)
A Touch of Evil (Judas Priest cover)
Diamonds & Rust (Joan Baez cover)
Jugulator (Judas Priest cover)
One More Shot at Glory (K.K. Priest cover)
Drum solo
Living After Midnight (Judas Priest cover)
Cheater (Judas Priest cover)

Encore:
The Hellion / Electric Eye (Judas Priest cover)
Heaven And Hell (Black Sabbath cover)


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Giacomo Cerutti

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