LUPPOLO IN ROCK 2026 Live report @ Cremona – Parco Colonie Padane 19-07-2026

LUPPOLO IN ROCK 2026 Live report @ Cremona – Parco Colonie Padane – domenica 19-07-2026

Scritto da Cerutti Giacomo


Ben ritrovati alla terza e purtroppo ultima giornata del LUPPOLO IN ROCK, dedicata interamente al metal estremo con nomi di punta internazionali e ovviamente band nostrane, per coloro che hanno comprato l’abbonamento già cotti a puntino dalle precedenti giornate torride, questa sarà la giornata più devastante ma di certo non demordono, come sempre gli irriducibili resisteranno combattendo in platea e sottopalco. Oggi il bill ha dei nomi davvero importanti, sveliamo subito gli headliner i mitici VENOM capitanati dal diabolico Cronos, preceduti dai capostipiti del thrash metal OVERKILL e del Black Metal MARDUK, ci onorano della loro presenza i temibili ROTTING CHRIST, e, non manca uno stuolo di band nostrane (che tra poco scoprirete), le quali daranno il meglio per tenere alto l’onore del metallo tricolore, che l’ultima giornata abbia inizio!

Di fronte ai pochi presenti sempre divisi tra sole ed ombra, si palesano i BID ZOGO nati nel 2001 a Lodi, pronti a dare una prima scossa e partono subito con gli inediti Suspect e Shoot Youself,  dopodiché 2012 dal secondo disco Nightmare Inc., ed infine quattro pezzi dal nuovo terzo lavoro Horror Tales fresco di pubblicazione. Un set breve ma super concentrato, dove aggrediscono con un sound che miscela death, groove e NU metal, che risente dell’influenza di Slipknot e Soulfly sprigionato dalla poderosa ritmica di Luca Taglietti e Dave Thorn, massicce linee di basso da parte di Ivan Marconi, mentre Andrea Merlini pesta a sangue su piatti e pelli, infine Luca completa il sound con voce potente, dal timbro sporco e grattato. La loro violenza carica il pubblico, che già si cimenta in un piccolo focolaio di moshpit, ogni canzone riscuote buoni consensi e con Orlok chiudono il set, assolvendo pienamente l’arduo compito di aprire la giornata.

Setlist:
Suspect (inedito)
Shoot Youself (inedito)
2012
Salem’s Lot
Necronomicon Ex Mortis
Pazuzu
Orlok

Dopo questo antipasto si prosegue con i CRISALIDE, band nata nel 1994 portata avanti dal cantante Giuliano Zippo, durante l’attività sono cambiati molti elementi, ma nel 2019 hanno dato alla luce il debut album Dark Inside, presentandosi rapidamente iniziano l’esibizione con Pulp Your Brain Out. Il loro thrash-death si rivela una martellata sui denti, fortemente saldati all’old-school emettono un sound sporco e brutale, grazie alle schiaccianti ritmiche sferrate da Diego “Music Man” Trestin e Antonio Tavella, spietati giri di basso scagliati da Gilberto Ilardi, una tormentata batteria picchiata da Matteo Frigo. Tale violenza è completata dal frontman Giuliano, il quale raschia con un profondo growl i timpani del pubblico, che senza timore agita il pogo dando grande supporto, carichi e tenaci i vicentini sparano un pezzo dopo l’altro, includendo la cover dei Sepultura Roots Bloody Roots dedicata al compianto FRANCESCO POZZI. Con My Fury Cleave chiudono un’esibizione di forte magnitudo, riscuotendo meritato successo e preparando il terreno per la band successiva, speriamo che la formazione rimanga stabile e sfornino presto un altro disco.

Setlist:
Pulp Your Brain Out
Dark Inside
What A Silence
Apocalyptic
Roots Bloody Roots (Sepultura cover)
My Fury Cleave

Ora è il momento degli INFECTION CODE, che partendo con Pater Serpentium gettano sul pubblico un altro carico pesante, oggi per loro è come un release party dato che quest’anno hanno pubblicato De Reptilium Arcanis, l’undicesimo della loro carriera iniziata nel 1999 oltre all’intensa attività live, complimenti ragazzi ma ogni tanto vi riposate??? Sul palco tirano fuori tutta la loro energia, lasciando il segno con un thrash moderno, dove domina la ruvida sezione ritmica di Massimo Accornero, seguita dai corposi giri di basso tracciati da Andrea Rasore, e, sorretta dal picchiatore di piatti e pelli Ricky Porzio, infine Gabriele Oltracqua completa l’opera con un growl gutturale. In generale i pezzi ricevono un giudizio positivo, inclusa Inner Infernus unico brano tratto dal precedente disco Culto, grazie alla loro potenza e forza di coinvolgimento soprattutto da parte di Gabriele, la band di Alessandria porta a casa un buon risultato chiudendo con King Among Insects. Ci tengo a precisare l’unica cosa che ha “addolcito” l’esibizione, è stato il generoso lancio di caramelle da parte di Andrea, con applicati i loro adesivi promozionali davvero originale.

Setlist:
Pater Serpentium
Mater Vermium
False Messiah Squad
Inner Infernus
World Eaten Queen
King Among Insects

Il sole cade sempre a picco sulla platea calda come un braciere, a rincarare la dose arrivano i CRIPPLE BASTARDS capitani del grind italiano, guidati dall’inarrestabile Giulio The Bastard schiaffano in faccia La tua foto sul marmo, tratta dall’ultimo omonimo EP pubblicato quest’anno. Da questo momento il loro set sarà una raffica di proiettili, sparati senza pietà sui fans che ora raggiungono un buon numero, fomentati dal furioso sound si ammazzano di pogo, mentre Der Kommissa e Schintu The Wretched rispettivamente chitarrista e bassista, gli scarnificano con una ritmica bestiale accompagnata da Raphael Saini, che spacca la batteria senza sosta mentre Giulio impone il suo scream-growl abrasivo. Dato la corta durata dei pezzi ne propongono molti e tutti concentrati, concedendosi pochissime pause senza perdersi in discorsi, puntando tutto sulla furiosa sostanza come da tradizione, terminando l’esibizione con Italia Di Merda. Sulla breccia dal 1988 gli astigiani ancora una volta lasciano uno sfregio indelebile, alzando ulteriormente il tiro della giornata, ricevendo meritati applausi e urla (soprattutto di dolore), e, tenete conto che siamo solo a metà del bill, vedremo chi sopravvivrà!

Setlist:
La tua foto sul marmo
Get Out and Bite Them
Strage di ostacoli
Regime Artificiale
Scarto del rimorso
Misantropo a senso unico
Passi nel vuoto
Allergie da contatto
Prospettive limitate
Non coinvolto
Narcolessia Emotiva
Anima In Disgregazione
Stupro e Addio
I Hate Her
Padroni
La Memoria Del Dolore
Ombra Nell’Ombra
Italia Di Merda

Anche per oggi siamo giunti all’ultima band italiana, dalla Lombardia ecco gli emergenti DARKHOLD, nati nel 2022 forti della pubblicazione di Centuries Of Purgatory, secondo disco uscito il mese scorso dopo il debut album Tales From Hell, per quest’esibizione suoneranno tre pezzi di entrambi. Senza indugi partono con No Strings On Me, ripristinando immediatamente il casino in platea che rimarrà costante, grazie alla miscela heavy-groove-thrash emessa dalle sei corde di Eros Mozzi (ex Methedras) e Giovanni Casagrande, riff ed assoli di filo spinato si susseguono compresse da Giuseppe Celeste al basso. Jacopo Casadio alla batteria spinge sull’acceleratore dando ulteriore violenza, infine Claudio Facheris anch’egli ex Methedras dimostra la sua padronanza del palco, coinvolgendo il pubblico tenendolo stretto con le sue poderose corde vocali, dalle quali fuoriesce un fiammeggiante growl.

Setlist:
No Strings On Me
Roots Of Arrogance
The Slithering
Jangled Nerves
Howlings
Heads Will Roll

Ora che il plotone italiano ha fatto degnamente la sua parte, siamo tutti pronti ad accogliere i primi ospiti internazionali, preceduti dall’intro ecco giungere direttamente dalla Grecia i ROTTING CHRIST, i fratelli Sakis e Themis Tolis portano l’audience nella sfera del loro particolare black metal iniziando con Dies Irae. Canzoni come Kata Ton Daimona Eaytoy e Societas Sanatas, sono vere e proprie bombe scatena moshpit, mentre Non Serviam, Like Father, Like Son e Grandis Spiritus Diavolos, seppur pesanti raccolgono il pubblico nelle parti corali, complessivamente ogni canzone è acclamata con entusiasmo, grazie al loro sound che fonde black, death e thrash metal intriso di esoterismo ed occultismo. Sakis è la colonna portante della ritmica incendiaria, mentre il fratello Themis fa tremare il palco sotto i suoi incessanti colpi, accompagnati dagli ottimi Kostis Foukarakis alla seconda chitarra e Kostas Heliotis al basso, entrambi session musicians dal 2019 tenaci e professionali potenziano la ritmica tenendo testa al pubblico, affiancando Sakis nei cori. Il frontman ha un potere magnetico grazie alla sua interazione, oltre che per la potenza vocale sia in pulito che in growl a tratti sciamanico o indemoniato. Tra wall of death e circle pit a comando, crowd surfing, cori di massa e tanta energia oscura, gli ellenici esaltano al massimo la schiera di fans che li acclama a gran voce, purtroppo il tempo è tiranno anche per loro e con King of a Stellar War, pongono fine ad una performance assolutamente dirompente, dimostrando di essere sempre una garanzia dalla nascita nel 1987.

Setlist:
Dies Irae
Demonon Vrosis
Kata Ton Daimona Eaytoy
Like Father, Like Son
Elthe Kyrie
Non Serviam
Societas Satanas (Thou Art Lord cover)
Grandis Spiritus Diavolos
King of a Stellar War

Rimanendo sul binario del black metal ora la situazione si fa molto seria, il pubblico sempre più numeroso aspetta una delle band capostipiti del genere, immancabili in questa giornata estrema i MARDUK, prendono possesso del palco suscitando gran clamore. Capitanati da Morgan rompono le urla dei fans con Werwolf, schiacciandoli con un muro di suono impressionante che non lascerà scampo, traendo qua e la dalla vasta discografia hit come Sulphur Souls, Panzer Division Marduk, Cold Mouth Prayer e The Blond Beast, ovviamente in platea regna il caos generale. Inarrestabili come schiacciasassi Morgan lancia riff taglienti come schegge di vetro, il session musician Simon W. bombarda con dilanianti linee di basso, mentre Simon ci scarica addosso una tempesta di piatti e pelli, infine Mortuus frontman di grande calibro catalizza la folla con il suo growl d’acciaio. Dal 1990 ad oggi gli svedesi sono un punto di riferimento del black metal, di certo oggi non si sono risparmiati facendo diventare la platea una battaglia campale, con una performance diretta e cruenta nel loro stile terminata con Wolves, tenendo alta la fiamma nera ricevendo prolungati applausi, ora vediamo se il pubblico resisterà alle ultime due band!

Setlist:
Werwolf
Baptism by Fire
Sulphur Souls
Cold Mouth Prayer
The Blond Beast
The Hangman of Prague
Shovel Beats Sceptre
Panzer Division Marduk
Wolves

Dal black metal ora si passa al thrash metal americano, con una band che metterà ulteriormente a dura prova i presenti, che oggi sicuramente raggiungono il numero massimo delle tre giornate, durante il cambio palco cercano di recuperare le forze il più possibile, perché quando gli OVERKILL saliranno sul palco sanno già il massacro che gli aspetta. Piccola spiacevole parentesi, sia il fondatore e bassista D.D. Verni che il chitarrista Derek Tailer, non sono presenti per motivi di salute, detto questo Bobby “Blitz” Ellsworth e compagni attaccano con Scorched, è l’inizio di una carneficina che durerà per l’intera esibizione, dato che il repertorio sarà breve ma ricco di bastonate come Rotten to the Core, Hello From the Gutter, Ironbound ed Elimination. Alla chitarra abbiamo solo Dave Linsk che tra riff ed assoli sanguinari le sue corde prendono fuoco, quindi non essendoci un sostituto di Derek, colui che rimpiazza D.D. Verni ovvero Christian Older Wolbers (ex Fear factory, ecc), riempie maggiormente la ritmica scuotendo tenacemente le quattro corde. Dietro alle pelli Jeramie Kling entrato nella band nel 2024, è un martello pneumatico e non poteva essere altrimenti visto il suo passato nei Venom Inc., Massacre, Ex Deo, ecc. oltre a militare attualmente negli Inhuman Condition, Invictus, Eye Of Purgatory e altre band, infine l’irriducibile Bobby “Blitz” perfora i timpani con la sua voce abrasiva, affiancato dai compagni nei cori. Macchine da guerra quali sono procedono diretti senza troppi intermezzi, mentre in platea tra il costante moshpit e crowd surfing si contano i primi feriti, ma hanno ancora i polmoni per cantare ed acclamarli, avremmo voluto sentire tante altre canzoni ma il tempo corre più veloce di loro. Ad un certo punto Bobby alza entrambi le dita medie incitando la folla per Fuck You!, per un finale mozzafiato di un’esibizione devastante senza compromessi, dimostrando di essere ancora oggi un punto di riferimento del thrash metal, acclamatissimi dai fans lasciano il palco a testa alta, speriamo di rivederli presto con la line-up completa.

Setlist:
Scorched
Rotten to the Core
Bring Me the Night
Hello From the Gutter
Deny the Cross
Electric Rattlesnake
The Surgeon
Ironbound
Elimination
Fuck You! (The Subhumans cover)

Prima della band di chiusura riappare il boss Massimo Pacifico, il quale declama come per le precedenti giornate, il discorso sull’importanza di sostenere il festival incitando l’acquisto dei blind ticket, oltre a ricordare i cari compianti fratelli Claudio Ripo, Francesco BazzaniBazz” ed in particolare il giovane Francesco Pozzi, che ci ha lasciato improvvisamente quest’anno lasciando un grande vuoto.

Cari Luppoliani siamo giunti veramente alla fine dell’ottava edizione, ormai il pubblico in particolare chi ha fatto le tre giornate è paragonabile ad una grigliata mista di carne, le persone in transenna ad una fila di fette ben rosolate di bacon, ma il piatto forte arriva solo ora che cala l’oscurità, stanno per arrivare coloro che hanno dato origine al metal estremo, ai quali tutte le band che hanno suonato oggi gli sono eternamente grate e debitrici. Il palco si tinge di rosso e rapidamente i leggendari VENOM, compaiono di fronte alla folla che solleva un boato e Cronos senza troppi complimenti, esordisce annunciando “It’s the new one!” partendo all’istante con Lay Down Your Soul, tratta dal nuovo disco Into Oblivion uscito a maggio, sedicesima creazione maligna della loro carriera iniziata nel 1979. Il repertorio alterna canzoni degli ultimi dischi come From the Very Depths, Dark Night (Of The Soul), altre nuove come As Above So Below e Kicked Outta Hell, a immancabili hit dei primi due masterpiece Welcome To Hell e Black Metal, come One Thousand Days in Sodom, Countess Bathory e altre intrappolando i fans in una morsa letale. La platea ormai è diventata una bolgia infernale come il girone dei dannati, grazie alla pura malvagità dilagante dal terrificante trio inglese, Rage è molto coinvolgente e mantiene sempre il contatto visivo, dilaniandoci con riff ed assoli assassini mentre Danté è una continua esplosione di piatti e pelli, infatti i componenti della batteria sono spesso da sistemare e rompe almeno tre bacchette. Sul lato sinistro abbiamo l’iconico Cronos con il suo rombante basso dal suono viscerale, il suo sguardo malefico, la sua voce tenebrosa e le sue urla che fanno gelare il sangue, tiene la folla in suo potere come un sacerdote del male mandandola in estasi, sempre affiancato dal braccio destro Rage. Con la devastante Witching Hour finisce la prima parte di questa cerimonia del male, dopo una meritata pausa riprendono con In League With Satan cantata come un inno, dopodiché la conclusione arriva con la pietra miliare Black Metal, il cui titolo e la frase “Lay down your soul to the God Rock’n’Roll” riecheggiano dall’inferno sino al paradiso, ora sono le urla dei fans che sovrastano tutto e con infiniti applausi, ricambiano i VENOM che lasciano il palco trionfalmente, per aver scritto una pagina di storia del festival.

La terza giornata del LIR non poteva concludersi meglio, come affluenza e partecipazione del pubblico e l’immensa passione dimostrata da tutte le band partecipanti, sia italiane che straniere alle quali faccio ancora ed ancora sinceri complimenti. Ovviamente infiniti ringraziamenti ed elogi a Mr. Massimo Pacifico e a tutta la Luppolo In Rock Family, per essere riusciti a portare a casa un altro risultato eccezionale, superando grandi difficoltà ed ostacoli grazie al tenace impegno e forza di volontà, che li ha sempre contraddistinti per dare al popolo metal il miglior festival di sempre. Che altro dire? Ci vediamo alla prossima edizione, LONG LIVE LUPPOLO IN ROCK!

Setlist:
Lay Down Your Soul
Welcome to Hell
Bloodlust
In Nomine Satanas
One Thousand Days in Sodom
From the Very Depths
Long Haired Punks
Buried Alive
Into Oblivion
As Above So Below
Kicked Outta Hell
100 Miles to Hell
Dark Night (Of The Soul)
Countess Bathory
Warhead
Witching Hour

Encore:
In League With Satan
Black Metal


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Giacomo Cerutti

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