
Il primo giorno d’estate si chiude sotto il segno del rock. A Testaccio Estate, davanti a un pubblico numeroso e partecipe, i The Zen Circus portano in scena la tappa romana de IL MALE Summer Tour, regalando oltre due ore di musica tra nuovi brani, classici del repertorio e una sorpresa che infiamma la platea: l’arrivo sul palco di Motta.
L’atmosfera è quella delle grandi occasioni. Il caldo del solstizio accompagna l’ingresso della band. Andrea Appino, Karim Qqru e Massimiliano “Ufo” Schiavelli si presentano senza troppi preamboli, lasciando parlare la musica. Fin dai primi pezzi emerge il carattere del tour: una forte presenza delle canzoni tratte da Il Male, alternate ai brani che hanno costruito l’identità della band nel corso degli anni.
La scaletta procede con equilibrio tra passato e presente. I pezzi più recenti mostrano tutta la loro efficacia dal vivo, sostenuti da una sezione ritmica potente e da chitarre che non rinunciano all’impatto. Accanto alle nuove composizioni trovano spazio alcuni dei brani più amati dal pubblico, accolti da cori che si propagano fino alle ultime file dell’area concerti.
Tra i momenti più partecipati della serata spiccano le esecuzioni dei classici della formazione pisana, cantati all’unisono da un pubblico eterogeneo che mescola fan storici, giovani spettatori e curiosi attratti dall’evento estivo. Appino dialoga spesso con la platea, alternando battute e riflessioni. «Roma ci accoglie sempre come a casa», dice in uno dei momenti di pausa, ricevendo una risposta immediata dagli spettatori. Il rapporto tra band e pubblico rimane uno degli elementi centrali dello spettacolo: diretto, spontaneo e privo di artifici.
Nel finale, i The Zen Circus spingono sull’acceleratore. Le ultime canzoni diventano una celebrazione collettiva dell’inizio dell’estate. Il pubblico canta ogni parola, accompagnando la band fino all’ultimo accordo.
La scaletta del live
Il male
Gente di merda
La terza guerra mondiale
Catene
Non voglio ballare
Vent’anni
Miao
Il fuoco in una stanza
Andate tutti affanculo
Ilenia
Vecchie troie
I qualunquisti
Novecento
Canta che ti passa
Figlio di puttana
Ragazzo eroe
Non
È solo un momento
Nati per subire
Fino a spaccarti due o tre denti
L’anima non conta
Viva
La Photogallery a cura di Emanuela Vertolli























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