C’è un motivo se Nina Zilli continua a essere una delle interpreti più magnetiche del panorama italiano: il suo concerto del 1° agosto 2026 al Ladispoli Summer Fest, tappa estiva del suo Wonder Tour, lo ha dimostrato con una naturalezza disarmante. Davanti a una platea gremita, la cantante piacentina ha trasformato la serata in una festa collettiva, alternando energia, ironia e quella vocalità inconfondibile che fonde soul, R&B e pop con un gusto tutto personale.
A conquistare il pubblico è stata anzitutto la sua presenza scenica: Nina si muove sul palco con il carisma di una diva d’altri tempi e la spontaneità di chi sa instaurare un dialogo diretto con gli spettatori. Ad accompagnarla, una band impeccabile, fra cui spicca il bassista Orazio Nicoletti, capace di valorizzare ogni sfumatura del repertorio con arrangiamenti ricchi di groove e dinamismo, senza mai oscurare la protagonista. A rendere lo spettacolo ancora più coinvolgente hanno contribuito i numerosi cambi di look, tutti esplosivi e perfettamente in linea con l’estetica sofisticata e retrò che da sempre caratterizza l’artista.
La scaletta ha attraversato le tappe più significative della sua carriera, dall’apertura affidata a Tutto Nero fino ai grandi successi come 50 Mila, L’Inferno, L’Uomo Che Amava Le Donne, L’Amore Verrà, Mi Hai Fatto Fare Tardi e L’Amore È Femmina. Non sono mancati momenti più intimi, come Sola e Per Sempre, alternati a episodi dal forte impatto ritmico come Modern Art e Something’s Got to Hold on Me. Il finale, affidato a Ain’t Got No, ha lasciato il pubblico con la sensazione di aver assistito a uno spettacolo completo, intenso e mai prevedibile.
Tra eleganza, verve contagiosa e una qualità musicale di altissimo livello, Nina Zilli ha confermato ancora una volta di essere una performer capace di dominare il palco con assoluta naturalezza. E il calore con cui il pubblico del Ladispoli Summer Fest ha accolto ogni brano è stato la fotografia perfetta di una serata destinata a restare tra i ricordi più belli di questa estate musicale.
Gallery fotografica a cura di Chiara Lucarelli.



























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