VINDICTA + FINAL STAGE Live report @ Slaughter Club (MI) 07-07-2026

VINDICTA + FINAL STAGE Live report @ Slaughter Club (MI) 07-07-2026

Scritto da Cerutti Giacomo


Come la fenice risorge dalle proprie ceneri lo stesso è successo per le VINDICTA, progetto nato nel dicembre 2025 dalle ex componenti delle Dogma Lilith, Lamia Rusalka dopo aver lasciato la band per le varie motivazioni rese note sui social, le suore demoniache sono assetate di vendetta e di rivalsa, stasera ce ne daranno una prova concreta.

Inizialmente questo evento doveva essere al Legend Club di Milano, in seguito spostato allo Slaughter Club di Paderno Dugnano (MI) a causa di urgenti lavori di ristrutturazione, quindi per le ex Dogma è un ritorno alla venue dove si esibirono la prima volta, partecipando all’HELLBRIGADE FEST XI.

L’onore di precedere la band spetta ai nostri FINAL STAGE, nati nel 2020 a Sagittario di Concordia in Veneto, forti della pubblicazione del debut album Answer For Nobody, preceduti dall’intro No More Words entrano in scena di fronte ad un pubblico purtroppo non numeroso, sicuramente a causa dei molteplici eventi estivi, ma l’accoglienza è calorosa e senza indugi partono diretti con Fatality, dando un assaggio del loro alternative metal.

Essendo gli unici special guest, hanno abbastanza tempo per suonare l’intero disco, un’occasione ben sfruttata per un release party infatti i nostri sono belli carichi, la loro voglia di spaccare è evidente, tengono il palco con dinamicità e coesione mantenendo il contatto con il pubblico, che risponde con entusiasmo ad ogni canzone inclusa In Mano A Te, unico pezzo in italiano dal significato importante contro la violenza sulle donne.

Nel loro sound si nota l’influenza del metal sinfonico moderno come gli Evanescence, miscelata con la durezza del nu metal data dai Linkin Park e Papa Roach, Andrea Zilli sprigiona riff graffianti accompagnati dalle solide linee di basso tracciate da Mattia Papapietro, mentre lo scalpitante Davide Romanin dietro alle pelli dà una marcia in più ad ogni canzone.

Infine la frontwoman Giorgia Romanin, sfodera una voce pulita e di grande estensione a tratti oscura e malinconica, arricchendo il sound con parti di tastiera aggiunte in base, dà un tocco synth non troppo invasivo, inoltre Andrea e Mattia danno il loro apporto vocale con parti in growl e anche rap dimostrando versatilità.

Con Last Call i veneti terminano una performance di forte impatto, conquistando i presenti che li ripagano con meritati applausi, l’arduo compito di aprire la serata l’hanno pienamente assolto, spianando la strada alle tanto attese headliner.

Setlist:
No More Words (intro)
Fatality
Soon To Be Dead
Get Up
Stoicism
In Mano A Te
The Noise Of Unlived Life
My Mistakes
Last Call

Dopo questo riscaldamento il pubblico non aspetta altro che le loro suore predilette, cala l’oscurità, il palco si tinge di rosso e parte l’intro, la batterista Kali prende posizione seguita dalle compagne, si sollevano urla e le suore dall’inquietante face painting, iniziano lo show con Forbidden Zone, riavvolgendo il locale con la loro aura sconsacrata ma stavolta sotto il nome di VINDICTA.

Come i passi di una liturgia, eseguono tutte le canzoni dell’omonimo disco della ex band Dogma, i fans o meglio i loro fedeli seguaci partecipano entusiasti, tra loro si notano alcuni particolarmente devoti con la T-shirt delle Dogma ma con la scritta VINDICTA fatta con lo scotch rosso.

Le nostre sono un concentrato di “metal profano”, la tenuta di palco è sempre energica miscelata con sensuale provocazione, senza mai cadere nel volgare e sul palco regna una perfetta alchimia, si affiancano a vicenda scambiandosi di posizione, mentre con il loro sound hard’n’heavy s’impossessano dei loro fedeli.

Lamia Rusalka detengono una potente ritmica dissacrata da assoli, Wena Velasco al basso costituisce una solida base, mentre oltre alla cantante alla batteria abbiamo un’altra italiana, la nostra Gemma Sofia in arte Kali che sfodera tutta la sua forza, martellando con furore i suoi scintillanti Zildjian da dietro la sua Pearl Master blu, dando ulteriore potenza al sound e sorprendendoci con uno schiacciante assolo.

Ogni elemento funziona alla perfezione sotto il controllo della madre superiora Lilith, che tiene le redini di questa messa metallica catturando ogni singolo fan, diffondendo il vangelo del rock con voce pulita ed estesa oltre al suo inquietante fascino e carisma, facendo crescere costantemente l’enfasi generale sino a The Dark Messiah.

Accompagnate da copiosi incitamenti si ritirano per una meritata pausa, dopodiché tornano alla ribalta con Pleasure From Pain e The Face Of The Clown, primo singolo targato VINDICTA per il gran finale di un’esibizione di alto livello, dove la band ha dato tutta se stessa trasmettendo la sua vera essenza, profanando lo Slaughter Club facendone il loro tempio, ricoperte di prolungate urla ed applausi le malefiche suore, scendono dal pulpito vittoriose per il successo riscontrato. Alla prossima!

Setlist:
Forbidden Zone
Made Her Mine
My First Peak
Carnal Liberation
Drum solo
Feel The Zeal
Make Us Proud
Free Yourself
Like a Prayer (Madonna cover)
Bare to the Bones
Father I have Sinned
The Dark Messiah

Encore:
Pleasure From Pain
The Face Of The Clown


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Giacomo Cerutti

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