Anastacia non ha più nulla da dimostrare. Alla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica, per il Roma Summer Fest, sale sul palco con l’atteggiamento di chi conosce bene il proprio repertorio e, soprattutto, il proprio pubblico. La voce è ancora quel marchio di fabbrica ruvido e potente che, fin dai primi anni Duemila, ha reso immediatamente riconoscibili brani come I’m Outta Love, Paid My Dues e Left Outside Alone.
Il concerto è un viaggio nella sua carriera, costruito senza inutili effetti speciali: al centro c’è lei, con un’energia contagiosa e una band che suona con precisione, lasciando spazio a venature rock, soul e pop. Anastacia alterna momenti di ironia ai racconti personali, ricordando quanto la sua storia artistica sia sempre stata intrecciata a quella umana, fatta di cadute, rinascite e resilienza.
La Cavea risponde con entusiasmo, trasformando i grandi classici in un karaoke collettivo. Non è un’operazione nostalgia, ma la conferma che certe canzoni hanno attraversato il tempo senza perdere forza. E quando arriva il finale, il pubblico lascia l’Auditorium con la sensazione di aver assistito non soltanto a un concerto, ma all’ennesima dimostrazione di come il carisma, quando è autentico, non abbia bisogno di reinventarsi continuamente per restare attuale.
Fotogallery a cura di Chiara Lucarelli




















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