
La seconda data romana de I cani alla Cavea dell’Auditorium per il Roma Summer Fest è stata una bomba. Zero chiacchiere, pochissimi fronzoli e due ore di musica sparata in faccia ad un pubblico impazzito.
Zero scenate, solo sostanza
Se vi aspettavate il solito cantante che fa i discorsetti sul palco per ingraziarsi la folla, avete sbagliato concerto. Contessa non perde tempo: sale, saluta appena, suona e devasta.
L’impianto luci resta volutamente essenziale, con un’estetica quasi da club, senza effetti spettacolari che rischiano di distrarre dalle canzoni. A prendersi la scena, infatti, è soprattutto il pubblico. In platea ci sono quelli che I Cani li seguono dal 2011, che hanno attraversato insieme alla band questi quindici anni e che ritrovano nei brani una parte della propria storia. Accanto a loro, però, ci sono ragazzi giovanissimi, alcuni probabilmente troppo piccoli quando uscivano i primi dischi, che cantano ogni singola parola a memoria.
È forse uno degli aspetti più sorprendenti della serata: non c’è una frattura generazionale. Buio, Wes Anderson, Hipsteria, Aurora, Corso Trieste e tutti gli altri brani vengono cantati dalla prima all’ultima parola, senza distinguere tra chi quelle canzoni le ha vissute al momento della loro uscita e chi le ha scoperte anni dopo.
La scaletta del live:
Buio
Buco nero
Nella parte del mondo in cui sono nato
Wes Anderson
Asperger
Carbone
Questo nostro grande amore
Come Vera Nabokov
Hipsteria
Le coppie
f.c.f.t.
Felice
Un’altra onda
Post Punk
Aurora
Corso Trieste
Il posto più freddo
Colpo di tosse
Non finirà
I pariolini di diciott’anni
Velleità
Calabi-Yau
FBYC (s f o r t u n a)
Sparire
Lexotan
Photogallery di Emanuela Vertolli




















Ad aprire entrambe le serate ci sono i Vascelli, trio indie-rock/post-punk romano nato nel 2025.





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