LUPPOLO IN ROCK 2026 Live report @ Cremona – Parco Colonie Padane 17-07-2026

LUPPOLO IN ROCK 2026 Live report @ Cremona – Parco Colonie Padane – venerdì 17-07-2026

Scritto da Cerutti Giacomo


Cari amici luppoliani ben ritrovati a Cremona per il LUPPOLO IN ROCK, festival che negli anni ha riscosso sempre più successo, giungendo quest’anno all’ottava edizione grazie all’immenso impegno e sacrificio, da parte dell’organizzatore Massimo Pacifico e tutto il suo team, gente appassionata che ama il rock, stare in compagnia bevendo una birra, e, tutti coloro che abbracciano questa filosofia entrano a far parte della cosiddetta “Luppolo in rock family”. Anche quest’anno sono riusciti a mettere in piedi tre giornate ricche di band di vario genere, cercando di accontentare tutti dato che il panorama musicale nazionale ed internazionale è molto vasto, i rispettivi headliner sono i nostri leggendari DEATH SS, capitanati dall’inimitabile Steve Sylvester, poi abbiamo DIRKSCHNEIDER (UDO) storica voce degli Accept, infine i precursori di ciò che ha dato vita al filone del black metal… i mitici VENOM dell’indemoniato Cronos. Prima di loro suoneranno altrettante band che andremo a scoprire giorno per giorno, sempre nella splendida cornice del parco della Colonie Padane, dove esternamente è perfettamente attrezzata con bagni chimici, tavoli con panchine, food trucks, chioschi per bere ottima birra e non solo, espositori di dischi, magliette, oggettistica ed altro, e, ovviamente non manca mai il dj set perché noi metallari siamo allergici al silenzio.

Eccoci alla prima giornata, normalmente si dovrebbe dire che il sole splende, ma posso anticipare che in questi tre giorni si accanirà su di noi senza pietà, sicuramente anche per questo l’affluenza sarà graduale, ma anche ad alte temperature i detentori della transenna non mancano mai, cuociono sottopalco mentre gli altri rimangono nelle zona d’ombra, create naturalmente dalla struttura circolare che delimita l’area concerto.

Il palco viene battezzato dai JOLLY ROX, trio toscano che dà fuoco alle polveri a ritmo di hard rock glam, iniziando con Shake It All danno subito prova della loro energia, grazie all’effervescente ritmica lanciata da Joey Zalla, le solide linee di basso tracciate da Captain Keep (Claudio Garombo), e, la scalpitante batteria percossa da Joe La Grotta. Le canzoni proposte hanno complessivamente un bel tiro, il pubblico non è numeroso ma sicuramente partecipe, merito della forza di coinvolgimento della band, che completa il sound con le voci scorrevoli di Joey e Captain Keep a seconda dei pezzi. Con So We Are il trio di Firenze conclude non solo la prima esibizione di oggi, ma come annunciato è anche l’ultima della loro carriera iniziata nel 2005, suonare al LIR è stata un’ottima occasione per chiudere in bellezza, ricevendo meritati applausi ringraziano di cuore ritirandosi a testa alta, un vero peccato averli conosciuti troppo tardi!

Setlist:
Shake It All
Malcom
The Night Flier
Dreamers Paradise
Jack And The Magic Bean
Creeper From The Dust
So We Are

Ora è il momento dei MY DARKEST RED, band nata dall’unione di membri dei Poisonheart e Dreamhunter, il cui nome dice tutto infatti dall’allegria dei Jolly Rox passiamo all’hard’n’heavy a tinte dark, in ogni canzone sia nelle parti più spinte che in quelle melodiche. Sin dalla prima canzone Eternity, si nota una sezione ritmica graffiante curata da Andrea Gusmeri alla chitarra e Andrea Verginella al basso, che avvolge il pubblico in un’atmosfera incalzante ma dal sapore gothic, arricchita da parti di tastiera dark wave aggiunte in base, il tutto sorretto dai colpi di piatti e pelli da parte di Giorgio Rivali. Il sound si abbina perfettamente all’oscura voce del frontman Fabio Perini, di certo il sole cocente non enfatizza la scena dark che vorrebbero trasmettere, ispirata dalla loro passione per i film horror anni ’80 e ’90, ma procedono sempre con impegno. Il pubblico risponde positivamente al breve set proposto, incentrato sul nuovo disco Midnight Supremacy pubblicato nel 2024, ma colgono l’occasione per proporre l’inedito The Bride In Black, gli applausi non sono mai mancati sino alla conclusiva By The Moonlight, speriamo di rivederli in un contesto al chiuso in autunno o inverno per poterli apprezzare meglio.

Setlist:
Eternity
Tears In The Snow
Miriam (She Wake Up At Midnight)
The House On The Hill
The Bride In Black (inedito)
By The Moonlight

Adesso il livello di pesantezza sale decisamente con l’arrivo dei DOSGAMOS, progetto fondato dal cantante Michele Altavilla nel 2018, con all’attivo i dischi Wrapped Renaissance del 2022 e On Day Seven He Regretted dell’anno scorso, sul quale concentreranno il set. Ben accolti dai presenti che pian piano aumentano, partono diretti con Slay The Mother Of All Ignorance, colpendoci con il loro massacrante groove death metal, dove dominano le schiaccianti chitarre di Vincenzo Moramarco e Alessandro Parola, irrobustite dalle massicce linee di basso sferrate da Giulio Garibaldi. In generale dimostrano buona tecnica e tra loro c’è un buon affiatamento, il sound è potenziato dal martellante Elia Dutto alla batteria, infine il frontman Michele sfodera un poderoso growl, dimostrando anche una forte interazione con il pubblico che dà tutto il suo supporto, sino a I’ve Rehab con la quale concludono una performance di alto magnitudo.

Setlist:
Slay The Mother Of All Ignorance
Categorical Reprisal
On Day Seven He Regretted
Death Obeys
Odyssey
Beware Of Me
I’ve Rehab

Si cambia nuovamente registro passando all’heavy metal classico degli EVILIZERS, preceduti dall’intro entrano in scena sulle note di Facing My Fear, riportando rapidamente il pubblico alle sonorità old school. Carichi al massimo sparano un pezzo dopo l’altro, dimostrando una forte coesione e trasmettendo energia con la loro attitudine, dalla nascita nel 2017 hanno pubblicato tre dischi e da ognuno traggono due canzoni, oltre a suonare in anteprima l’inedito No Turning Black, complessivamente ogni pezzo riceve buoni consensi. L’accoppiata Fabio Novarese e Emanuele De Bernardi diffondono riff ed assoli taglienti, avvolti dai giri di basso scagliati da Alessio Scoccati, mentre Giulio Murgia sfodera la sua potenza contro la batteria dando una marcia i più, ma soprattutto vediamo all’opera il nuovo acquisto Andrea Marchisio. Entrato nella band quest’anno ha portato nuova linfa vitale, grazie alla sua voce pulita e di forte estensione, in contrapposizione al timbro sporco del precedente Fabio Attacco, inoltre tiene il palco con destrezza cercando di esaltare il pubblico, con l’omonima Evilizers terminano un’esibizione di forte impatto, riscuotendo buon successo.

Setlist:
Intro
Facing My Fear
Solar Quake
No Return
Shiver Of Thy Fate
Survival
No Turning Black (inedito)
Evilizers

All’inizio avevo detto che il bill comprendeva band nazionali ed internazionali, ma ora addirittura superiamo i confini dell’atmosfera terrestre, perché dallo spazio atterrano gli alieni SICK N’ BEAUTIFUL, la loro entrata in scena suscita grande stupore per gli elementi scenografici, costumi, trucco e parrucco, esclusivamente e meticolosamente ad opera di Herma e Big Daddy Ray, in quanto lo fanno di mestiere nel cinema e video musicali. L’obiettivo di catturare l’attenzione è raggiunto, ora attaccano con (Human Is) Overrated, tratta dal nuovo quarto disco Horror Vacui pubblicato l’anno scorso, dal quale eseguono anche Hate Manifesto e Rise Of The Dragon, invadendo la platea con il loro sound moderno ed accattivante. Le chitarre di Rev C2 e Lobo disseminano riff come una pioggia di asteroidi, le vibrazioni del basso di Big Daddy Ray si espandono come fitte nebulose, mentre la potente Evey manda in collisione piatti e pelli, infine l’avvenente regina galattica Herma rapisce l’audience con la sua voce stellare, indossando elaborati copricapi e usando elementi come un libro dal quale esce del fumo o un cannone spara aria compressa, dato che era fredda gliene siamo stati tutti eternamente grati visto il caldo torrido, è incredibile la loro resistenza sotto i costumi. Oltre ai pezzi nuovi dal passato eseguono New Witch 666 (The Rising) e la conclusiva Makin’ Angels, senza dubbio i nostri pittoreschi ed istrionici alieni hanno conquistato il pubblico, il quale ha ricambiato con enfasi ogni canzone, la prima volta li vidi al Legend Club e posso confermare che il palco del LIR è degno di loro, a mio parere l’unica pecca è che abbiano tralasciato il terzo disco Starstruck, avrei preferito sentire un altro pezzo loro, piuttosto che la cover di God Of Thunder dei KISS o qualsiasi altra cover, detto questo salutiamo i SICK N’ BEAUTIFUL mentre ripartono per la meta successiva, sperando che tornino presto a trovarci.

Setlist:
(Human Is) Overrated
God Of Thunder (KISS cover)
Hate Manifesto
Rise Of The Dragon
New Witch 666 (The Rising)
Makin’ Angels

Questa giornata è sicuramente la più variegata, perché dallo spazio passiamo alle cripte presenti nel sottosuolo di Pisa e Livorno, ora che finalmente tramonta il sole risorgono i DEATHLESS LEGACY capitanati dalla diabolica Steva Deathless, che prendono possesso del palco di fronte ad un pubblico ormai numeroso, l’entusiasmo della schiera di fans conquistata dalla nascita nel 2006 ad oggi si fa sentire, subito ripagata con Damnatio Aeterna titletrack del nuovo sesto disco pubblicato l’anno scorso. Come la band precedente, anch’essi dimostrano una cura dettagliata nella scenografia, costumi e trucco rigorosamente a tema horror, inoltre per loro suonare su questo palco è un doppio onore, primo perché è la loro prima volta al LIR, secondo vi ricordo che sono nati come tribute band dei DEATH SS, quindi condividere il palco con coloro che li hanno ispirati deve essere un’emozione indescrivibile. Il tempo a disposizione purtroppo è breve anche per loro, quindi propongono pezzi tratti solo dagli ultimi tre dischi, ma grazie allo loro intensa attività live gli bastano e avanzano per costruire un grande show, creando una suggestiva miscela di heavy metal, occultismo e horror, mettendo in pratica tutti gli insegnamenti del maestro Steve Silvester. Con il procedere dell’esibizione Stg. Bones smuove la platea con riff spietati, che viaggiano pari passo alle profonde linee di basso emesse da Deadwood Nick, mentre Frater Orion si accanisce contro la batteria rinforzando il sound, arricchito dalle tetre melodie create dal tastierista Alex Van Eden. Ogni elemento funziona alla perfezione dinamici e in perfetta simbosi, il cui perno centrale è la macabra sacerdotessa Steva, il pubblico di adepti pende dalle sua labbra mentre canta con voce marcata e graffiante, prendendo parte alle performance teatrali a sfondo sacrilego, ad opera dell’artista che oggi sostituisce The Red Witch. Ho visto varie volte i toscani all’opera, anche questa volta hanno tenuto in pugno il pubblico con grande professionalità, creando un perfetto connubio tra metallo, horror, esoterismo e teatro, esaltando i fans che li acclamano a gran voce e cantando tutti i ritornelli, con Gehenna chiudono un’esibizione come sempre di alto livello, aprendo la strada alla penultima band della giornata.

Setlist:
Damnation Aeterna
Rituals Of Black Magic
Miserere
Absolution
Ora Pro Nobis
Gehenna

Adesso nel numeroso pubblico si nota una moltitudine di persone vestite dark-gotich, pronte ad accogliere l’unica band straniera della giornata, stanno per calcare il palco i vampiri di Helsinki e quando le luci si spengono, ecco apparire i THE 69 EYES, sollevando urla che aumentano con l’arrivo del frontman Jyrki 69. Senza indugi danno inizio allo show con la celebre Devils. In seguito daranno molto spazio ai masterpiece Blessed Me, Paris Kills e Devils, proponendo perle come Feel Berlin, Gothic Girl, Betty Blue e altre, mentre di più recente I Love the Darkness in You, Drive e I Survive titletrack dell’omonimo EP pubblicato il mese scorso, che vede la collaborazione di Steve Stevens noto chitarrista di Billy Idol. Con il procedere dell’esibizione il loro sound avvolge la venue in una cappa di oscura malinconia, dove dominano le sei corde di Bazie e Timo-Timo intrecciate con i giri di basso di Archzie, il tutto sostenuto dal buon lavoro alla batteria di Jussi 69, in base all’andamento del ritmo più o meno incalzante a seconda delle canzoni. La band ha una buona tenuta di palco, ma il catalizzatore è il bel tenebroso Jyrki 69, che ammalia il popolo dark con il suo portamento elegante e misterioso, sfoggiando la sua voce profonda e suadente, la fusione tra le indimenticabili voci di Elvis Presley e Peter Steele dei Type O Negative, affiancato nei cori da Bazie e Archzie. Il frontman nella sua compostezza riesce a coinvolgere l’audience, che canta ed applaude a tempo ripagando ogni canzone con enfasi, con Brandon Lee terminano la prima parte dello show, tornano dopo una meritata pausa con la tripletta Framed In Blood, Dance d’Amour e l’immancabile Lost Boys, segnando la fine di un’esibizione ipnotizzante, dimostrando di riscontrare molto successo dopo quasi quattro decadi.

Setlist:
Devils
Don’t Turn Your Back on Fear
Feel Berlin
The Chair
Drive
Betty Blue
I Love the Darkness in You
Sister of Charity
I Survive
T.V. Eye (The Stooges cover parziale)
Never Say Die
Wasting the Dawn
Gothic Girl
Brandon Lee

Encore:
Framed In Blood
Dance d’Amour
Lost Boys

Prima dell’headliner il boss Massimo Pacifico prende la parola sul palco, ringraziando tutto il team per la passione e sacrificio nell’organizzazione, i partecipanti senza i quali l’evento non sarebbe possibile, rimarcando le parole “Abbiamo bisogno di voi”, incitando a comprare i blind ticket per riuscire a venderne 1000, con l’obbiettivo di sostenere e far crescere il festival portando band sempre più di alto livello. Sottolineando che a differenza di tanti altri evento open air, vanno contro il sistema senza lucrare sul parcheggio che è gratis, sui token che non esistono, e, soprattutto sui pit ticket perché la prima fila va conquistata, inoltre passando al lato prettamente morale, spende doverose parole in onore del fratello scomparso in giovane età Francesco Pozzi, ricordato anche da varie band nell’arco del festival, il quale ha raggiunto i fratelli Claudio Ripo e Francesco BazzaniBazz”, un momento davvero toccante che fa capire il sincero senso di fratellanza, che qua si respira a pieni polmoni.

Popolo del LIR oggi abbiamo assistito ad esibizioni per tutti i gusti, ma ora è giunto il momento che tutti aspettavamo, le leggende dell’heavy metal tricolore stanno per varcare la soglia, la tensione è altissima e dopo aver trascorso ore torride ecco la ricompensa. Dopo che lo staff ha sistemato la coreografia e gli strumenti, le luci si spengono e il palco si tinge di rosso, parte il video intro Ave Satani e si vedono già posizionati il batterista e tastierista, seguiti poi dai chitarristi e bassista che al termine dell’intro attaccano con Ave Adonai, sollevando forti urla che esplodono quando compare Mr. Steve Silvester. Eccoci di fronte ai DEATH SS che aprono le porte dell’inferno, portandoci nel loro mondo di occultismo, esoterismo, trasgressione e teatralità, a suon di puro heavy metal che fanno scorrere nelle nostre vene a pieno regime, nella formazione vediamo il ritorno di Al De Noble dopo che lasciò la band nel 2022 sostituito da Ghiulz Borroni (Buldozzer), mentre alla seconda chitarra quest’anno è entrato ufficlamente Death (Andy Bull Panigada dei Buldozzer). L’anno scorso hanno partorito la loro undicesima creatura The Entity, dal quale oltre al primo pezzo eseguono anche le movimentate Justified Sinner e Dr Jeckyll & Sister Hyde, oltre alle più pacate Out to Get Me e Love Until Death, ma complessivamente apprezzate dai fans, un chiaro segno che la creatività di Steve e soci è sempre accesa. Il resto del set si basa sui primi cinque dischi, dai quali traggono perle del male come Horrible Eyes, Baphomet, Scarlet Woman e Let the Sabbath Begin, ma non mancano le sorprese infatti dopo qualche anno rispolverano Hi-Tech Jesus e Inquisitor, ma da ancora molto più tempo resuscitano Lilith, mentre di recente ecco Zora. I nostri demoni hanno preparato un vero e proprio buffet, del quale i fans si cibano avidamente nel corso di questo teatro horror metal, dove finalmente nella numerosa platea si scatena il pogo e crowd surfing, mentre Al De Noble e Death ci scaricano addosso riff ed assoli micidiali, Demeter scaglia viscerali linee di basso, Unam Talbot martella come un forsennato, infine Freddy Delirio alle tastiere inserisce abilmente sinistre melodie creando atmosfere inquietanti. Tutto procede alla perfezione sotto il controllo dell’inossidabile Steve, la sua macabra voce s’insinua violentemente nei nostri timpani, mentre dirige le coreografie dissacranti e trasgressive delle provocanti performer, illuminato da colonne di scintille, offrendo uno spettacolo di massimo livello targato al 100% DEATH SS, mantenendo sempre costante l’entusiasmo dei fans che cantano e saltano in una bolgia infernale. Dopo Vampire si ritirano per una meritata pausa, tornando alla ribalta con Kings Of Evil e Heavy Demons cantata all’unisono come un inno, sommersi di applausi le nostre leggende salutano e ringraziano vittoriosi, per aver conquistato il Parco delle Colonie Padane ormai cuore del rock di Cremona, con uno spettacolo straordinario studiato a regola d’arte.

Che altro dire? La prima giornata del LIR è stata un primo grande traguardo, grazie alle esibizioni di tutte le nostre ottime band sia emergenti che più affermate, che hanno dato anima e corpo dalla prima all’ultima nota, e, ovviamente sinceri complimenti ai THE 69 EYES e DEATH SS, ma soprattutto un ringraziamento speciale a Massimo Pacifico e tutto il suo team, per l’impegno nell’organizzazione globale dell’evento. Ci vediamo alla seconda giornata!

Setlist:
Ave Satani (Intro)
Ave Adonai
Justified Sinner
Horrible Eyes
Where Have You Gone?
Lilith
Dr Jeckyll & Sister Hyde
Baphomet
Baron Samedi
Out to Get Me
Let the Sabbath Begin
Hi-Tech Jesus
Zora
Love Until Death
Scarlet Woman
Inquisitor
Vampire

Encore:
Kings Of Evil
Heavy Demons


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Giacomo Cerutti

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